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Forlanini: prosegue, lentamente, lo sgombero

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Entro l’estate due reparti della struttura saranno trasferiti allo Spallanzani, in attesa del definitivo trasferimento al San Camillo

Tratto da Urlo n.126 giugno 2015

PORTUENSE – Prosegue l’operazione di svuotamento del Forlanini in vista della chiusura del nosocomio. Adesso tocca alla chirurgia e alla terapia intensiva toracica, che verranno spostati allo Spallanzani entro l’estate in attesa del definitivo trasferimento al S. Camillo. È quanto ci dice il Direttore generale dell’ospedale Antonio D’Urso. “Lo spostamento, seppur temporaneo, è dettato dalla necessità di migliorare le condizioni di decoro, per operatori e pazienti. I due reparti resteranno allo Spallanzani finché all’interno del S. Camillo non verranno predisposti luoghi idonei (lo spazio c’è) dove accogliere le attività. Il mio obiettivo finale è ricostruire l’unità dell’ospedale”, ha detto D’Urso. I due reparti non sono le prime articolazioni del S. Camillo ad essere ospitate allo Spallanzani dove è tutt’oggi dislocato il centro trapianti. In più le due strutture sono molto vicine, infatti un tempo facevano parte dello stesso complesso ospedaliero, sottolinea il Direttore, che spiega come “la priorità nei trasferimenti adesso è data ai reparti con degenza, ma a breve verrà spostata al S. Camillo anche l’otorinolaringoiatria. Successivamente si provvederà allo spostamento di tutte le altre specializzazioni. La seconda battuta di trasferimento interesserà le attività ambulatoriali. Verrà poi trovata una soluzione per la medicina nucleare, una specializzazione molto delicata di più difficile dislocamento, per la quale devono essere predisposte strutture adeguate e a norma, sia dal punto di vista igienico-sanitario che della sicurezza”. Ancora non si conoscono invece i tempi per il trasferimento definitivo di chirurgia e terapia intensiva toracica, dice D’Urso: “Il S. Camillo negli anni passati non ha predisposto reparti adatti per accogliere queste attività, la decisione di chiudere il Forlanini risale al 2007, nel corso di questi anni il nosocomio è stato svuotato ma poi il trasferimento ha subito uno stop. Adesso si tratta di completare questo processo”. Abbiamo quindi interpellato il direttore generale sui costi del trasferimento dei due reparti allo Spallanzani ma D’Urso ha assicurato che “per il momento non si parla di pagare canoni di locazione”. Nel commentare la notizia, Stefano Barone, Segretario Aziendale S. Camillo e Segretario Amministrativo della Provincia di Roma per il sindacato Nursind, ha detto: “In questo modo si fa un mezzo passo. Il passo completo sarebbe stato portare tutto al S. Camillo. I tempi prestabiliti lo avrebbero anche permesso, iniziamo però con questa sosta allo Spallanzani, anche se ancora non si conoscono le tempistiche. L’obiettivo finale deve essere costruire l’unità dell’ospedale sotto un unico luogo per concentrare tutte le risorse umane in un’unica struttura e impiegare reparti ad oggi inutilizzati. Inoltre con il Giubileo alle porte mi auguro che le strutture dove saranno accolte le specializzazioni del Forlanini siano adeguate in tempi celeri per chiudere questo capitolo”. Barone ha poi riportato l’attenzione sul futuro del Forlanini: “Per quanto riguarda la futura destinazione crediamo si debba sfruttare al meglio la struttura onde evitare il suo abbandono e fornire servizi al territorio risparmiando, ad esempio considerando l’edificio come sede alternativa per la Asl RmD, attualmente dislocata all’interno dei locali della Croce Rossa sotto corresponsione di un affitto”. “Credo che il giudizio sui servizi offerti da un’azienda ospedaliera si debba formare sulla qualità delle cure e non sui luoghi dove vengono offerte”, ha detto Riccardo Agostini (Pd), membro della commissione Salute in Regione, che seguita: “I locali dello Spallanzani sono nuovi e adeguati a differenza di quelli del Forlanini sui quali, una volta portato a termine il trasferimento dei reparti, mi auguro si apra un percorso di condivisione sul futuro. Sono certo che la Regione si farà carico di aprire un processo che coinvolga vari attori, dal Comune al Municipio, affinché si possa trovare la destinazione di interesse pubblico più giusta per quest’area, tenendo conto che la ristrutturazione degli stabili necessita di un investimento notevole che la Regione da sola non è in grado di sostenere”. Fabrizio Santori, Consigliere e membro della Commissione Salute regionale, nel commentare la situazione, ha parlato di nuovo del progetto, non accolto, del prof. Martelli del 2010 per la riqualifica del Forlanini, che prevedeva la ricollocazione e il riassetto di servizi sociosanitari nella struttura e che avrebbe determinato un forte risparmio per la Regione. “Nel frattempo – dice – nonostante una legge abbia stabilito la cessazione delle attività sanitarie, problemi di ordine logistico hanno impedito fino ad oggi il completo trasferimento dei reparti. Per provvedere allo smaltimento dei rifiuti, alla bonifica delle aree del nosocomio e al servizio di vigilanza istituito al suo interno sono stati spesi altri soldi e quello che temo è che queste operazioni siano funzionali a preparare il campo per una futura vendita dell’immobile con un indubbio danno erariale per la cittadinanza”. Per questo il Consigliere si è reso autore di un’interrogazione a fine maggio in cui interpella il Presidente Zingaretti e la giunta su differenti punti: “Continua la nostra azione per tutelare l’ex ospedale Forlanini dallo stato di abbandono in cui versa e dal rischio di speculazione. Sono troppi i punti oscuri che avvolgono la struttura, un tempo punto di riferimento della sanità regionale e nazionale. Che fine farà l’Ucri (l’Unità di cure residenziali intensive che da programma dovrebbe passare in carico alla Asl) una volta chiuso il Forlanini? Quali sono le condizioni per l’ospitalità allo Spallanzani e ci saranno spese? Una volta liberato l’edificio, questo continuerà ad essere destinato ad attività a carattere sociosanitario?”. Domande queste, conclude Santori, che non hanno ancora trovato risposta.
Anna Paola Tortora