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Sull’Ardeatina si sperimenta l’asfaltatura con il grafene

Il nuovo materiale è stato impiegato su un chilometro di strada, dovrebbe durare fino a tre volte in più

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VIA ARDEATINA – È la prima volta che questo materiale viene impiegato sulla pavimentazione di una strada. Si chiama Ecopave ed a base di nanotecnologie al grafene, un brevetto della italiana Iterchimica depositato alla fine del 2007. l’indicazione di via Ardeatina come luogo di test è arrivata dalla Città Metropolitana di Roma Capitale, che ha messo a disposizione il tratto tra il Km 15+800 e il 16+800 in direzione Sud. L’altro lato della carreggiata infatti, quello ingresso a Roma, è stato invece risistemato con materiali ordinari, proprio per valutare, in collaborazione con l’Università La Sapienza, le diverse tenute dei due sistemi.

LA SPERIMENTAZIONE – Questa iniziativa, a costo zero per la Città Metropolitana, nella mattinata di ieri è stata salutata con favore dal consigliere delegato alla Viabilità della Città metropolitana, Marcello De Vito: “Stamattina è iniziata una sperimentazione che potrebbe rallentare il deterioramento dell’asfalto sulle strade – ha commentato De Vito – In aggiunta, con questa tecnologica sono previste anche alte percentuali di recupero dei materiali con evidenti benefici sull’ambiente. Mi auguro che questo test consenta di confermare su strada quanto studiato in laboratorio e dare una soluzione duratura al problema della viabilità per garantire maggiormente la sicurezza dei cittadini e per contenere i costi della manutenzione”. Il consigliere De Vito ha poi aggiunto che la sperimentazione su di una strada ad alta intensità come via Ardeatina consentirà di verificare al meglio la qualità del prodotto. Con l’Ecopave inoltre è possibile impiegare nella nuova stesura dell’asfalto fino al 30-40% di materiale di scarto, limitando così il conferimento in discarica. “Questo tratto di strada – ha concluso De Vito – diventa un laboratorio per testare in maniera concreta se questo prodotto darà dei vantaggi”.

I BENEFICI – Questo intervento prevede il rifacimento di due strati superficiali della strada: il binder e tappetino di usura. Con la sperimentazione si potrà inoltre riutilizzare circa il 40% di asfalto rimosso dalla strada stessa nella nuova asfaltatura, mentre le strade prodotte con il nuovo metodo saranno riciclabili all’infinito. Con questo materiale la strada dovrebbe avere una resistenza alla fatica incrementata del 250% rispetto ad una normale asfaltatura, mentre la durata dovrebbe essere triplicata, quindi da 6-7 anni si passerebbe a circa 18-20 anni.

LeMa