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RITROVATI DAI CARABINIERI DUE QUADRI ATTRIBUITI A MANET E RENOIR

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Vittorio Sgarbi nei panni di Sherlock Holmes
Un Vittorio Sgarbi inedito quello che si è prestato a sgominare una banda di truffatori  il mese scorso a Tarvisio, in provincia di Udine.

 A cadere nelle mani della giustizia sono stati tre lestofanti che avevano avvicinato il noto critico d?arte per una dichiarazione di liceità, chiedendo contatti per facilitarne la vendita realizzando il miglior profitto possibile. I due quadri, uno raffigurante ?Nudo di Donna? dell?artista Pierre Auguste Renoir e l?altro, una ?Natura morta con fiori e frutta?,  spacciato per un Manet,  erano stati presentati a Sgarbi come indubitabilmente autentici. L?obiettivo era quello di ottenere la più alta valutazione possibile che secondo i truffatori  si sarebbe dovuta aggirare intorno a 2-3 milioni a pezzo. Sgarbi, insospettitosi e intuito il tentativo di frode, dopo essersi fatto mandare le foto dei due quadri, ne dava notizia al Comando dei Carabinieri che si occupa del recupero del patrimonio artistico. L?agguato per i tre, Francesco Attisani  di Tarvisio, Amedea Setti, sedicente esperta d?arte e Aniello Ambrosio, pregiudicato cinquantenne di Rimini, è avvenuto in un ristorante di Tarvisio dove si erano dati appuntamento con Sgarbi. Convinti di mettere a segno un colpo milionario, sono stati invece ammanettati dai carabinieri con accusa di ricettazione. Per due di loro l?Autorità Giudiziaria di Roma ha emesso tre ordini di custodia cautelare, due in carcere e un altro agli arresti domiciliari.

Il valore delle opere recuperate ammonterebbe, secondo una stima approssimativa, a 500.000 euro. Nel caso del ?Nudo di Donna? si tratta di una copia appartenente al periodo tardo della  produzione di Renoir (lo tradirebbe l?incertezza del tratto e l?uso sfumato dei colori), per cui non di enorme valore. L?altro invece, che i tre cercavano di spacciare per un capolavoro di Eduard Manet è al cento per cento un falso e, a detta dello stesso Sgarbi, nemmeno di pregevolissima fattura. Resta comunque il dubbio se si tratti di un falso d?autore oppure no, il che ne giustificherebbe nel primo caso la conservazione in qualche struttura museale oppure la destinazione al macero. Il quadro di Renoir, ?Nudo di donna?,  verrà invece restituito alla legittima proprietaria. Il dipinto era infatti stato rubato l?8 febbraio del  1975 a Milano dalla bottega di un restauratore dal quale era stato portato per ripararlo da un?ammaccatura provocata da una pallonata, che proprio quella bambina, che oggi è la legittima proprietaria del dipinto, gli aveva procurato. Particolare di tutta la vicenda del ritrovamento è che proprio il segno inconfondibile dell?ammaccatura ha aiutato il riconoscimento dell?opera che era stata data per dispersa e alla sua identificazione.  ?Furti di questo tipo purtroppo sembrano essere in crescita nel nostro paese, unitamente al tentativo di realizzare sulla base di false stime una valutazione enorme per finanziare altri illeciti con conseguente allargamento di un fenomeno già in espansione?.

Con queste parole il Generale Nistri, comandante del nucleo dei Carabinieri che si occupa del recupero delle opere d?arte, ha voluto lanciare un appello a stare in guardia da facili tentazioni e ha voluto cogliere l?occasione per esortare  i possessori di opere d?arte a fornire un identikit il più dettagliato possibile dell?opera, corredandolo di foto, di cui purtroppo gli archivi dei carabinieri, nonostante il grandissimo numero di opere segnalate come scomparse( circa 200000!), risulta in  molti casi sprovvisto.

 

Stefano Lippera

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