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Ultime delibere urbanistiche prima delle elezioni

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Tra poche settimane si concluderà la consiliatura, ma prima di questo momento sembra ci sia l’intenzione di portare a votazione le 64 delibere urbanistiche che rischiamo di coprire di cemento la città di Roma.

LE DELIBERE – Le 64 delibere vanno per la maggior parte ad incidere sulle aree periferiche della nostra città. Su molte delle vicende in questione il nostro giornale ha speso in questi anni fiumi d’inchiostro. “Non è possibile che in questi ultimi giorni si votino delibere urbanistiche che per la maggior parte porteranno a distruggere ancora ettari ed ettari di Agro romano – spiega in una nota il Comitato Interassociativo No a Roma Capitale del cemento – faranno scomparire sotto il cemento le poche aree destinate a verde e servizi nei quartieri consolidati, daranno il via a nuovi quartieri con migliaia di nuovi alloggi quando l’invenduto a Roma aumenta sempre più e mancano i finanziamenti per gli urgenti interventi per l’obsoleto sistema fognario ed il traffico è sempre più in crisi”.

IL SIT IN – Molte associazioni hanno promosso, per le ultime sedute della consigliatura, delle manifestazioni e dei sit in per protestare contro questa valanga di cemento: “Si lasci al nuovo Sindaco e alla nuova Assemblea Capitolina la decisione se continuare a portare avanti una  manovra urbanistica dall’impatto insostenibile o se – continua il comitato interassociativo, il laboratorio Carteinregola e Salvia il Paesaggio di Roma e Provincia – Finalmente la nuova Giunta s’impegnerà  prima a verificare l’intera situazione in atto (tutt’ora sconosciuta anche a molti consiglieri comunali)  documentando quante edificazioni sono già in itinere  (per l’ applicazione della contestata legge regionale per il “Piano Casa”, per i numerosi condoni edilizi, per le delibere già approvate dalla sola Giunta ecc.) e quanti sono gli edifici vuoti, sfitti o dismessi”.

L’APPELLO – promosso dai comitati è quello per una moratoria sulle nuove speculazioni edilizie, anche se la protesta sta incontrando molti ostacoli: “Anche oggi – spiega la presidente della sezione romana di Italia Nostra, Mirella Belvisi, in una nota del 26 marzo – il presidente dell’Assemblea Capitolina non fa ancora entrare i cittadini nell’Aula Giulio Cesare, con la scusa che non è stato ancora raggiunto il numero legale. Per avere il numero legale in seconda convocazione – seguita Belvisi – bastano 20 consiglieri della maggioranza, fino a tre anni fa si entrava all’ora fissata come inizio. Oggi il Presidente non permette l’ingresso nonostante il vento e la pioggia, per assurdi problemi di sicurezza. 

 

Leonardo Mancini

 

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