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Violenza somali: 7 anni di carcere e 50 mila euro di danni

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Arrivata la condanna per i due ragazzi somali di 24 anni, Kadar Adan e Yahya Abdi, che il 25 febbraio dello scorso anno si sono resi protagonisti di un atto di violenza ai danni di una giovane ventenne della capitale: sette anni di reclusione e 50 mila euro di risarcimento. Soddisfatto Alemanno. “Sentenza ridicola”, commenta Fabrizio Santori.

Lo stupro avvenne all’interno dei locali dell’ex ambasciata somala occupati abusivamente da diversi connazionali dei due uomini. Ad incastrarli l’esame del dna trovato sugli abiti della ragazza.
A un anno di distanza è arrivata la sentenza del giudice al termine di un processo con rito abbreviato che stabilisce una pena di sette anni di reclusione (rispetto agli otto richiesti dal pubblico ministero) per entrambi gli artefici del delitto. I due inoltre dovranno pagare una cifra pari a 50 mila euro ognuno per il risarcimento dei danni.
Soddisfatta si proclama l’avvocato Teresa Manente che ha assistito la ragazza: “Questa e’ una sentenza che di certo ha valutato la gravità dei fatti considerato che il processo si e’ svolto con il rito abbreviato. Il giudice inoltre ha anche riconosciuto il diritto a essere risarcita per il grave danno all’integrità psicofisica che la mia cliente ha subito”.
Stessa soddisfazione è stata espressa dal sindaco di Roma Capitale Gianni Alemanno che in una nota ha così commentato la decisione del giudice: “Esprimo soddisfazione per la condanna a 7 anni di reclusione inflitta ai delinquenti somali che un anno fa stuprarono una giovane in via dei Villini. Viene riconosciuta la violenza particolarmente grave e odiosa che ha scosso profondamente questa città e che Roma non intende tollerare”.
Nonostante questo in seguito alla sentenza si riapre il dibattito politico in merito alle espulsioni e all’occupazione abusiva del suolo italiano da parte di cittadini stranieri. Il presidente della Commissione sicurezza, Fabrizio Santori, ha infatti colto l’occasione per rivendicare la necessità di un duro piano espulsioni nei confronti degli immigrati che soggiornano senza permesso sul territorio italiano e, in merito alla condanna, si è espresso definendo la pena non sufficiente rispetto al reato perpetuato dai due giovani. Necessaria, secondo Santori, una legge più dura nei confronti di chi si macchia di simili delitti e auspica l’espulsione dei somali affinché essi possano scontare la pena nel proprio paese: “La pena inflitta ai due cittadini somali che si sono macchiati del grave reato di violenza sessuale è a dir poco ridicola. E’ ora di modificare la legge inasprendo gli anni di reclusione per chi si macchia di così gravi reati, ancor più se di gruppo. Chi danneggia l’integrità psicofisica delle donne utilizzando la violenza e la prevaricazione non può cavarsela con così poco e soprattutto auspichiamo che il Governo Monti si muova per stipulare degli accordi bilaterali affinché questi criminali possano scontare la pena nel proprio paese di origine invece di affollare le carceri e poi svuotarle con l’ultimo vergognoso decreto in via di approvazione, che mina la sicurezza dei territori e la serenità dei cittadini. Una vita rovinata non può e non deve avere prezzo. L’unico risarcimento di un danno così grande e irreparabile deve essere una giustizia più severa e l’espulsione dal nostro paese. Ricordiamo – conclude Santori – che i fatti avvennero all’interno di uno spazio occupato abusivamente. Per questo rinnovo l’invito al Prefetto di Roma ad identificare e sgomberare gli occupanti degli oltre 100 stabili mappati dalla Commissione Sicurezza ancora in mano all’illegalità tollerata dalle istituzioni.”


Anna Paola Tortora

 

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