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Spiaggia Tiberis: con i lavori partono anche le polemiche

Per Fdi il progetto è inutile per il territorio, si dovrebbe guardare ad un progetto più ampio di riqualificazione delle aree del Tevere

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I LAVORI PER APRIRE IL ‘LIDO’ DI MARCONI

In questi giorni sono partiti i lavori per l’inaugurazione e la messa in funzione della spiaggia Tiberis. Il lido sul Tevere all’altezza di Ponte Marconi è infatti giunto al suo secondo anno di vita tra mille polemiche, soprattutto legate ai ritardi e alla tardiva apertura (lo scorso anno in funzione dal 4 agosto). Visti i precedenti e i ritardi attuali, dovuti anche alla presentazione di un bando per la sponsorizzazione solo il 15 luglio scorso, anche per questa edizione di Tiberis si rischia un’apertura in netto ritardo rispetto all’inizio della stagione estiva.

UN’APERTURA CONSIDERATA TARDIVA

In questa vicenda non sono mancati gli annunci da parte del M5s sulla ‘prossima apertura’ della spiaggia, così come le opposizioni a tutti i livelli non si sono astenute dal commentare. Così infatti gli esponenti locali di Fdi Federico Rocca, Valerio Garipoli e Marco Palma, con Piergiorgio Benvenuti, Presidente di EcoItaliaSolidale, hanno parlato dell’inizio dei lavori: “Un’apertura inutile e già tardiva che non darà nessun valore aggiunto ai territori di Marconi ed Ostiense in Municipio VIII e XI nonostante l’apporto dell’Agenda Tevere Onlus e il nuovo progetto. Inoltre la continua ricerca di sponsor privati indica una mancanza di reale programmazione del progetto ed una corsa all’inaugurazione totalmente inutile ed infruttuosa”.

SERVE UNA BONIFICA GENERALE

L’attenzione degli ex consiglieri municipali di Fdi è rivolta principalmente alle molte aree in abbandono lungo il Tevere, soprattutto a partire dal Ponte dell’Industria (meglio conosciuto come Ponte di Ferro) e per tutta l’area di Marconi e Magliana. “Sarebbe opportuno bonificare le aree a ridosso del fiume piene di rifiuti prima delle piene della prossima stagione autunnale e progettare un utilizzo migliore e che porti decoro, sport e recupero urbanistico in termini di fruibilità anche per queste aree stanche delle occupazioni sistematiche”.

GUARDARE IL FIUME COME UN ‘SISTEMA’

Naturalmente la speranza resta quella che il Fiume Tevere venga sempre più visto e salvaguardato come un ‘sistema’, al netto dei singoli interventi come Tiberis: “Il progetto non ci solleva dalle preoccupazioni rispetto all’incuria in cui versa il Tevere, da Roma Nord al Sud. Sono necessari programmi articolati per arginare l’inquinamento delle acque, riqualificare gli argini e le banchine per intero ed eliminare le occupazioni abusive, inoltre serve aggiornare il Piano di Protezione Civile con le nuove aree a rischio idrogeologico – seguitano nella nota – Un progetto complessivo, non solo un piccolo “Lido” per il secondo anno avviato a metà stagione estiva”.

LeMa