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Donne e giovani: qualità da coltivare

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Ass. Agricoltura

Sempre più giovani e donne decidono di investire il proprio futuro in agricoltura. Una realtà in crescita anche nel Lazio.
Oggi in Italia un’azienda agricola su tre è condotta da donne. Un aspetto molto importante perché significa che le donne in agricoltura possono dare un contributo concreto al settore. Un settore che oggi più degli altri soffre di una preoccupante crisi strutturale e che per essere affrontata ha bisogno di una reale politica di sviluppo, di nuove energie e di capacità imprenditoriali.

Anche nel Lazio il settore dell’agricoltura sta facendo registrare una crescente attenzione e una massiccia presenza di giovani e donne. Multifunzionalità, innovazione, agriturismo, coltivazione biologica, qualità, sicurezza alimentare. Sono questi gli aspetti che guidano maggiormente il loro interesse. E ciò si riscontra dal gran numero di domande (513) che proprio le donne e i giovani del Lazio hanno consegnato alla Regione per partecipare ai bandi del Programma di Sviluppo Rurale (Psr) 2007/2013.
Dopo i primi 200 attestati consegnati questa estate, lo scorso 28 ottobre sono stati riconosciuti ad altre 300 aspiranti imprenditrici gli attestati, vale a dire l’ok ufficiale ai finanziamenti del Psr. I Finanziamenti ammontano a 184 milioni di euro (74 dei quali previsti come primo stanziamento e altri 110 come parte del pacchetto di interventi destinato alle nuove imprese giovanili e femminili) e porteranno alla nascita, nei prossimi 5 anni, di circa 2000 imprese agricole. “Un evento importante – ha detto l’assessore regionale all’agricoltura Daniela Valentini – perché è la dimostrazione concreta del grande lavoro svolto con il Psr e una grande occasione di crescita non solo per i giovani e le donne coinvolti ma soprattutto per il Lazio che potrà così rinnovare l’imprenditoria agricola e rilanciare l’intera economia”.
Va aggiunto inoltre che le domande provengono in modo equilibrato da tutte le province e che le scelte aziendali puntano in via prioritaria ad uno sviluppo dell’agricoltura produttiva “tradizionale”.
Entrando nel merito della differenza di genere, da sottolineare come – rispetto alle attività multifunzionali dell’agricoltura (agriturismo e turismo rurale) o anche al sostegno alla qualità alimentare e al biologico – le richieste delle donne sono nettamente prevalenti su quelle degli uomini, a testimonianza del crescente interesse verso questo comparto economico.

Laura de Felice
Urloweb.com