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Stadio della Roma: concluse le indagini, in 20 rischiano il processo

La Procura prosegue l'indagine sui finanziamenti alla politica da parte del gruppo di Luca Parnasi

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ROMA – Si è conclusa la parte principale dell’inchiesta sul nuovo Stadio della Roma. Al momento sono venti le persone che rischiano di finire sotto processo. Tra queste l’imprenditore Luca Parnasi l’ex presidente di Acea Luca Lanzalone, l’ex vicepresidente del Consiglio della Regione Lazio di Forza Italia Adriano Palozzi, l’ex assessore regionale del Pd Michele Civita e il soprintendente ai beni culturali di Roma, Francesco Prosperetti. Stando a quanto battuto dalle agenzie rischierebbero il processo anche cinque collaboratori di Parnasi.

L’IPOTESI – L’ipotesi avanzata dalla Procura di Roma è il costruttore prometteva denaro e altre utilità per ottenere favori dalla politica in merito alle sue opere.

I COLLEGAMENTI CON LA POLITICA – Secondo quanto riferito dall’Ansa, l’attività di indagine prosegue nel procedimento stralcio che riguarda il finanziamento alla politica che l’imprenditore Luca Parnasi avrebbe garantito negli ultimi anni. Gli inquirenti cercano riscontri in merito ai 400 mila euro di finanziamenti elargiti dal gruppo Parnasi: 150 mila euro destinati Fondazione Eyu, vicina al Pd, 250 mila forniti all’associazione Più Voci, che fa riferimento alla Lega. In questa tranche dell’inchiesta, spiega l’ansa, resta indagato, per corruzione, ‘ex capogruppo degli M5s in Campidoglio Paolo Ferrara, autosospesosi dal Movimento, al quale Parnasi avrebbe fornito utilità e in particolare un progetto per la riqualificazione del lungomare di Ostia. Archiviate le posizioni del presidente del Coni Giovanni Malagò e degli avvocati Mauro Vaglio e Daniele Piva.

Red