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Forlanini chiuso dal 30 giugno: parte la riqualificazione

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Un’arena del cinema, una caserma dei Carabinieri, la Polizia e alcuni uffici regionali: dalla Regione arrivano le prime novità sul futuro della struttura

Tratto da Urlo n.127 luglio 2015

PORTUENSE – Dopo anni di attesa, discussioni, polemiche e scadenze, il 30 giugno il Forlanini ha cessato la sua attività. Per mesi ci siamo chiesti cosa ne sarebbe stato della struttura. Oggi, insieme a questa notizia, iniziano ad arrivare le prime novità relative al suo futuro. Dal 13 di luglio nell’area è stata avviata una pulizia straordinaria per la quale sono stati investiti circa 400mila euro, si legge in una nota della Regione. Sempre dalla Pisana arrivano ulteriori dettagli: oltre alla Caserma dei Carabinieri, del cui trasferimento all’interno dell’ex ospedale avevamo parlato già nei mesi scorsi, adesso un discorso analogo sarebbe stato avviato anche con la Questura di Roma per spostare all’interno della struttura anche una sede del Commissariato di Polizia, il tutto volto alla tutela dell’area, per scongiurare occupazioni abusive. E ancora: “Nelle palazzine degli uffici non monumentali saranno trasferiti alcuni uffici regionali. In questo modo risparmieremo 4 milioni di euro l’anno di fitti passivi chiudendo le sedi periferiche. Tuteleremo le associazioni e i servizi già presenti all’interno della struttura”, si legge nella nota che dà anche altre indicazioni in merito al futuro dell’ex ospedale: “Vogliamo aprire uno spazio dedicato all’innovazione e ai servizi per le imprese e di incontro tra la domanda e l’offerta di lavoro. A settembre partirà un bando delle idee per ridare un ruolo a questa immensa struttura: grazie al confronto e alle proposte offerte da associazioni, imprese e cittadini. Noi vogliamo diventi un luogo della cultura, dell’innovazione, per le start-up e per il sociale”. Intanto, ne dà notizia sempre la Regione, questa estate il Forlanini sarà pronto ad accogliere i cittadini del quartiere all’interno dell’area arena del cinema che verrà allestita al suo interno. In questo modo, ha detto il Presidente della Regione Nicola Zingaretti, “finisce una lenta agonia, uno degli spazi urbani più vasti d’Italia torna a vivere con una nuova vocazione per la città”.

Sono anni che l’ospedale è in chiusura. A sancire il suo futuro sono state due leggi regionali, una del 2008 e l’altra del 2014. Il provvedimento è stato poi inserito nei piani operativi per il rientro dal deficit 2013/2015 della Giunta Zingaretti. Il 30 giugno, insomma, è stato portato a termine quello che si annunciava da tempo. Lo svuotamento del nosocomio è stato molto rapido all’inizio e ha subito un rallentamento in seguito. Le azioni degli ultimi mesi sono solo il completamento di quello che era iniziato anni fa, dice Antonio D’Urso, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera, al quale abbiamo chiesto un disegno della situazione attuale delle attività dell’ex nosocomio: “La terapia intensiva, l’endoscopia e la chirurgia toracica sono già in opera allo Spallanzani. L’otorinolaringoiatria è attiva al San Camillo. Al Forlanini rimangono 9 pazienti dell’Ucri (Unità Cure Residenziali Intensive) che saranno trasferiti sempre al San Camillo l’ultima decade di luglio. Al Forlanini c’è ancora la medicina nucleare per la quale si sta studiando la possibilità di uno spostamento provvisorio all’IFO in attesa che vengano adeguati i reparti al S. Camillo. Nel nosocomio prosegue qualche altra piccola attività ambulatoriale. Tutto ciò che resta verrà però trasferito entro l’estate. Restano al Forlanini due palazzine che ospitano uffici amministrativi”, ha concluso D’Urso, ringraziando “i professionisti che con il loro spirito di adattamento e collaborazione, hanno permesso che gli spostamenti potessero avvenire serenamente”.

Intanto Fabrizio Santori, Consigliere in Regione e membro della Commissione Salute, ha annunciato di aver presentato due esposti al fine di verificare la legittimità dell’intera procedura riguardante l’ex ospedale: “Ho agito in questo modo affinché nessuno si senta libero di svendere l’ex nosocomio a privati o, nel giusto, fingendo di non vedere lo spreco e l’abbandono di locali ridotti a rifugio di sfollati, vagabondi e nomadi. Auspichiamo che venga fatta chiarezza sulla legittimità giuridica di tutte le azioni e i provvedimenti posti in essere e che si tuteli il complesso da ulteriori modifiche di classificazione. Il Forlanini può ancora rappresentare un polo socio-sanitario nevralgico, a costo zero e in grado di creare economie per l’amministrazione regionale”. Il Consigliere poi chiede chiarezza, lamentando l’assenza di un piano organico per il futuro dell’ex nosocomio: “Abbiamo fatto un calcolo del risparmio che si otterrebbe spostando al Forlanini alcuni uffici regionali, come la sede di via del Giorgione, via del Tintoretto e via del Serafico, oltre che la Asl RM D e la sede del Municipio XII (e la lista è ancora lunga). In questo modo si risparmierebbero circa 30 milioni euro”, conclude Santori.

In merito alle novità riguardanti l’ex struttura, Riccardo Agostini (Pd), Consigliere regionale e membro della Commissione Salute, ha detto: “Le opere di riqualificazione annunciate da Zingaretti, sgombrano il campo da strumentalizzazioni e profezie di sventura e indicano un percorso partecipato per le destinazioni future. Il trasferimento dei reparti e la pulizia dell’area, ovvero gli atti già compiuti o prossimi, attendevano di essere realizzati da 10 anni. La presenza nell’area dei presidi di Carabinieri e Polizia di Stato offrirà una garanzia contro il degrado e le occupazioni. Sono certo che le palazzine presenti nell’area manterranno una valenza pubblica, così come in parte annunciato con la destinazione delle costruzioni non monumentali, che ospiteranno uffici regionali e un incubatore di imprese”.

Ogni azione volta ad evitare che il Forlanini cada nel degrado è ben accolta, ci dice Stefano Barone, Segretario Aziendale S. Camillo e Segretario Amministrativo della Provincia di Roma per la Nursind, che torna a sottolineare: “La Regione paga un affitto alla CRI per la Asl RM D, quando quest’ultima potrebbe essere spostata al Forlanini: in questo modo si risparmierebbe e si amplierebbe l’offerta sanitaria sul territorio. Mi auguro che dentro all’ex ospedale si possa vedere ancora la presenza di servizi sanitari”.

Anna Paola Tortora