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Stadio della Roma: confronto radiofonico tra M5S e Assessorato

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I temi del confronto: rischi idrogeologici, mobilità e pubblica utilità del progetto

IL CONFRONTO – Nella giornata di ieri ai microfoni di Radio Radio si è svolto uno dei primi veri confronti sul progetto del nuovo Stadio della Roma nell’area di Tor di Valle. A prendere la parola per primo il Consigliere comunale penta stellato Daniele Frongia, che ha ribadito la posizione del M5S: “Siamo favorevoli alla costruzione dello stadio della Roma ma non al progetto che prevede la costruzione di un vero e proprio quartiere. Lo stadio sarebbe un francobollo in questo progetto e verrà costruito su delle palafitte, forse perché il terreno non è adeguato per l’edificazione”. 

I RISCHI IDROGEOLOGICI – L’intervento del Consigliere Frongia, come in altre occasioni, torna a sottolineare le problematiche idrogeologiche dell’area identificata: “Non ci sono mai state esondazioni a Tor di Valle ma ancora non si sono costruiti milioni di metri cubi sopra. Per costruire lo stadio della Roma è stato scelto un luogo su 83 disponibili. Il progetto, se lo si va a leggere, non fa un favore alla Roma e ai romanisti, ma a pochi privati – aggiunge Frongia parlando della pubblica utilità – Non c’è una pubblica utilità, ma un’utilità solo per il privato. Gli interventi che verranno fatti, sono legati solo all’accesso e all’afflusso allo stadio. Nella delibera, la costruzione dello stadio è veramente un francobollo”.

LA MOBILITÀ – “La vita dei residenti, dei pendolari e dei tifosi sarà peggiorata dal punto di vista della viabilità – ha poi proseguito Frongia – le arterie sono sempre le stesse e i miglioramenti non ci saranno. Inoltre, la Federazione dei commercianti hanno detto che la costruzione dell’impianto diminuirà l’occupazione per via del centro commerciale che verrà edificato. Stiamo votando la pubblica utilità con una cambiale in bianco perché oltre allo stadio non sappiamo ancora cosa si costruirà in quell’area, visto che non c’è ancora un progetto definitivo”.

I TEMPI – Molte perplessità anche sui tempi di realizzazione, soprattutto se si guarda ad altri progetti in ritardo o mai completati: “La legge sugli stadi dà la possibilità di velocizzare l’iter, però noi del Movimento 5 stelle abbiamo dato più volte l’allarme di scegliere un luogo idoneo per costruire l’impianto. I tempi contraddicono l’evidenza, soprattutto conoscendo Roma – seguita Frongia – Parlare di Totti che calcerà il primo pallone nel nuovo stadio nel 2017 è follia. Dobbiamo ancora completare delle opere per Italia ’90, altre per il Giubileo e altre ancora per i Mondiali di nuoto. Ho la certezza matematica che quello che afferma il sindaco Marino, ossia che lo stadio sarà pronto in due anni, non accadrà mai”.

IL FOSSO DI VALLERANO – Al dibattito su Radio Radio sono poi intervenuti l’Ing. Cesari, Segretario generale dell’Autorità del bacino del Tevere e l’Ing Ferranti: “La nostra posizione è stata già messa per iscritto nella conferenza dei servizi. La posizione dell’autorità del bacino è condizionata alla sicurezza idraulica che deve avvenire riguardo al fosso di Vallerano. Il rischio verrà esaminato una volta che verrà messo in sicurezza il fosso. A prescindere dallo stadio, questo e altri 12 fossi sono mappati nelle nostre carte e consultabili nel sito delle autorità del bacino e ci sono delle zone rosse”.

L’ASSESSORATO – Anche l’Assessore capitolino all’Urbanistica, Giovanni Caudo, risponde alle preoccupazioni e ai dati avanzati dal Consigliere Frongia, parlando anche della pubblica utilità dell’opera: “Tutte le obiezioni e argomentazioni vengono ascoltate. Non ci facciamo sconti, massimo rigore. Conosciamo il problema del fosso di Vallerano e uno dei requisiti per la pubblica utilità sarà la bonifica di quell’area. I problemi verranno risolti con la costruzione dello stadio. Il pericolo non viene dal Tevere ma dal fosso che verrà esso a norma come ha chiesto l’ Autorità di Bacino. E alzeremo gli argini, costruendo lo stadio metteremo in sicurezza la zona. Quello che stiamo approvando è la definizione di pubblico interesse dell’opera. Diventerà un progetto in futuro, non faremo nulla fino a che non ci sarà un progetto definitivo. Con i progetti definitivi sapremo se la sistemazione del fosso costerà 5 milioni, più o meno”.

IL BOTTA E RISPOSTA – Il Consigliere Frongia non risparmia il colpo e aggiunge: “Da questo intervento capisco che questo pubblico interesse è una cambiale in bianco per il privato. Questa amministrazione, lasciando perdere il discorso stadio, non ha fatto nulla per risolvere i problemi preesistenti nella città”. In risposta Caudo: “Io sono molto più interessato al quartiere e alle opere affini che allo stadio. Sono trent’anni che si cercano di fare le opere che verranno fatte dal proponente insieme alla costruzione dello stadio“.