Home Notizie Stadio della Roma

Stadio della Roma: partita la nuova Conferenza di Servizi

Entro fine anno saranno quindi definitivamente sciolte le riserve sul progetto?

SHARE

Tratto da Urlo n.150 ottobre 2017

TOR DI VALLE – Ha preso il via a fine settembre la seconda Conferenza di Servizi per Tor di Valle. Sullo Stadio della Roma, così come sul Business Park annesso, con il nuovo progetto passato al vaglio del Governo e della Città Metropolitana, la Regione Lazio, a fronte delle nuove criticità rilevate, ha puntato all’apertura di questo nuovo iter amministrativo che si chiuderà entro il 28 dicembre 2017. Si parla di altri 90 giorni, utili per valutare tutte le soluzioni che verranno presentate dai proponenti. La viabilità, con l’ormai (sembra) depennato ponte di Traiano e con il futuro Ponte dei Congressi; l’unificazione (nel tratto dello Stadio) della via del Mare e dell’Ostiense; senza dimenticare la Roma-Lido, l’importantissimo nodo della mobilità pubblica e le criticità legate al rischio idrogeologico dell’area.

I DUE PROGETTI – Dall’amministrazione Marino a quella pentastellata di Virginia Raggi il progetto è cambiato sensibilmente. Restano in ballo i ponti ciclopedonali, uno in direzione della stazione ferroviaria di Magliana, l’altro verso la Roma-Lido a Tor di Valle. Il sistema di videosorveglianza (realizzato a spese dei privati) coprirà l’intero parco di 34 ettari che lambirà la riva del Tevere. Sul fronte del rischio idrogeologico verrà messa in campo la sistemazione di due fossi classificati a rischio esondazione, quello di Acqua Acetosa Ostiense e il rio Vallerano. Ma l’urbanistica è fatta di pesi e contrappesi, così nel restyling del progetto all’insegna della diminuzione di cubature qualche cosa è andata persa. Si è passati da 345mila mq a 212mila, così salta il ponte di Traiano (collegamento con l’autostrada Roma-Fiumicino) e il prolungamento della metro B, superato (così sembra) con l’acquisto di alcuni treni da destinare alla Roma-Lido, sul cui ammodernamento è tornata la totale incertezza.

PONTI CHE DIVIDONO – Dalla Regione, così come dal Ministero delle Infrastrutture, il Ponte di Traiano resta un’opera importante per ottenere il benestare al progetto. Il costo di questa infrastruttura si aggira attorno ai 93 milioni di euro, fondi stralciati dal progetto con la riduzione di cubature ottenuta dall’Amministrazione pentastellata. Nell’idea dei proponenti per servire il nuovo polo potrebbe bastare il Ponte dei Congressi, non ancora realizzato, fermo alla Conferenza di Servizi, ma finanziato con lo Sblocca Italia per circa 145 milioni. Senza le dovute infrastrutture, anche questo secondo capitolo dell’iter autorizzativo potrebbe naufragare, con la Regione che potrebbe chiedere il reinserimento del Ponte di Traiano nel progetto per arrivare all’ok. La società giallorossa dal canto suo non ha mancato di sottolineare di aver raggiunto l’equilibrio economico dell’iniziativa dopo le modifiche già approvate dal Comune. Quindi il reinserimento dell’opera sembra difficile al momento. Una possibilità potrebbe essere quella di rendere completamente pubblico l’intervento, dirottando parte dei fondi del Ponte dei Congressi (che poi si troverebbe sensibilmente definanziato). In questo caso sarebbe necessario apportare delle modifiche al decreto Sblocca Italia, un procedimento che potrebbe risultare lungo, ma che in ogni caso segnerebbe la fine del progetto sul quadrante Magliana-Eur. Altra possibilità, avanzata nelle ultime settimane da alcuni quotidiani, sarebbe quella di una partecipazione pubblico-privata. In questo caso assieme ai fondi provenienti dalle casse dello Stato, si affiancherebbero quelli dei proponenti, probabilmente con un tornaconto in cubature. Ma in questo caso il Comune pentastellato sarebbe ancora d’accordo?

Leonardo Mancini