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Stadio della Roma: 5 Stelle all’attacco

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L’Analisi del gruppo Capitolino tra criticità e proposte

L’ANALISI – È della scorsa settimana la nota in cui il Movimento 5 Stelle romano analizza la situazione del nuovo Stadio della Roma, con tutte le implicazioni sul territorio, la mobilità e l’ambiente. Una cosa va chiarita in anticipo, nonostante le molte critiche al progetto e all’iter che si sta seguendo, il Movimento non si dice contrario: “Alla costruzione di un nuovo impianto sportivo, di qualunque tipo si tratti, importante leva dell’economia sia locale che nazionale. E tanto meno – seguitano – contro l’iniziativa imprenditoriale privata, ma è contrario alla costruzione di uno stadio con procedure che non rispettano le norme e che permettono indebiti arricchimenti di speculatori”.

CONSUMO DI SUOLO – Primo punto dell’analisi riguarda il consumo di suolo e i tanti metri cubi previsti dall’opera, che andranno ad insistere sull’ansa golenale del Tevere: “Una intera ansa golenale del Tevere sarà cementificata con un milione di metri cubi in più di quanto attualmente consentito”. Se la normativa pare consenta questo intervento, nonostante il M5S non ne sia convinto, lo scenario prospettato è preoccupante. Infatti sarebbe permesso al proponente di costruire più cubatura se lo stesso si impegna a realizzare le infrastrutture necessarie: “Ma a questo punto la società valuta che per chiudere in pareggio il proprio bilancio economico deve costruire 1 milione di metri cubi. Intorno allo stadio sull’area di sua proprietà che però non ha più lo spazio per l’ulteriore cubatura. In questa fase – secondo il M5S – si rilevano le vaste zone d’ombra sia sotto l’aspetto normativo che amministrativo. Infatti la società farà espropriare mediante ‘dichiarazione di pubblico interesse’ una ulteriore area adiacente a quella di sua proprietà per realizzare tutte le opere aggiuntive”.

IL PUNTO AMBIENTALE – Altra tematica, più volte toccata anche dal nostro giornale e da molti esponenti della politica e dell’associazionismo territoriale, riguarda il profilo ambientale dell’area indicata per la costruzione della nuova struttura. In particolare è la vicinanza del fiume a preoccupare gli attivisti penta-stellati: “La zona destinata alla realizzazione dell’impianto è da sempre interessata a fenomeni più o meno importanti di esondazione e a riprova di questo ci sono cronache, testimonianze di residenti e di utenti della viabilità ordinaria, nonché regolamentari cartelli stradali di avvertimento per probabili allagamenti”.

LA MOBILITÀ – Sotto il punto di vista della mobilità le criticità riguardano lo scarso studio fatto sui flussi: “Lo scenario con il milione di metri cubi di direzionale e commerciale non è stato verificato con un modello matematico per determinare quale sia l’impatto sulle due uniche direttrici dell’ autostrada da e per Fiumicino e la Portuense – seguitano parlando di cifre – I nuovi addetti e visitatori che saranno più di 50.000 e si sposteranno tutti i giorni nelle ore di punta del mattino e della sera cosa comporteranno sulla viabilità in ingresso ed in uscita dalla città?”.

LA PROPOSTA – Il M5S non si limita ad elencare i punti oscuri o le criticità rilevate, ma avanza anche alcune proposte: “Ci sono almeno 10 siti alternativi con valide caratteristiche a Roma e nella Città Metropolitana con aree destinate allo sport e ci sono due stadi da poter recuperare ed utilizzare al meglio per i quali sono stati investiti in passato centinaia di milioni di euro, che sono ampliabili, rimodernabili, migliorabili e meglio collegabili – concludono – usiamo gli incentivi di legge per dare alla città ed alla squadra lo stadio che merita senza creare danni ai cittadini residenti nel quartiere ed arricchire i soliti noti”.

Leonardo Mancini