Home Notizie Stadio della Roma

Roma-Lido: ancora nessun potenziamento in vista

SHARE
roma-lido

Con la costruzione dello Stadio e del Business Park, a chi serve la diramazione della Linea B?

Tratto da Urlo n.119 novembre 2014

ROMA-LIDO – Marco vive ad Ostia, a qualche fermata di autobus dalla stazione di Stella Polare. “Costa meno, poi c’è il mare”. Pendolare da 25 anni. Marco è segretario in uno studio legale ai Parioli. Ogni giorno arriva alla Roma-Lido, scende ad Eur Magliana e prende la Linea B, fino a Policlinico, si infila in un tram strapieno e cerca di arrivare in ufficio entro le otto. “Ci vogliono un paio d’ore per stare sicuri, ma alle volte ce ne sono volute anche quattro”. Parliamo della Linea Roma-Lido e finiamo sullo Stadio: “Ma visto che lo costruiscono qui – indica la fermata di Tor di Valle – perché non rifanno pure il trenino?”. Una domanda che rispecchia tutta l’incomprensione dei cittadini verso alcune scelte dell’Amministrazione. Il 22 ottobre scorso è arrivato il parere positivo sull’interesse pubblico delle commissioni capitoline Ambiente e Urbanistica. Ora deve riunirsi l’Assemblea capitolina e dopo questa votazione la palla passerà in Regione. In quell’ambito ci sarà la Conferenza di Servizi per valutare il progetto. Soltanto dopo l’ok inizieranno le cantierizzazioni. “È un parere favorevole sulla delibera non sull’opera su cui sono necessari approfondimenti – hanno dichiarato il 22 ottobre Annamaria Cesaretti, Presidente della Commissione Mobilità e Consigliera comunale di Sel e Gianluca Peciola, Capogruppo Sel – In tema di mobilità è fondamentale il potenziamento della Roma–Lido, fortemente voluto dai cittadini. Tutti gli interventi di miglioramento devono essere a servizio della città e non solo dello Stadio”. Purtroppo tra le opere attese dai cittadini il mancato adeguamento della Roma-Lido è ciò che più lascia basiti. “Le opere previste servono a far entrare e uscire gli spettatori dallo Stadio e a rendere facilmente accessibile dall’aeroporto di Fiumicino il Business Park – spiega l’Istituto Nazionale di Urbanistica in una recente nota – L’interesse pubblico reale invece starebbe nel dare accessibilità al resto della città. Obiettivo da raggiungere con il potenziamento della Roma–Lido, già in parte finanziato dalla Regione. In sintesi l’intero sistema infrastrutturale è pensato per il nuovo insediamento, per quattro quinti destinato a uffici”. Una posizione questa facilmente comprensibile se si guardano i dati sulle edificazioni, con il solo 14% delle superfici destinate allo Stadio, mentre tutto il resto ospiterà il Business Park: “Lo Stadio non c’entra nulla – racconta Massimo Sabbatini del Comitato Difendiamo Tor di Valle – È un pretesto, avvalendosi della legge sugli stadi, per stravolgere il PRG. Sappiamo che il ‘trenino’ è inadeguato e l’unica vera opera per i cittadini sarebbe quella di potenziarlo, trasformandolo in metropolitana con una frequenza adeguata. Invece – seguita – si dirama la Metro B di una fermata, con un nuovo capolinea che è un danno. Chi parte da Laurentina subirà il dimezzamento dei treni e il raddoppio dei tempi di attesa”. Un vero problema, visto l’alto numero di pendolari che ogni mattina raggiunge la stazione Laurentina per arrivare in centro. Infatti era l’Assessore Improta il 10 settembre scorso a parlare dell’opportunità di inserire la Roma-Lido tra le opere collegate allo Stadio: “Se noi non possiamo migliorarla non sono contrario a verificare la possibilità di farlo fare ad un privato in project financing. Questa – seguitava – è una questione di competenza della Regione ma nell’ambito del progetto dello Stadio della Roma dobbiamo tener conto di questa opera”. Purtroppo l’intervento è stato messo da parte, mentre nel mese scorso si è aperto lo scontro sui documenti integrativi presentati il primo settembre a Roma Capitale. Sembrerebbe che la diramazione della Linea B debba avvenire in deroga alle normative. Non avendo a disposizione i 6m necessari tra un binario e l’altro (Dpr 753/1980, art. 49) si dovrà procedere in deroga oppure non costruire affatto. Sul tema l’Assessore Improta – interpellato da il Tempo – ha confermato: “I proponenti hanno, in buona sostanza, definito non realizzabile l’intervento. Per derogare alla fascia di rispetto occorre una copertura normativa”, ad oggi non presente. Lo scontro in Assemblea capitolina sulla vicenda della mobilità si preannuncia infuocato, con l’opposizione pronta a dare battaglia e a votare negativamente la delibera, così come fatto nelle commissioni capitoline: “Ad oggi siamo contrari a quest’impianto così come c’è stato prospettato, soprattutto se non si farà chiarezza sulla mobilità – ha detto Roberto Cantiani, Capogruppo capitolino Ncd – C’è il rischio di un rallentamento sulla Metro B. Per questo servirebbe fare maggiori approfondimenti”.
Non ci sono notizie rassicuranti nemmeno per le altre opere inerenti la mobilità nella Capitale. In questi giorni è stata inaugurata la tratta Pantano-Centocelle della Linea C, pur tra mille rinvii e incertezze. E sembra slittare l’apertura della tratta fino a San Giovanni (di fondamentale importanza visto che permette lo scambio con la Linea A), che era prevista per fine 2015 (data che era già stata spostata almeno un paio di volte, ndr) e che per ritardi ai cantieri dovrebbe/potrebbe essere consegnata a giugno 2016. Mentre a giugno del 2015 dovrebbe entrare intanto in funzione la tratta fino a Lodi (circa 400 mt da San Giovanni), con l’interrogativo d’obbligo: bisogna aspettare un anno per 400 metri di vitale importanza? Infine è di questi giorni la novità per la tratta da Venezia ad Ottaviano: l’idea, come ammesso da Roma Metropolitane, è di aprirla nell’aprile del 2023! In questi giorni è partita ‘l’operazione trasparenza’ del M5S capitolino, che ha presentato un esposto alla Corte dei Conti e trasmesso i documenti all’Autorità nazionale anticorruzione, in merito all’aumento dei costi per la Metro C. Una situazione generale della rete dei trasporti che non fa sperare per un veloce miglioramento della mobilità nella Capitale. Fattori che accrescono l’importanza che avrebbe il potenziamento della Roma-Lido, nuova direttrice metropolitana che andrebbe ad alleggerire le due stradali e super intasate Colombo e Ostiense. “La nostra idea è che il potenziamento sia cruciale, non solo per lo Stadio, ma per tutti i quadranti fino al litorale – ci spiega Manuel Gagliardi, Consigliere Pd in Municipio IX – Abbiamo suggerito di verificare che gli oneri sulla mobilità delle altre urbanizzazioni che si snodano lungo questo asse possano essere versati per l’adeguamento”. Spiega che il Pd municipale, quando ha espresso il parere sul progetto, ha accettato la diramazione della Metro B solo perché non c’è “la sicurezza che la Regione intervenga per tempo, ma la nostra ipotesi è comunque rafforzare la Roma-Lido”. E sul parere espresso dal Municipio IX non sono mancate le polemiche. Massimiliano De Juliis, Capogruppo Fi e il Consigliere Gino Alleori, hanno dichiarato: “Sono state respinte le proposte, più che ragionevoli, di Forza Italia per trasformare lo Stadio in una opportunità per la città. Porteremo le nostre richieste in Assemblea capitolina e tra queste il potenziamento della Roma-Lido, e non della Metro B. Non ha senso spendere 50 milioni per una sola fermata metro – spiega De Juliis – o si porta la metro perlomeno fino ad Acilia oppure si mettano in sinergia questi soldi con i 160 milioni stanziati dalla Regione per rafforzare la Roma-Lido”. Il problema rimane comunque la tempistica nella realizzazione delle opere pubbliche: “Questa delibera mette il Comune in assoluta garanzia – spiega l’Assessore all’Urbanistica capitolino, Giovanni Caudo – Il proponente dovrà assicurare la contestualità della realizzazione delle opere pubbliche per assicurarne la funzionalità già al momento della prima utilizzazione”. L’Assessore Caudo ha più volte affermato che l’apertura dello Stadio nel 2017 è vincolata alla realizzazione delle opere pubbliche, quindi la domanda di Marco rimane valida, ma va modificata. Non potenziano il trenino perché si è abbassata l’asticella del pubblico interesse pur di aprire lo Stadio e il Business Park? Marco è contrariato, non gli sembrano buone ragioni. Guarda l’orologio, è tardi, questa sera dovrà recuperare. Ringrazia e ci saluta: “Almeno quando torno sto al mare, che costa meno”.

Leonardo Mancini