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Tor Di Valle: arriva l’ok allo Stadio, ma con delle prescrizioni

Resta critico il nodo della mobilità e del trasporto pubblico

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TOR DI VALLE – La Conferenza di Servizi in Regione sul Nuovo Stadio della Roma è arrivata al triplice fischio. Ma determinare il risultato di questa partita è tutt’altro che facile. Il via libera è arrivato, ma con alcune prescrizioni legate principalmente alla mobilità pubblica e privata. Il progetto discusso è stato fortemente modificato rispetto al testo che ricevette l’ok dalla Giunta Marino nel 2014. Attraverso l’accordo raggiunto dalla Raggi con i proponenti (24 febbraio 2017) è arrivato il taglio delle cubature di circa il 50%, assieme alla decurtazione delle opere pubbliche previste.

TRA DUE PONTI – Nelle prescrizioni la fa da padrona la costruzione dei due ponti vie d’accesso (e di fuga) dall’area dello Stadio. La prima infrastruttura, da finanziare con i fondi del Cipe e totalmente slegata dall’operazione urbanistica di Tor di Valle, è il Ponte dei Congressi. Questo dovrebbe fungere da raddoppio del viadotto della Magliana, mitigando il traffico in entrata e in uscita dalla Capitale. Su questo Ponte è stata richiesta un’inaugurazione in contemporanea con lo Stadio, una eventualità totalmente imprevedibile, dato che il progetto è stato bocciato dal Consiglio Superiore dei lavori pubblici all’inizio di quest’anno e tutt’ora è in un iter di revisione dagli esiti non prevedibili. Poi c’è il Ponte di Traiano originariamente inserito nel progetto dello Stadio (quello del 2014 approvato dalla Giunta Marino) e totalmente a carico dei privati, poi stralciato con il dimezzamento delle cubature. Ad oggi il Ponte non è inserito tra le opere pubbliche da realizzare, ma per la Regione Lazio (non per il Comune) resta un’infrastruttura imprescindibile per assicurare la mobilità dell’area e le vie di fuga dallo Stadio.  Per superare questo impasse, dovrebbe arrivare l’intervento del Governo, già annunciato dai Ministri Lotti e Delrio. Quest’ultimo ha spiegato che il finanziamento dell’opera, tutto a carico dei contribuenti, arriverà dal contratto dell’Anas.

LA ROMA-LIDO – Altra prescrizione è il potenziamento della Roma-Lido, quella che viene considerata la ‘peggiore ferrovia d’Italia’ (Rapporto Pendolaria 2017) dovrebbe assicurare treni ogni 5 minuti e una nuova stazione a Tor di Valle. Questo per tener fede agli impegni presi e rendere possibile lo spostamento verso lo Stadio della metà dei tifosi (circa 30mila persone), così come prescritto dalla Delibera del 2014 e richiamato anche nella revisione dello scorso febbraio. Anche in questo caso il problema risulta essere di fondi. Infatti su questo frangente i privati investiranno poco più di 45 milioni di euro, la Regione negli scorsi mesi ne ha stanziati 180 (ma sull’intera linea e non vincolati alla realizzazione dello Stadio), mentre le stime della Rapt, società francese che in passato si era offerta di gestire la linea, ne avrebbe calcolati come necessari almeno 400. Una differenza notevole che potrebbe vanificare gli sforzi di rendere sostenibile la mobilità pubblica da e verso lo Stadio, oltre a non incidere in maniera sensibile sulla vita dei tanti pendolari quotidiani.

L’ITER – Con l’ok, seppur con prescrizioni, arrivato dalla Conferenza di Servizi, ora la palla passa nuovamente al Comune. Gli uffici tecnici dovranno realizzare la variante urbanistica da circa 600mila metri cubi, che dovrà essere approvata dalla Giunta penta-stellata. Successivamente il testo arriverà in Aula Giulio Cesare dove, se non ci saranno ulteriori scossoni (non solo da parte delle opposizioni), dovrebbe arrivare al voto tra fine gennaio e inizio febbraio. Una volta incassato l’ok di Palazzo Senatorio, la variante tornerà in Regione, dalla quale dovranno essere disposti i permessi a costruire per i privati. Quest’ultimo passaggio, a seconda dei ritardi che potrebbero verificarsi, si dovrebbe attuare tra marzo e aprile prossimi, in piena campagna elettorale per la Pisana o con le elezioni regionali appena concluse. Ancora una volta quindi è il dato politico ad essere determinante per gli ultimi step del progetto, con un bacino di voti (quello dei tanti cittadini favorevoli allo Stadio) che non potrà essere di certo ignorato dai contendenti.

LeMa