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Trascrizione matrimoni gay: il Sindaco non cede

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Domani le prime trascrizioni di nozze gay per il Comune di Roma. Minacce incrociate di azioni legali

DOMANI LE PRIME TRASCRIZIONI – Non cede il Sindaco Marino sulla sua volontà di trascrivere i matrimoni gay celebrati all’estero. Nemmeno le parole del Prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, hanno fatto desistere il Primo Cittadino: “Farò rispettare la circolare del ministero, annullerò le trascrizioni. Da me nessun giudizio o interferenza politica”. È fissata per domani mattina alle 11 in Capidoglio la prima trascrizione: “Vorrei precisare che quello che ho annunciato è una semplice trascrizione di un fatto – spiega Marino – cioè l’esistenza di un atto che è stato scritto in un Paese dell’Unione europea e che riguarda residenti della città di Roma. Per il resto ci vediamo sabato mattina”. L’appoggio al Sindaco arriva anche dalla sua Giunta, con l’Assessore all’Ambiente, Agroalimentare e Rifiuti di Roma Capitale, Estella Marino, che lo definisce: “Un atto doveroso che io appoggio in pieno riconoscere i diritti di tutti, diritti che negli altri Paesi dell’Unione europea sono garantiti da leggi nazionali. Si tratta chiaramente di un atto simbolico, a cui ne seguiranno altri – aggiunge – ma mi auguro che possa essere un passo che, insieme a quello degli altri sindaci, tenga accesa la discussione e porti finalmente all’approvazione di una legge nazionale. Anche perché è chiaro che gli italiani sono più avanti della politica: già molti Municipi della Capitale si sono mossi in tal senso e la maggioranza dei romani interpellati si è dichiarata favorevole alle trascrizioni. Sabato – conclude l’assessore – il sindaco vuole dimostrare ai cittadini di Roma che l’amministrazione è dalla loro parte”.

L’OPPOSIZIONE – Nei giorni scorsi l’ex Sindaco della Capitale, Gianni Alemanno, aveva attaccato Marino: “L’atteggiamento del sindaco rappresenta un pericolo per il rispetto dell’ordine costituzionale, degli organi istituzionali e della legge dello Stato, ed ha un effetto grave in termini di disorientamento dei residenti non solo di Roma Capitale ma della stessa Nazione che essa rappresenta”. Non mancando le minace di azioni legali: “Se sabato mattina il sindaco Marino registrerà i matrimoni gay, come gruppi di opposizione di centrodestra in Assemblea capitolina presenteremo una denuncia penale, perché il sindaco non ha la facoltà, a norma di legge, di registrare i matrimoni gay contratti all’estero” ha annunciato il vicepresidente dell’Assemblea capitolina e vicecoordinatore regionale del Lazio di Forza Italia, Giordano Tredicine. Parlano invece di ‘inutile provocazione’ Federico Guidi, coordinatore del tavolo cittadino per la famiglia e Lavinia Mennuni, Consigliere di Roma Capitale: “Risponderemo con la fermezza delle idee e la forza dei valori, convocando in contemporanea, domani, sabato 18 ottobre, alle ore 10.30, presso la sala dei gruppi consiliari di via delle Vergini 18, il tavolo cittadino a sostegno delle politiche della vita e della famiglia. C’è una Roma, estesa e profonda, che non vuole discriminare nessuno ma che considera inaccettabile equiparare ciò che non sarà mai possibile equiparare – seguitano – che intende opporsi in maniera civile ma ferma ad una iniziativa oltretutto priva di ogni effetto giuridico”.

DALL’ATTIVISMO – Dal Circolo Mario Mieli invece non c’è nessuna sorpresa per le parole del Prefetto Pecoraro: “Le parole del prefetto non sorprendono, ma derivano da una interpretazione delle legge astrusa e burocratica che nulla ha a che fare con la vera legalità, quando un ordine è ingiusto, è un dovere disobbedire”. Mentre dal Gay Center viene lanciata la campagna #dimettiamoalfano, che annuncia anche azioni legali contro gli annullamenti che verranno operati dai Prefetti: “È assurdo – dichiara Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center – che ci sia un annuncio di Renzi su un ddl del Governo e che il Ministro dell’Interno dello stesso Governo lanci una scomunica ai Sindaci e monti attraverso il suo partito una campagna contro le unioni civili e i matrimoni. Alfano – prosegue Marrazzo – dovrebbe chiarirsi le idee e decidere se sta al Governo con Renzi o fa il leader dei movimenti anti gay. Così come è altrettanto assurdo che Renzi non abbia nulla da dire sulla circolare di Alfano ai Prefetti. Sull’annullamento siamo pronti ad una grande azione legale a supporto di tutte le coppie contro la decisione di Alfano e dei Prefetti, che ci fanno passare come dei fuorilegge calpestando la nostra dignità”.