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Tor di Valle: sullo Stadio le prime critiche al progetto

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stadio plastico

Mobilità, cubature e infrastrutture, queste le richieste di cittadini e Municipio, oltre alla partecipazione allargata

Tratto da Urlo n.117 luglio 2014

TOR DI VALLE – Con la possibilità di consultare il progetto dello Stadio, dopo l’inaugurazione della Casa della Città, le prime osservazioni non hanno tardato ad arrivare, con Legambiente che ha criticato le cubature, i rischi per la mobilità e le criticità idrogeologiche dell’area. ”Il dibattito che si sta sviluppando in queste ore parte dalla nostra scelta di pubblicare tutto lo studio senza tener nascosto nulla – spiega l’Assessore capitolino all’urbanistica Giovanni Caudo ai microfoni di Radio Radio – è un vero esempio di trasparenza. Noi abbiamo ricevuto una proposta da un privato ma non ci siamo ancora pronunciati. Non solo vogliamo realizzare lo Stadio – seguita – ma dobbiamo realizzare un riordino trasportistico dell’area e l’analisi rigorosa che stiamo facendo in queste ore va in questa direzione”. Il dibattito sullo Stadio, seppur d’ora in poi trasparente e aperto ai contributi di tutti, fino ad oggi non è stato condiviso nemmeno con l’ente di prossimità che dovrà ospitare la struttura, costretto ad indire un Consiglio Straordinario senza aver nemmeno visionato il progetto: “Il punto di partenza per il Municipio è comprendere il progetto – ci spiega il Vicepresidente al Municipio IX e Assessore all’Ambiente Alessio Stazi – si pone anche un problema democratico, non ci possono dare le carte a dieci giorni dall’approvazione, abbiamo bisogno di tempo per le verifiche, non possiamo ragionare sulle notizie che vengono dal marketing”. La posizione del Municipio è chiara, nessun preconcetto ma per ragionare servono tutte le carte e una contropartita per il territorio: “Questo non vuol dire cedere alla logica delle compensazioni, si dovrà comunque vedere l’impatto ambientale e urbanistico dell’opera”. Ma non solo: “I proprietari per rientrare degli investimenti dovranno far vivere il polo tutto l’anno, quindi il tema della mobilità diventa fondamentale – seguita Stazi – Ci dicono che solo 10.000 tifosi useranno la Roma-Lido, significa che non ci sarà nessuna compensazione per i territori?”. Per Stazi risulta improrogabile l’impegno per l’ammodernamento della tratta da parte dei privati: “Non possiamo accettare una cattedrale nel deserto con delle opere pensate solo per l’approdo allo Stadio”. Inoltre rimane il tema della via del Mare, con il raddoppio e le rotatorie: “Si pensa che 40.000 auto ci possano transitare? Credo – seguita l’Assessore – che queste opere debbano servire per primi i cittadini del territorio, compatibilmente con chi andrà allo stadio”. Non si può dimenticare l’altra nota dolente del progetto, la vicinanza del depuratore: “Abbiamo odori insopportabili fino alla stazione di Tor di Valle e oltre – aggiunge Stazi – credo che l’Amministrazione e i privati debbano porsi questo problema, assieme a tutte le procedure di verifica”. Su questo l’Assessore è chiaro nel chiedere un partecipazione più allargata possibile: “I cittadini devono avere voce in capitolo, ed essere inclusi ad ogni costo”. Sulla vicenda dello stadio e sulla necessità di raggiungere una partecipazione allargata, è intervenuto anche Augusto Garzia del Comitato di Quartiere Torrino Decima: “Il problema non è la domenica, ci sarà un costante afflusso di persone. Anche i lavori sulla stazione di Tor di Valle dovranno essere pensati per il territorio e per l’utenza quotidiana dello Stadio e del polo direzionale-commerciale costruito per pagare le spese di urbanizzazione”. Tra le criticità espresse dal CdQ ci sono le difficoltà che si potrebbero riscontrare nel gestire il gran numero di posti auto utili a servire lo Stadio: “I parcheggi saranno a pagamento quindi i tifosi, soprattutto quelli provenienti dai quartieri limitrofi, cercheranno parcheggio nel quartiere, complicando la già difficile situazione. Noi – conclude Garzia – Non siamo contrari allo Stadio ma siamo preoccupati per i disagi diretti e indiretti che potrebbe portare al territorio. Vogliamo essere ascoltati, è questo che chiederemo a Caudo”.

Leonardo Mancini

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