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Stadio della Roma: è bufera sui licenziamenti in Parsitalia

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Con il progetto ancora fermo in Regione sono molti a chiedere l’annullamento

I LICENZIAMENTI – È di questa mattina la notizia che nuove difficoltà si prospettano per il nuovo Stadio della Roma di Tor di Valle. La vicenda questa volta, invece di passare per gli studi di fattibilità, gli evidenti problemi di mobilità, o le condizioni idrogeologiche dell’area, si gioca tutta in casa Parsitalia. La notizia dei licenziamenti nell’azienda del costruttore Parnasi, impegnato nell’operazione stadio assieme a Pallotta, non è passata inosservata, soprattutto per le pagine del Messaggero. I licenziamenti sarebbero stati predisposti per entrambi i rami dell’azienda: la Parsitalia General Contractor e la Parsitalia Real Estate. Sono 30 i lavoratori in esubero nella prima azienda e 38 nella seconda, per un totale di 68 licenziamenti.

IL PROGETTO IN REGIONE – A pensar male spesso ci si prende recita il motto, ma dai licenziamenti a pensare che le difficoltà dell’azienda possano essere legate ai ritardi sul progetto dello Stadio il passo è breve. Il progetto è ancora fermo in Regione, dove gli uffici attendono da agosto le modifiche agli elaborati tecnici e le documentazioni mancanti. E intanto la formazione politica capitolina che aveva fatto dell’interesse pubblico su quest’opera il suo fiore all’occhiello è naufragata.

DAI COMITATI LA RICHIESTA DI STOP – Dai comitati cittadini che si battono contro l’edificazione dello Stadio e del Business park annesso l’indicazione è chiara: adesso si blocchi tutto. Tra le tante voci sollevatesi c’è anche quella dell’Associazione Italia Nostra che chiede di ‘liberare finalmente l’area da un progetto insensato e insostenibile’: “Ora la Regione Lazio deve decidersi a mettere una pietra tombale sul progetto dello stadio a Tor di Valle ed, inoltre, per impedire su quell’area possibili futuri progetti invasivi – commentano dall’Associazione – Italia Nostra, per liberare finalmente il complesso del Foro Italico dalle partite di calcio, ha già fatto presente che è favorevole a un nuovo stadio, possibilmente nell’area metropolitana, e ha chiesto che la scelta deve vedere già presente una valida infrastruttura del ferro”.

LeMa