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Per il Campidoglio lo Stadio è d’Interesse Pubblico

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stadio plastico

Resta la preoccupazione per l’impatto dell’intera operazione sul quadrante

Tratto da Urlo n.118 ottobre 2014

TOR DI VALLE – Il 4 settembre la Giunta Capitolina ha dato l’ok sull’Interesse Pubblico sul nuovo Stadio della Roma. Il progetto adesso è al vaglio della Regione, che ha a disposizione 180 giorni per esprimere un parere. Successivamente l’onere dell’approvazione tornerà al Campidoglio e soltanto allora si potrà procedere. Ad oggi si prevede l’apertura dei cantieri per la prima metà del 2015. Un’opera che vale un milione di euro, con 320 milioni destinati alle opere pubbliche. Di questi, 195 milioni saranno spesi per opere di interesse pubblico: “50,45 milioni per il prolungamento della linea B da Magliana a Tor di Valle, 7,5 milioni per il passaggio pedonale tra la stazione Magliana della FL1 e lo stadio, 38,6 milioni per l’adeguamento/unificazione della via Ostiense-via del Mare, 93,7 milioni per la realizzazione della nuova viabilità tra l’autostrada Roma-Fiumicino e la nuova Ostiense/via del Mare, 5 milioni infine – spiegano dal Campidoglio – finanzieranno gli interventi per prevenire eventuali rischi idraulici del fosso di Valleranello e degli argini del Tevere”. Dopo il rischio di rottura tra il Palazzo Senatorio e la società su una clausola rescissoria da 160 milioni di euro, si è deciso che “lo stadio rimarrà in uso permanente alla A.S. Roma per tutta la durata dell’accordo trentennale tra la società sportiva e il proponente – recita una nota del Campidoglio – Per la legge sugli stadi, non è possibile prescrivere l’obbligo della proprietà dell’impianto, ma il Campidoglio ha richiesto che l’accordo tra proponente e società sia indissolubile”, pena il pagamento dei 160milioni. L’intervento verrà sviluppato su 354mila mq di superficie e tra le opere inserite all’interno del progetto c’è anche la sistemazione del Parco sul Fiume Tevere: “Un’area di 34 ettari, con attracchi sul fiume e pista ciclabile fino al centro di Roma, che regaleranno ai cittadini del quadrante una nuova area verde”. Un elemento questo che potrebbe creare non pochi problemi: “Chi si occuperà di questi ettari di Parco? – si chiede il Capogruppo di Fi al Municipio IX, Massimiliano De Juliis – Si rischia di fare un danno se non si pensa ai fondi per la manutenzione”. 

Sono tre gli elementi che dovrebbero assicurare la regolarità nella costruzione, evitando che lo stadio e l’attigua cittadella si trasformino in breve tempo nella già prospettata cattedrale nel deserto. Intanto i tempi degli interventi dovrebbero essere certi, con le infrastrutture pronte prima dell’apertura dello stadio. Secondo elemento riguarda il controllo amministrativo, assicurato con una convenzione con obblighi, fasi dei lavori e una commissione di vigilanza. Ultima rassicurazione riguarda la trasparenza e la concorrenza sulla realizzazione delle opere pubbliche. Ma proprio su questo tema è arrivato il primo ricorso, un quesito all’Antitrust proposto dal Consigliere Fi al Municipio XI, Marco Palma: “Rispetto alla Delibera credo ci sia uno squilibrio concorrenziale, inoltre bisogna valutare anche la discriminazione tra i cittadini, visto che la zona non è stata scelta su indicazioni pubbliche, con una gara o una verifica dello stato dei luoghi. L’Antitrust dovrà esprimersi – seguita – Ci sono moltissimi interessi, perché non scegliere ad esempio Tor Vergata?”.
Un’opera questa, più volte definita come una grande occasione per la Capitale, che purtroppo potrebbe alimentare i problemi del quadrante: “Comprendiamo l’importanza dell’investimento e le ricadute positive sulla città e per questo possiamo essere favorevoli all’intervento, ma quanto prospettato dalla Giunta Capitolina secondo noi non è sufficiente – dichiarano De Juliis e Gino Alleori, Capogruppo e Consigliere Fi in Municipio IX – Infatti non si parla solo di uno stadio, ma di quasi un milione di mc che caleranno sul quadrante. A questo – seguitano – va aggiunta un’opera che secondo noi è fondamentale, ma di cui non si parla più, la sistemazione definitiva del depuratore che da anni genera miasmi insopportabili per i cittadini”. Il depuratore di Acea è uno degli elementi richiamati spesso anche dal Cdq Torrino Decima: “Purtroppo di questo non si parla, e dovrebbe interessare il gestore dell’impianto, verso il quale periodicamente arriveranno dei miasmi – dichiara Augusto Garzia del Cdq – Questo è uno degli aspetti accessori, non incide su mobilità o cubatura, ma riguarda la vivibilità dello stadio e di noi cittadini”. Nella delibera, ci racconta De Juliis, si parla della mitigazione dei miasmi: “Pensiamo che non basti una barriera verde ma serva un intervento sul depuratore, noi avevamo chiesto l’interramento”. Intanto nei prossimi giorni i Municipi coinvolti dovranno dare un parere non vincolante sull’opera e le varie Commissioni stanno analizzando il progetto. In Municipio IX la Commissione Ambiente sta lavorando per produrre un parere molto articolato: “La Delibera ci sembra piena di lacune – spiega il Presidente della Commissione, il Consigliere Pd Alessandro Lepidini – Viste le ricadute sul quadrante quest’opera deve anche risolvere problemi come quello del depuratore. Purtroppo stiamo ancora aspettando i verbali della Conferenza di Servizi e non abbiamo l’ultima versione del progetto”. Per Andrea Santoro, Presidente del Municipio IX, dove sorgerà l’impianto, una delle necessità è non focalizzarsi solo sull’intervento, ma guardare al panorama più ampio della mobilità e delle edificazioni previste: “La realizzazione dello Stadio della Roma darà opportunità di lavoro a 3mila persone già all’apertura dei cantieri. È un’occasione di sviluppo per Roma ma vogliamo che il nuovo complesso non incida negativamente sulla viabilità e che si consideri il progetto nel contesto delle trasformazioni urbanistiche che interessano il territorio. La preoccupazione – conclude – oltre che per i 900mila metri cubi di nuove edificazioni, riguarda l’adeguamento della viabilità”. L’attesa quindi, oltre che per i pareri che verranno espressi a breve dai due Municipi interessati, è tutta per il responso che arriverà nei prossimi mesi dalla Regione.

Leonardo Mancini