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Il Parco di Decima-Malafede rimette in discussione il biodigestore?

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quarto solfarata

Con l’allargamento del Parco, l’intervento a Quarto della Zolforatella potrebbe saltare

Tratto da Urlo n.135 maggio 2016

AGRO ROMANO – Prosegue la vertenza sulla costruzione di un biodigestore a Quarto della Zolforatella (Km 21 di via Laurentina), sul confine tra il Municipio IX e Pomezia. Dopo due differenti convocazioni della Conferenza di Servizi (30 marzo e 4 maggio), entrambe rimandate, potrebbe essere l’allargamento del Parco di Decima-Malafede a chiudere la vicenda.

La richiesta per la costruzione è stata presentata il 28 dicembre scorso alla Regione Lazio da Pontina Ambiente Srl (riconducibile al gruppo Cerroni), e prevedeva la realizzazione di un impianto (detto biodigestore) capace di ricevere la FORSU (frazione organica di rifiuti solidi urbani, attualmente conferiti per una parte fuori città, ndr) della Capitale. Parliamo di circa 240mila tonnellate all’anno per la produzione di compost, biometano ed energia elettrica, articolato in due lotti gemelli di circa 20mila mq.

“La posizione del Municipio è stata chiara e forte – dichiara il Presidente uscente della Commissione Ambiente e candidato Pd al Municipio IX, Alessandro Lepidini – Il Consiglio ha approvato all’unanimità un documento e la Commissione ha fatto delle osservazioni alla Regione”. La richiesta non sarebbe infatti compatibile, ad esempio, con il vincolo Bondi sull’Agro Romano. Inoltre presenterebbe problemi dal punto di vista idrogeologico e di aderenza al Piano Ambientale di Miglioramento Agricolo.

Ma la questione potrebbe arrivare ad un punto di svolta, dopo l’interrogazione del Consigliere regionale di Fdi, Fabrizio Santori: “Ho chiesto di conoscere se è intenzione della Giunta regionale consentire l’annessione di tutta l’area della Zolforata al Parco di Decima Malafede, per una più ampia tutela e valorizzazione di questa zona naturale di pregio”. Una questione già sollevata anche nelle osservazioni presentate dal Municipio IX con la Commissione Ambiente: “Fu la stessa Roma Natura a confermare che l’intervento ricadrebbe parzialmente dentro la riserva. Ora – seguita Lepidini – ci troviamo di fronte ad una situazione molto favorevole perché i piani di assetto dei parchi stanno via via andando verso l’approvazione”.

Come per altre aree prima di questa, la Regione sta pian piano sanando una mancanza storica nella tutela delle aree di pregio dei nostri territori: l’approvazione dei piani d’assetto. La conferma di un possibile allargamento del perimetro della Riserva di Decima Malafede è arrivato dalla Regione, infatti nelle more del Piano, tale allargamento sarebbe già previsto. “In virtù di quello che succede da trent’anni su questa porzione del territorio e vista la sua rilevanza paesaggistica, questa vicenda, come con la discarica di Falcognana, ha avuto il merito di creare un nuovo attaccamento da parte degli abitanti – spiega il candidato Consigliere di Fdi, Massimiliano De Juliis – L’apertura della Regione ci lascia ben sperare, perché da una vertenza negativa ci dà la possibilità di aprire un percorso con gli enti superiori per valorizzare quest’area dal punto di vista storico e naturalistico”.

Naturalmente al momento non ci sono tempi certi sull’approvazione del Piano d’Assetto che dovrà essere preso in considerazione dalla Regione. Tantomeno si ha contezza di quando si tornerà a parlare della proposta del biodigestore, dato che il rinvio dell’ultima convocazione della Conferenza di Servizi è stato indicato a data da destinarsi. Intanto c’è sicuramente modo di lavorare alla proposta di allargamento, cercando di ottenere il massimo da questa particolare contingenza: “Speriamo che si riesca ad ottenere un ampliamento maggiore del previsto – afferma Lepidini – racchiudendo tutta quella fascia di verde a ridosso del vincolo dell’Agro Romano meridionale”. Un cuscinetto compreso tra l’area della Zolforata, via di Porta Medaglia e le due arterie principali del quadrante: via Ardeatina e via Laurentina. “All’interno – precisa Alessandro Lepidini – c’è dell’abitato e dei toponimi che andranno comunque preservati, ma lo stesso trattamento deve averlo anche il nostro Agro Romano e tutte le bellezze storiche e naturalistiche che contiene”.

Leonardo Mancini