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Forlanini, drastiche le misure contro il rischio occupazione

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forlanini inferriata

Un’inferriata impedisce l’accesso ai locali dismessi

IL CASO – A dispetto delle previsioni, il Forlanini è ancora aperto. Nonostante sia una legge regionale che l’atto aziendale (che ancora deve completare il suo iter in Regione ndr) prevedessero la cessazione delle attività dell’ospedale per la fine del mese di dicembre 2014, il nosocomio è ancora in attività. Lo spostamento delle unità, ripartite tra San Camillo e Asl RomaD, anche se lentamente continua e sempre più pericoloso si fa il rischio occupazioni abusive dei vari locali ormai deserti dell’immenso immobile.

IL RISCHIO OCCUPAZIONE – L’edificio ad oggi, nonostante al suo interno seguitino ad operare alcuni reparti, è semideserto. Molte le voci che negli ultimi mesi hanno lanciato l’allarme per il rischio occupazioni. Caso emblematico a cui si fa riferimento è quello dell’Istituto Regina Elena dove dopo lo sgombero dei locali per il trasferimento del nosocomio a Mostacciano, è stato oggetto di insediamenti abusivi per 9 anni.

LE MISURE PREVENTIVE – Per scongiurare il rischio occupazione sono state messe in atto misure d’emergenza drastiche e impattanti. A lanciare l’allarme è stata l’Associazione “ForlaniniDomani Onlus”. Il corridioio centrale, dove un tempo erano ubicati gli uffici della Direzione (ad oggi trasferiti al San Camillo degli ex locali del Cup), sarebbe infatti stato chiuso con un’inferriata per evitare che soggetti non autorizzati possano introdursi in quell’ala dell’edificio: “Una sgradevole sorpresa per cittadini e operatori che questa mattina sono arrivati all’ospedale Forlanini. Il corridoio centrale della direzione è stato sbarrato da una porta metallica per evitare inopportune intrusioni, dopo l’abbandono dei massimi vertici aziendali, in previsione della dismissione stabilita dalla Regione Lazio”, commenta dichiara Lucio Mango, presidente dell’Associazione.

LA DENUNCIA  Per collocare l’inferriata sarebbero stati rovinatio preziosi marmi, seguita l’Associazione: “Comprendiamo le precauzioni che la direzione aziendale ha voluto assumere – precisa il presidente – ma riteniamo non consona a una struttura storica, che ha celebrato l’80esimo anniversario dell’inaugurazione il 1° dicembre, l’orribile inferriata che accomuna il magnifico corridoio della direzione generale a un pollaio. La nostra Associazione ha proposto una riconversione del nosocomio, per valorizzarlo anziché mandarlo allo sfascio, come già avvenuto per il San Giacomo e per le struttre del Santa Maria della Pietà”, ha concluso Mango.

Anna Paola Tortora