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Approvato il Piano Casa dalla Regione Lazio

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La Regione Lazio ha approvato all’alba il Piano Casa con 27 voti a favore e 12 contrari

L’APPROVAZIONE – Il Consiglio regionale del Lazio, presieduto da Daniele Leodori, ha approvato il Piano Casa. La proposta di legge 75/2013 è passata con 27 voti a favore e 12 contrari. La sua approvazione è arrivata alle 5 del mattino dopo una lungo processo in aula. Arrivata in Commissione il 23 gennaio scorso, licenziata il 27 marzo, la proposta di legge 75/2013 era stata sottoposta all’esame dell’Aula a partire dal 6 agosto.

ZINGARETTI SODDISFATTO – “Dopo l’approvazione in agosto della legge che abrogava e sostituiva le norme che stravolgevano la pianificazione paesistica e ambientale – ha dichiarato Nicola Zingaretti, Presidente della Regione Lazio – oggi la Regione ha approvato una legge che, in un periodo di crisi economica che penalizza sia le famiglie che il settore edilizio, indirizza in maniera chiara la pianificazione urbanistica, contrasta il consumo del suolo e aiuta le persone con un reddito basso ad ottenere un’abitazione a condizioni favorevoli. Bene, quindi, l’approvazione della nuova legge regionale, avvenuta dopo un lungo, serrato e anche costruttivo dibattito in consiglio regionale: ora finalmente nel Lazio abbiamo nuove norme innovative che favoriscono l’housing sociale a canone calmierato e indirizzano l’attività edilizia verso la rigenerazione urbana. Con l’aumento del 50% degli oneri di costruzione, vincoliamo risorse economiche alla realizzazione di opere e servizi pubblici direttamente nelle aree interessate. In più, da adesso, si favorisce l’attività agricola, definendo norme di salvaguardia per i parchi e per l’edilizia sociale. Inoltre si stabilisce un quadro normativo e procedurale semplice e ben definito, con l’obiettivo di dare certezze sui tempi e trasparenza sulle procedure”.

MIGLIORAMENTI AL VECCHIO PIANO – “Abbiamo mantenuto un impegno modificando e migliorando il vecchio Piano Casa – continua Zingaretti – con il nuovo articolato, infatti, le città conterranno la loro espansione e l’abolizione delle premialità sulle nuove cubature impedirà la crescita smisurata delle costruzioni sulle aree libere edificabili, che con la precedente legge avrebbero goduto di una premialità sproporzionata e ingiustificata. Infatti, con questo nuovo Piano, vengono eliminate tutte le premialità previste sui terreni edificabili, ma non ancora costruiti. Per quanto riguarda gli interventi di demolizione e ricostruzione, le premialità destinate ad alloggi economicamente accessibili vengono aumentate, senza generare cubature aggiuntive rispetto a quelle già previste. Si tratta di modifiche importanti – conclude il presidente della Regione – che forniscono un quadro di certezze ai cittadini e ai Comuni, puntando sulla qualità e sulla rigenerazione urbana senza andare a consumare ulteriore suolo. Una legge che tutela, quindi, il territorio regionale da colate di cemento e dai saccheggi che hanno devastato il paesaggio”.

IL PIANO DELLA DISCORDIA – Lo scorso 29 ottobre, sulla questione, era già intervenuto Fabrizio Santori, Consigliere in Regione Lazio e membro della Commissione Ambiente e Urbanistica: “Con l’ennesimo atto targato Civita-Zingaretti la maggioranza di centrosinistra si copre di vergogna calpestando la democrazia. Tra deroghe, sanatorie, condoni e misure straordinarie che hanno poco a che fare con la rigenerazione urbana e soprattutto con l’housing sociale, dopo oltre un mese di empasse, con la maggioranza di centrosinistra imbarazzata di fronte all’operato del suo assessore, si conclude nel peggiore dei modi, ovvero con un maxisubemendamento, il secondo consecutivo dell’era Zingaretti, il Piano Casa di Civita che è riuscito nella difficile impresa di scontentare letteralmente tutti perché strutturato ad uso e consumo dei palazzinari e che presta pericolosamente il fianco alle okkupazioni – quelle con la doppia k – creando evidenti imbarazzi in molte componenti di questa maggioranza e rabbia nella cittadinanza”.

LA POSIZIONE DI CARTE IN REGOLA – La maratona era iniziata alle 17 del pomeriggio, dopo che, con una clamorosa marcia indietro, l’Assessore Civita aveva ritirato il maxiemendamento presentato il giorno prima tra le proteste delle opposizioni, “spacchettandolo” in 5 emendamenti. Il prezzo è stato – evidentemente – una proroga più lunga del piano casa, fino al gennaio 2017. Altri due anni di “deregulation del mattone”. E dire che proprio Zingaretti nel suo programma elettorale aveva scritto: “Stop al Piano Costruttori: la legge sul Piano Casa della Regione Lazio dovrà essere riformata eliminando la possibilità di applicarla in zona agricola, nei parchi, nelle parrocchie del centro storico, nelle cliniche private e nei capannoni industriali “in via di dismissione”…Infatti il Piano casa è stato prorogato con tanto di comma sulle cliniche private e sui capannoni industriali (e gli uffici) in via di dismissione, e per sovrapprezzo anche i residences privati”.

Serena Savelli