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Stadio della Roma: in Aula cade il numero legale

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Domani prosegue la discussione e la votazione sull’opera

CADE IL NUMERO LEGALE – La discussione in Assemblea Capitolina aperta questa mattina con la relazione dell’Assessore capitolino alla Trasformazione Urbana, Giovanni Caudo, è terminata dopo la votazione (negativa) di due delle tre pregiudiziali presentate dal M5S, a causa della caduta del numero legale. La seduta verrà riconvocata domani mattina. “La maggioranza Pd fa veramente ridere – ha scritto su Facebook il Consigliere 5 Stelle, Marcello De Vito, pochi minuti dopo la chiusura della seduta – In questo modo domani il Consiglio sarà in seconda convocazione e quindi sarà sufficiente un numero legale più basso, ossia 16 piuttosto che 24 – consiglieri ndr – Sono talmente incerti su questa delibera, hanno talmente tanti mal di pancia interni, che ricorrono all’infimo sistema di fissare una maggioranza alla soglia di 16 consiglieri su 48 – seguita De Vito – Voglio vedere quanti consiglieri della maggioranza si alzeranno pavidamente dall’aula per evitare di votare”. 

LA RELAZIONE DI CAUDO – L’assessore Caudo ha ripercorso in Aula Giulio Cesare i punti fondamentali del progetto. In particolare parlando del sistema della mobilità su ferro e del prolungamento della Metro B fino alla fermata di Tor di Valle: “Il nodo di Tor di Valle permetterebbe l’accesso all’area di circa 24.000 utenti/ora, questo solo con un treno ogni 7 minuti – ha spiegato Caudo – Servirebbe e anche le aree adiacenti con un servizio metropolitano e consentirebbe di utilizzare i parcheggi dello Stadio come nodo di scambio con la Linea B”. Sul potenziamento della Roma-Lido la posizione dell’assessore è chiara: “L’intervento di potenziamento con un treno ogni 3 minuti garantirebbe lo stesso numero di utenti e se in Conferenza Decisoria – demandata agli organi Regionali dopo la votazione in Comune Ndr – si arrivasse a questo, si può optare per uno scenario diverso”. “Non è detto che lo stadio si faccia – seguita l’assessore – perché prelude ad un percorso successivo in mano al proponente che dovrà presentare i progetti. Abbiamo rimodulato e i margini di profitto privato si sono ridotti, mettiamo in mano a loro l’opzione di seguitare fino in fondo”.

LE PREGIUDIZIALI 5 STELLE – È il consigliere penta-stellato, Daniele Frongia, a presentare i tre documenti pregiudiziali presentati dal suo gruppo: “Siamo favorevoli allo stadio ma contrari alla delibera e al progetto, che non riguarda lo Stadio della Roma ma il ‘quartiere Parnasi’ con una piccola porzione dello ‘Stadio Pallotta’”. In primis per Frongia c’è una pregiudiziale sull’Interesse Pubblico: “Che manca, mentre è evidente quello privato. Questa votazione determinerà aumento dei prezzi dei terreni, quindi con gli espropri si creerà un disavanzo che potrebbe arrivare ad oltre 500milioni di euro. Inoltre – seguita – la Legge di stabilità non concede la variante al Prg, lo stesso INU – Istituto Nazionale di Urbanistica – ha dichiarato che la variante non si può fare. Fidatevi di loro e non del M5S”. Altro tema il traffico e la mobilità che secondo il consigliere con queste opere peggiorerà soltanto. Anche i livelli occupazionali, promessi da Società e Amministrazione, non sarebbe sufficienti a far votare la pubblica utilità. “Non facciamoci prendere in giro con la prima partita da giocare nel 2017, quando dobbiamo ancora chiudere opere del 1990 e già pensiamo a come mangiare sulle olimpiadi del 2024”.

Leonardo Mancini