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Vigna Murata: la strada a 4 corsie passa per il Campidoglio

Sono quattro le alternative proposte dall'Assessorato, ma la sensazione è che ci sia poco spazio di manovra

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Tratto da Urlo n.162 Novembre 2018

VIGNA MURATA – Ci sono ancora dei margini di manovra? È questa la domanda, che ancora non ha comunque ottenuto risposta, sotto la quale si è svolta la Commissione capitolina urbanistica del 31 ottobre scorso, in merito alla vicenda del Programma Urbanistico Vigna Murata. Si tratta delle edificazioni, ma soprattutto della nuova strada a quattro corsie, che dovrebbero sorgere tra via di Vigna Murata e via del Tintoretto, a pochi metri da via Baldovinetti. Un intervento fortemente osteggiato dalla cittadinanza, sul quale anche la politica locale sta ponendo particolare attenzione. La Commissione arriva sulla scorta di una mozione (la n. 79 del 2018) a firma del Consigliere del M5S Pietro Calabrese, che dava mandato all’Assessorato all’Urbanistica di Roma Capitale di valutare delle alternative alla mobilità in relazione alle nuove edificazioni. L’obiettivo è quello di ridurre l’impatto che la nuova strada avrebbe sul parco del Tintoretto, con l’abbattimento di decine di alberi, l’eliminazione quasi totale dell’area verde e lo sbancamento di una collina. L’Assessore Montuori ha spiegato che al momento ci si muove all’interno del perimetro degli interventi stabiliti dalla convenzione urbanistica e che non sono state date anticipazioni sulle varie alternative perché si voleva essere certi di cosa fosse possibile fare.

IL PROGETTO – In programma ci sarebbe la costruzione di un centro commerciale su tre piani (probabilmente un supermercato Esselunga), di due palazzi di 12 e 13 piani (uno dei quali potrebbe essere un albergo), di un asilo da 60 posti e della strada a quattro corsie di collegamento tra Vigna Murata e Tintoretto. Per questo intervento sono state previste anche tre rotatorie: due su Vigna Murata, in corrispondenza della nuova strada e di via di Grotte d’Arcaccio, e la terza su via del Tintoretto, vicino all’orto urbano Ortolino. La realizzazione della strada porterebbe al taglio di circa 250 alberature, eliminando il Parco del Tintoretto e incidendo notevolmente sui lavori autofinanziati dagli ortisti per portare l’acqua a Ortolino. Inoltre sarà da chiarire come saranno regolati i passaggi tra il quartiere Ottavo Colle e le vicine scuole.

LE QUATTRO ALTERNATIVE – Al momento le opzioni alternative proposte dall’Assessorato all’Urbanistica sono quattro, con diversi gradi di tutela delle aspettative dei cittadini e di problematiche dal punto di vista burocratico e procedurale. La prima opzione è stata definita “Soluzione 0”: verrebbero realizzati i soli accessi all’area commerciale su via Vigna Murata, mentre quelli per le costruzioni residenziali resterebbero su via Grotte d’Arcaccio. In questo caso si punterebbe a una modifica sostanziale del Programma Urbanistico con una necessaria variante al Piano Regolatore, oltre a mettere gli organi politici davanti alla possibilità di aver causato un danno erariale. La “Soluzione 1” punta invece alla riduzione dell’asse stradale da 4 a 2 corsie con un doppio senso di marcia. Inoltre prevedrebbe l’interramento di una parte della strada per dare continuità all’area verde. Una soluzione più facile dal punto di vista procedurale: basterebbe una nuova Conferenza di Servizi e una convenzione integrativa. Poi c’è la “Soluzione 1b”, dove la strada viene ridotta a due corsie, ma con un senso unico di marcia verso via del Tintoretto, mentre il senso di marcia opposto verrebbe ricavato in un secondo momento con l’apertura e l’allargamento a due corsie di via Cosmè Tura. In questo caso l’apertura della seconda strada è da considerarsi una procedura totalmente separata dal Programma Urbanistico con tempistiche al momento non definibili. Infine è stata presentata la “Soluzione 2”, con la quale non si realizza l’asse viario, ma un anello che gira attorno alla nuova area commerciale su Vigna Murata. Anche in questo caso però si tratterebbe di una modifica sostanziale al progetto, che avrebbe bisogno anche di una variante al PRG e tempi lunghi. Oltre a queste opzioni in campo ci sarebbe anche l’idea lanciata dall’Associazione Ottavo Colle, presentata in Commissione urbanistica dal Consigliere del M5S Marco Merafina: “Rimanendo nel perimetro della convenzione, si potrebbe riorientare la strada partendo da via Grotte d’Arcaccio, passando all’interno dell’attuale area di parcheggio di Acea, e proseguire poi la realizzazione di via Gaulli – spiega – questo eviterebbe lo sbancamento della collina e salvaguarderebbe il parco”.

I PROSSIMI PASSI – Al momento non c’è stata una particolare presa di posizione da parte della Commissione sull’una o l’altra ipotesi, aggiornando la seduta per il giorno 14 novembre. Intanto il Municipio VIII, con il Presidente Amedeo Ciaccheri, ha chiesto tutti gli atti e le relazioni che hanno portato a queste valutazioni: “Bisogna tenere conto dell’eliminazione del verde pubblico, dell’isolamento degli istituti scolastici, delle problematiche di sicurezza e dei danni che questa strada porterebbe all’orto urbano Ortolino. Anche noi come Municipio daremo delle prescrizioni in merito a queste alternative”. Iter condiviso anche dal Presidente della commissione urbanistica municipale, Luca Gasperini, che ha chiesto al Comune di esplicitare quale sia l’opzione migliore. La risposta è arrivata indirettamente, con l’Assessore Montuori che ha spiegato come i proponenti non intendano aspettare ulteriori anni in attesa di una variante che, per loro, “non è praticabile”. Una posizione, questa, piuttosto inconciliabile con quanto affermato dai cittadini, con l’Associazione Ottavo Colle che si è detta favorevole alla sola salvaguardia totale del verde, attraverso una variante al Piano Regolatore. Maggiore attenzione sulla vicenda è stata richiesta anche dai Consiglieri comunali d’opposizione, con Andrea De Priamo (Fdi) che ha sottolineato come questa vicenda si inserisca in un ambito “molto delicato sia dal punto di vista della mobilità che da quello ambientale, coinvolgendo non solo il Municipio VIII ma l’intero quadrante. Quindi prima di firmare la Convenzione, forse, sarebbe stato utile portarla in Commissione, così da valutare pienamente il progetto”. Prima di aggiornare la seduta è stato lo stesso Consigliere Calabrese a sottolineare che “ci siamo attivati non appena siamo stati messi al corrente, se questo progetto fosse arrivato alla nostra attenzione prima della firma della convenzione lo avremmo portato in Commissione – e ancora – Abbiamo anche governato il Municipio VIII, ma di questo non abbiamo mai sentito parlare”. Al momento la vicenda è aggiornata alla prossima riunione di Commissione, mentre sull’area continuano le indagini archeologiche e per la ricerca di ordigni bellici, necessarie per la successiva cantierizzazione.

Leonardo Mancini