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Stadio: resta da sciogliere il nodo della mobilità

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Infuria il dibattito su biforcazione della Linea B a Tor di Valle e raddoppio delle arterie stradali. Ma sembra che il potenziamento della Roma-Lido sia ancora ignorato

MUNICIPIO IX-XI – Tra i tanti dibattiti che la vicenda del nuovo stadio sta aprendo, quello della mobilità è forse il più spinoso. Il pericolo di costruire l’ennesima cattedrale nel deserto è dietro l’angolo, soprattutto se gli interventi sulla mobilità non saranno ben studiati. In questa vicenda, oltre al Municipio IX che ospiterà l’impianto, anche l’XI subirà molte ripercussioni. Partendo dalle immediate vicinanze dell’impianto la prima criticità rilevata riguarda i posti auto: “Ci sembrano pochi considerata la capienza dell’impianto – spiega il Capogruppo Fi, Massimiliano De Juliis – inoltre andrebbero rivisti i costi – circa 10 euro – altrimenti si rischia di vedere le strade invase ad ogni partita”. Andando di fatto a replicare lo spiacevole rito del parcheggio all’Olimpico. “Lo Stadio – aggiunge Gino Alleori, Consigliere di Fi – deve rispecchiare l’interesse pubblico e non solo configurarsi come un’operazione commerciale. Bisogna puntare agli interventi sulla mobilità e sul trasporto pubblico, migliorando i servizi per il quadrante”. Problemi anche sulla viabilità stradale, dato che il progetto prevedrebbe un raddoppio della via del Mare e dell’Ostiense funzionale solo al tratto dello Stadio, dove le due arterie verranno rese a senso unico. Per il resto sarà previsto un adeguamento: “Non è rimandabile la sistemazione definitiva della via Ostiense e della via del Mare dal GRA a Marconi, interventi minori – spiega De Juliis – sono impensabili”. Sull’utilità dell’opera e sull’impatto che avrà nella vita dei cittadini è il Consigliere del M5S, Giuseppe Mannarà a prendere la parola: “Di queste opere non beneficerà la comunità, essendo solo funzionali allo Stadio. Inoltre – spiega – parliamo di questi interventi come se fossero semplici, ma basta pensare agli stadi di Italia 90 o agli impianti dei mondiali di nuoto, completati in ritardo oppure ancora in attesa, per capire l’impossibilità di concludere i lavori per il 2017”. 

Anche sulla tanto attesa “cura del ferro” la polemica infuria. Nella Delibera è stata abbandonata l’idea iniziale della Conferenza di Servizi: legare l’intervento della Regione sulla Roma-Lido con lo Stadio, costruendo di fatto una nuova Metro. Anche la frequenza dei treni sarebbe stata raddoppiata (circa 12 treni l’ora). Purtroppo l’interesse dell’Amministrazione si è spostato sul solo prolungamento della Metro B da Magliana a Tor di Valle (con 9 treni l’ora), mentre la sistemazione della Roma-Lido è lasciata alla Regione. Una questione ripresa anche da Andrea Santoro, minisindaco del Municipio IX, che ritiene indispensabile “il potenziamento della Roma-Lido, l’adeguamento della via Ostiense e della via del Mare, per lo Stadio ma anche per i quartieri a ridosso del GRA. Su questo fronte l’approccio deve essere basato sulla sostenibilità, per questo è indispensabile realizzare un sistema più articolato di piste ciclabili per l’accesso allo Stadio. Si tratta di interventi indispensabili che devono essere legati ad una visione complessiva dell’urbanizzazione. Per questo – aggiunge Santoro – abbiamo chiesto al Campidoglio di dotare il nostro territorio di un vero Piano di Zona che riveda in modo organico l’impatto delle nuove edificazioni previste nel quadrante e riadegui il sistema delle infrastrutture viarie”. Una nuova vera metropolitana e una maggiore attenzione alle logiche del traffico, avrebbero evitato molte delle critiche avanzate da cittadinanza e politica. “Non serve al quadrante – spiega De Juliis – Avremmo considerato positivo un prolungamento fino a Vitinia oppure Acilia, ampliando anche il servizio pendolare. O si pensa ad una metro efficiente che copra i quartiere periferici, oppure il gioco non vale la candela”.
Una sensazione condivisa anche da gran parte dell’opposizione del Municipio XI, anch’esso chiamato a dare un parere. “Non prevedere interventi significativi equivale a condannare al traffico i residenti di Magliana”, dichiarano in una nota Marco Palma Fi, Francesco Smedile Gruppo Misto e Luigi Di Bella Pdl. Le opere da considerare sono molte: le rotonde nel collegamento Portuense-Magliana; un nodo di scambio Muratella con in aggiunta lo snodo ferroviario che la colleghi a Tor di Valle; uno svincolo in ingresso dalla Roma Fiumicino in direzione via Isacco Newton; l’allargamento di via della Magliana nel tratto tra via Fosso della Magliana e GRA, e quello del ponte Dasti. Tante speranze che sembrano però essere state disattese in quanto, a questo stadio della progettazione, non vengono contemplate: “Purtroppo le opere come la metropolitana leggera, sono state cancellate dal progetto. Tra le ammesse – spiega Alessio Marini, Consigliere del M5S – un ponte ciclopedonale di 800m dalla stazione ferroviaria della Magliana allo Stadio e il raddoppio del ponte Luigi Dasti, previsto solo se ci saranno i fondi”. Una nuova occasione mancata secondo il Consigliere M5S: “Non avremo una viabilità migliore, ma resterà tutto come prima, anzi ci sarà anche il traffico dello Stadio”. Il ferro per il Municipio XI risulta essenziale, soprattutto perché nell’intero quadrante non sono previsti altri interventi. Nel parere approvato in Consiglio Municipale, il Presidente Veloccia ha comunque ribadito queste necessità: “Abbiamo dato parere positivo sul progetto, perché consideriamo la sua costruzione un’opportunità per la città e per il quadrante ovest – dichiara Veloccia – Abbiamo comunque inserito le proposte sul sottopasso di via Dasti e il collegamento su ferro da Tor di Valle a Muratella, affinché siano destinate risorse ad opere pubbliche e infrastrutturali per decongestionare il quadrante Magliana-Muratella-Parco de’ Medici”. Tutte queste opere secondo il presidente devono però essere guardate in ottica di sistema e “inserite in uno studio d’area che affronti le previsioni urbanistiche e i loro impatti sulla mobilità, individuando anche le modalità di finanziamento”. Della stessa opinione anche l’ex Presidente del Municipio XI, l’oggi Consigliere capitolino Pd, Gianni Paris, che definisce indispensabile il prolungamento della prevista diramazione della Linea B: “Giusta la volontà dell’Amministrazione e dell’Assessore Caudo di incentivare l’uso dei mezzi pubblici, ma penso che la soluzione sia unire le due sponde del Tevere col prolungamento della linea B da Tor di Valle alla ferrovia FL1”. Paris aggiunge un’idea al dibattito sulla mobilità, proponendo una ulteriore diversificazione: “Se i costi preventivati, circa 50 milioni di euro sembrano alti, studi recenti e attendibili suggeriscono che un vettore a monorotaia li ridurrebbe di circa 20 milioni”.
Purtroppo dopo tutte queste dichiarazioni rimane la sensazione che l’interesse per la trasformazione dell’intera Roma-Lido in una Linea metropolitana sia sempre minore. Un prolungamento fino a Tor di Valle, attraverso una biforcazione della Linea B, non migliorerà di certo la vita dei tanti pendolari che, tutti i giorni, non hanno la certezza di arrivare al loro posto di lavoro. Inoltre abbiamo già sperimentato i rallentamenti dovuti ad una biforcazione della Linea B, situazione che non potrà che peggiorare con questo nuovo progetto. Pensare di accantonare la possibilità di trasformare la Roma-Lido, unendo i finanziamenti della Regione con quelli provenienti dallo stadio, ci sembra quindi fuori da qualsiasi Interesse Pubblico.
In ogni caso non si può dire che la AS Roma pensi in piccolo, soprattutto guardando alle aspettative che il Presidente Pallotta ha esternato in una recente intervista: “Abbiamo scelto l’area dove sorgeva il vecchio ippodromo, un luogo quindi da sempre deputato allo sport. Creeremo una struttura più grande e popolata, in modo da farne il più grande centro di intrattenimento in Europa. In più – seguita Pallotta – lo stadio sorgerà in riva al Tevere e ciò permetterà di sfruttare le vie d’acqua, visto che è grande e profondo abbastanza da poter permettere delle linee di navigazione”. Sperando che il Presidente abbia ragione continueremo a seguire questo dibattito, sicuramente uno dei nodi da sciogliere per la costruzione dell’impianto.

Leonardo Mancini