Ritratto degli Stoners, la tribute band dei Rolling Stones che è diventata un cult nella scena musicale romanaCosa può fare un povero ragazzo nella sonnacchiosa città di Londra, canta Mick Jagger in Street Fighting Man, uno dei tanti successi dei Rolling Stones.
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Sostituisci Roma con Londra e se la vita ti annoia una soluzione ai tuoi problemi può essere uno spettacolo degli Stoners, una delle migliori tribute bands dei Rolling Stones attualmente in circolazione. Tutti i membri del gruppo sono romani tranne il vocalist Domenico Scola, nato a Haddon Heights nel New Jersey, periferia di Philadelphia. È lingua madre inglese, ed è cresciuto ascoltando 93.3 WMMR The Home of Rock n Roll, una stazione radio che contribuì a lanciare Bruce Springsteen e Billy Joel in vetta alle classifiche, e che aveva sempre i Rolling Stones in programmazione. Scola è un entertainer nato, dice di non aver mai smesso di cantare dalletà di tre anni.
Coloro che storcono il naso allidea delle tribute bands stanno probabilmente sottovalutando un fenomeno ormai consolidato, destinato anzi a crescere. Forse ignorano che inizialmente persino i Rolling Stones erano interpreti di covers, finché il loro manager Andrew Loog Oldham decise che era giunto il momento che scrivessero materiale di produzione propria. Fu così che Oldham a dar retta alla leggenda rinchiuse Keith Richards e Mick Jagger in una stanza priva di finestre dalla quale riemersero solo dopo aver composto la prima canzone originale, As Tears Go By.
Conviene chiarire fin da subito che cover bands e tribute bands non sono la stessa cosa. Una cover è una canzone rivisitata e rielaborata, viceversa una tribute band rimane filologicamente fedele alla versione originale del brano. Gli Stoners non si sognerebbero mai di eseguire Waiting On A Friend oppure Slave senza un sassofonista, perché entrambe le versioni originali dellalbum Tatoo You contengono un assolo di sax. Da buoni perfezionisti ed emulatori dellepica rollingstoniana, gli Stoners prestano attenzione ad ogni minimo dettaglio. Quando canto una canzone come Miss You, per esempio, la sento come se fosse mia, dice Domenico Scola. E continuiamo a provarla e riprovarla, anche se la eseguiamo tutte le volte. Chi ci ascolta viene da noi e ci dice: lavete fatta così bene, perché continuate a provarla? E noi rispondiamo: labbiamo fatta così bene proprio perché non smettiamo mai di provarla.
Lenergia creata dagli Stoners durante una live performance è straordinaria. Hanno ormai dato vita a una sorta di cult, con una folta schiera di seguaci che si presentano regolarmente ai concerti e quasi mai si perdono lappuntamento mensile al Lettere Caffè di Trastevere. I fan, la cui età va dai 20 ai 60 anni, hanno fatto propria la convinzione di appartenere a una comunità. Secondo Scola il pubblico è composto soltanto da donne giovani e bellissime, ma questa forse rimane una sua fantasia.
Sorprendentemente il fenomeno delle tribute bands è in grado di generare un circolo virtuoso: è successo infatti che ci siano stati spettatori degli Stoners che non sapevano nulla dei Rolling Stones, e solo dopo aver assistito a un concerto degli Stoners hanno deciso di comprarsi lintera discografia dei Glimmer Twins (nota definizione del binomio Jagger-Richards).
Ugo Moretti, chitarrista e fondatore degli Stoners, aveva pertanto visto giusto quando simbarcò in questavventura con la chiara consapevolezza che si trattava innanzitutto di unoperazione culturale. Avevo messo uninserzione su Porta Portese in cerca di un cantante, dopodiché Domenico mi chiamò dicendo: sono Mick Jagger, e io risposi: certo, io sono Keith Richards, ricorda Moretti. In questo modo ebbe inizio la loro missione di riproporre il blues e il rock puro in Italia, dove lelemento melodico è senzaltro predominante e il rock n roll non viene sempre riconosciuto come forma darte.
Cover e tribute bands sono spesso criticate dai musicisti che propongono materiale proprio e non trovano spazi per suonare, dato che la gente nei locali preferisce ascoltare cose che già conosce. Domenico Scola è ben consapevole di questo problema avendo appena pubblicato Betting On Dreams, un cd di canzoni originali composte da lui e dal suo gruppo Crazy Fish. In genere, la classica domanda rivolta ai musicisti da un proprietario di locale è: quante persone riuscite a portarmi?.
Comunque sia, gli Stoners attraggono le folle. Hanno suonato presso Messaggerie Musicali, al Nags Head pub in occasione del Rolling Stones Fans Meeting di Roma, al Bikers Rock Festival Trecentoallora in provincia di Rovigo, e hanno addirittura inaugurato ledizione 2007 dellEstate Romana sul Tevere con un concerto spettacolare lungo le rive del fiume. Last but not least, gli Stoners sono stati invitati a esibirsi a New York in giugno, nello storico club Kennys Castaways del Greenwich Village, e stanno valutando la possibilità di prolungare il loro soggiorno oltreoceano con un mini-tour statunitense.
Per la gioia del pubblico, gli Stoners suonano regolarmente a Roma. È solo rock n roll ma a loro piace, e lo sanno fare in maniera egregia.
Marco Zoppas
Coloro che storcono il naso allidea delle tribute bands stanno probabilmente sottovalutando un fenomeno ormai consolidato, destinato anzi a crescere. Forse ignorano che inizialmente persino i Rolling Stones erano interpreti di covers, finché il loro manager Andrew Loog Oldham decise che era giunto il momento che scrivessero materiale di produzione propria. Fu così che Oldham a dar retta alla leggenda rinchiuse Keith Richards e Mick Jagger in una stanza priva di finestre dalla quale riemersero solo dopo aver composto la prima canzone originale, As Tears Go By.
Conviene chiarire fin da subito che cover bands e tribute bands non sono la stessa cosa. Una cover è una canzone rivisitata e rielaborata, viceversa una tribute band rimane filologicamente fedele alla versione originale del brano. Gli Stoners non si sognerebbero mai di eseguire Waiting On A Friend oppure Slave senza un sassofonista, perché entrambe le versioni originali dellalbum Tatoo You contengono un assolo di sax. Da buoni perfezionisti ed emulatori dellepica rollingstoniana, gli Stoners prestano attenzione ad ogni minimo dettaglio. Quando canto una canzone come Miss You, per esempio, la sento come se fosse mia, dice Domenico Scola. E continuiamo a provarla e riprovarla, anche se la eseguiamo tutte le volte. Chi ci ascolta viene da noi e ci dice: lavete fatta così bene, perché continuate a provarla? E noi rispondiamo: labbiamo fatta così bene proprio perché non smettiamo mai di provarla.
Lenergia creata dagli Stoners durante una live performance è straordinaria. Hanno ormai dato vita a una sorta di cult, con una folta schiera di seguaci che si presentano regolarmente ai concerti e quasi mai si perdono lappuntamento mensile al Lettere Caffè di Trastevere. I fan, la cui età va dai 20 ai 60 anni, hanno fatto propria la convinzione di appartenere a una comunità. Secondo Scola il pubblico è composto soltanto da donne giovani e bellissime, ma questa forse rimane una sua fantasia.
Sorprendentemente il fenomeno delle tribute bands è in grado di generare un circolo virtuoso: è successo infatti che ci siano stati spettatori degli Stoners che non sapevano nulla dei Rolling Stones, e solo dopo aver assistito a un concerto degli Stoners hanno deciso di comprarsi lintera discografia dei Glimmer Twins (nota definizione del binomio Jagger-Richards).
Ugo Moretti, chitarrista e fondatore degli Stoners, aveva pertanto visto giusto quando simbarcò in questavventura con la chiara consapevolezza che si trattava innanzitutto di unoperazione culturale. Avevo messo uninserzione su Porta Portese in cerca di un cantante, dopodiché Domenico mi chiamò dicendo: sono Mick Jagger, e io risposi: certo, io sono Keith Richards, ricorda Moretti. In questo modo ebbe inizio la loro missione di riproporre il blues e il rock puro in Italia, dove lelemento melodico è senzaltro predominante e il rock n roll non viene sempre riconosciuto come forma darte.
Cover e tribute bands sono spesso criticate dai musicisti che propongono materiale proprio e non trovano spazi per suonare, dato che la gente nei locali preferisce ascoltare cose che già conosce. Domenico Scola è ben consapevole di questo problema avendo appena pubblicato Betting On Dreams, un cd di canzoni originali composte da lui e dal suo gruppo Crazy Fish. In genere, la classica domanda rivolta ai musicisti da un proprietario di locale è: quante persone riuscite a portarmi?.
Comunque sia, gli Stoners attraggono le folle. Hanno suonato presso Messaggerie Musicali, al Nags Head pub in occasione del Rolling Stones Fans Meeting di Roma, al Bikers Rock Festival Trecentoallora in provincia di Rovigo, e hanno addirittura inaugurato ledizione 2007 dellEstate Romana sul Tevere con un concerto spettacolare lungo le rive del fiume. Last but not least, gli Stoners sono stati invitati a esibirsi a New York in giugno, nello storico club Kennys Castaways del Greenwich Village, e stanno valutando la possibilità di prolungare il loro soggiorno oltreoceano con un mini-tour statunitense.
Per la gioia del pubblico, gli Stoners suonano regolarmente a Roma. È solo rock n roll ma a loro piace, e lo sanno fare in maniera egregia.
Marco Zoppas













