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Stadio Tor di Valle: slitta a settembre la presentazione del progetto

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Dopo l’incontro tra la Società e il Sindaco si apre la polemica sull’impatto del progetto

L’INCONTRO – è avvenuto nella mattinata di ieri negli uffici del Campidoglio: “Tra Il Comune e la società sportiva – spiega una nota – è stato avviato un rapporto di proficua collaborazione”. Durante l’incontro la A.S. Roma, rappresentata dal Ceo Italo Zanzi, dal consigliere di amministrazione Mauro Baldissoni e da Mark Pannes del Comitato Esecutivo, ha esposto al sindaco Marino alcuni progetti della società, con particolare attenzione ai programmi che intende sviluppare nell’ambito del sociale. Il Sindaco Ignazio Marino, in risposta, ha voluto sottolineare l’importanza della valorizzazione dello sport nella Capitale, per giovani e adulti, sia dal punto di vista sociale che dei corretti stili di vita. Le due parti si sono poi impegnate a realizzare a breve alcune iniziative finalizzate a sostenere la promozione dello sport nei quartieri più svantaggiati della città e nelle periferie.

AL MARGINE DELL’INCONTRO – la discussione sulla localizzazione del nuovo stadio della società. Il progetto per la grande struttura, che dovrebbe sorgere all’interno dell’area dell’ex Ippodromo di Tor di Valle, doveva essere svelato a fine luglio, invece la presentazione è stata posticipata a settembre.

DECISIONE IMPORTANTE – secondo Cristina Avenali, consigliere regionale di Per il Lazio, che esprime il suo sollievo per il rinvio del progetto, ma chiede anche che esso venga respinto al mittente in via definitiva: “L’amministrazione capitolina deve respingere del tutto l’idea di un nuovo stadio a Tor di Valle come inutile, anzi dannoso per la città. Esso risulterebbe in una nuova colata di cemento, un ulteriore consumo di suolo agricolo per cubature 47 volte superiori a quanto il Piano regolatore indica nella Tenuta di Tor di Valle, oltre che nella distruzione dell’ippodromo”. La Avenali, riferendosi al Sindaco Marino, ha chiesto di “ricordare che rispetto all’ippodromo vanno considerati l’incertezza sul benessere dei cavalli lì ospitati, e soprattutto i contratti in essere dei lavoratori dell’impianto che devono essere rispettati”. La richiesta fatta da Cristina Avenali è quella di un cambio di rotta: “C’è la richiesta di una netta discontinuità rispetto al passato, quando i costruttori determinavano direttamente varianti al piano regolatore in base ai propri interessi, e non a quelli dei cittadini – conclude Avenali – L’opposizione in Regione ad ogni altra soluzione sarebbe netta e irrevocabile”.

DA LEGAMBIENTE LAZIO – di cui Cristina Avenali era presidente prima di sedere nel consiglio regionale del Lazio, già il 4 luglio scorso avevano espresso la totale contrarietà al progetto: “Altro che hotel, suites, museo e parcheggio vip – ha dichiarato in una nota Lorenzo Parlati, attuale presidente dell’associazione ambientalista – il sondaggio della As Roma sul nuovo stadio a Tor di Valle strumentalizza la passione dei tifosi per una bella speculazione edilizia”. Il riferimento di Parlati riguarda il sondaggio lanciato dalla Società per coinvolgere i tifosi nella stesura del progetto del nuovo stadio. “Pochi giorni fa è arrivata la conferma che un costruttore è il perno dell’operazione, ma in assenza del progetto, delle cubature previste, del piano economico è impossibile valutare di cosa si stia parlando – seguita la nota di Legambiente Lazio – Chiare sono invece le innumerevoli problematiche per l’area di Tor di Valle, che comprende aree agricole e vincolate non suscettibili di trasformazione urbanistica, se non con un’ importante modifica dell’attuale piano regolatore che dovrà passare al vaglio degli organi comunali, provinciali e regionali oltre che delle Sovrintendenze prima di essere approvato – conclude la nota – Non si può continuare a giocare con le passioni dei tifosi, realizzare stadi di proprietà delle società del pallone nella Capitale non ha alcun interesse pubblico, serve solo a provare a cambiare destinazione d’uso a terreni non edificabili raggranellando un bel mucchio di soldi”.

Leonardo Mancini