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La Regione Lazio cambia colore. Cosa ne sara’ della Sanita’?

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Facciamo il punto della situazione all’indomani delle elezioni, che hanno decretato la vittoria di Zingaretti 

 

(tratto da Urlo – la scena di Roma Sud di marzo 2013, n. 103)

 LAZIO – Nuova Giunta, nuova vita? Che cosa succederà adesso alla Sanità laziale? Da tempo parliamo dei nosocomi della Regione Lazio descrivendo il caos e la disorganizzazione che contraddistinguono il nostro sistema sanitario e tutte le penalizzazioni che esso è stato costretto a subire. A farne le spese, ovviamente, sono sempre i cittadini e i lavoratori del settore. Dopo le ultime elezioni regionali una cosa è certa, i vertici della Regione cambieranno nuovamente colore, la patata bollente insomma passerà alla Giunta Zingaretti. Abbiamo parlato con due consiglieri neo-eletti, uno in rappresentanza della coalizione vincitrice, l’altro dell’opposizione, chiedendo loro quali potrebbero essere i progetti della nuova amministrazione regionale in merito ad un tema tanto delicato. 

Una discussione importante tra il governo centrale e la nuova Giunta Zingaretti sarà fondamentale secondo Fabio Bellini (Pd) che pone l’accento sulla difficile situazione del commissariamento: “La Sanità ha un problema specifico in più in questa fase per la presenza di un commissario e l’impossibilità di decidere in modo chiaro su questa figura come su quella dei sub-commissari. 

Dal mondo della sanità c’è grande richiesta di essere governati dalla politica con la quale avere un dialogo chiaro. È anche vero che gli obiettivi fissati nel progetto di rientro dal deficit diventano requisiti fondamentali per la decisione di porre fine al commissariamento. Questa disposizione non è in mano solo al nuovo Governatore della Regione ma in primis al governo centrale”.

Della necessità di riportare la gestione della Sanità in mano alla politica parla anche Fabrizio Santori, neo-eletto al Consiglio regionale per La Destra, che ha dichiarato: “Primo passo importante è uscire dal commissariamento e ricominciare a fare un’azione politica sulle questioni della sanità. Non più burocrati che tagliano in maniera lineare ma lotta ragionata agli sprechi”.

Il piano di rientro dal deficit e tutte le azioni messe in campo negli ultimi anni con l’obiettivo di ridurre il debito hanno infatti portato negative conseguenze su una sanità già in enorme difficoltà. Ne abbiamo parlato con i rappresentanti sindacali di due grandi distretti sanitari, la Asl Roma C e la Asl Roma D. Insieme al Delegato sindacale R.S.U. Cgil, Tommaso Cedroni, abbiamo parlato del San Camillo e di tutte le problematicità che il Pronto Soccorso del nosocomio si trova a vivere quotidianamente: “Il PS del San Camillo vive da tempo grandi difficoltà. Non è una novità che il punto di emergenza sia costantemente sovraffollato; la ragione risiede nella mancanza di posti letto all’interno del nosocomio, esattamente come avviene per i PS di tutti gli ospedali”. Per il punto di emergenza si era addirittura parlato di ampliamento, un secondo piano che avrebbe assunto le fattezze di una sorta di astanteria, addetto all’accoglienza dei pazienti provenienti dal PS e in attesa di un letto; attualmente però, ci conferma Cedroni, i lavori sono bloccati. “Il pronto soccorso del San Camillo serve un’area molto vasta della Asl Roma D. È un Dea di II livello provvisto di eliporto che ricopre un’importanza enorme nell’area Roma ovest. È un ospedale aperto h24 per qualsiasi specialità. Rappresenta un’eccellenza che però si trova a vivere problemi di sovraffollamento determinati da una politica sanitaria sbagliata”, conclude Cedroni. Altro nosocomio di Roma interessato da recenti interventi, questa volta portati a termine però, è il S. Eugenio, ospedale di riferimento per tutta Roma Sud e per i Municipi XII e XIII il cui PS è stato interessato l’estate scorsa da lavori di ammodernamento e ristrutturazione. Il nosocomio però non vive situazioni differenti da quelle del San Camillo e di tutti i PS della Capitale. Antonio Zottola coordinatore Aziendale della Uil per la Asl Roma C ci ha parlato dell’ospedale e del suo punto di gestione dell’emergenza: “L’ammodernamento del PS del S. Eugenio è una cosa positiva ma il problema risiede nell’affollamento dei punti di emergenza, discorso che vale per tutti i PS della Capitale. La ragione è da ricercare nel fatto che tra spending review e voragine dei conti regionali, il Lazio ha subito una netta contrazione del numero dei posti letto; in più le Rsa del nostro distretto sono carenti. Ciò provoca una difficoltà nello smaltire velocemente i ricoveri”. I pazienti stazionano al PS che diventa un vero e proprio reparto di degenza breve. 

Importante anche secondo Zottola effettuare studi di fattibilità che prendano in esame le singole realtà, interrompere la stagione dei tagli lineari e indiscriminati ma seguire ragionamenti che portino ad incrementare l’offerta territoriale e a garantire ai cittadini il diritto alla salute. Le difficoltà organizzative responsabili del funzionamento difficoltoso di certe realtà devono essere affrontate a livello regionale e l’augurio è che la nuova Giunta affronti queste problematiche, dice Zottola. Anche Cedroni parla della nuova leadership laziale riponendo fiducia nei lavori della nuova maggioranza e augurandosi che la stagione del commissariamento volga al termine: “Dopo un fallimento politico nazionale che è stato consegnato ai tecnici speriamo che la nuova politica ci dia risposte più concrete”.

Lotta agli sprechi e territorializzazione come punti fondamentali del programma della nuova Giunta, dice Bellini: “Rilancio della centrale Unica degli Acquisti (abbandonata dalla Polverini), promozione della trasparenza e di un nuovo modo di sanità territoriale attraverso l’istituzione delle Case della Salute e altri servizi simili che vertano a riterritorializzare la sanità dotandola di strutture intermedie, per evitare ospedalizzazioni inappropriate e diminuire l’affluenza ai pronto soccorso. Ridurre gli elementi di spreco e il deficit ed uscire così dal commissariamento” sono alcuni dei punto del programma del Pd. 

“Attendiamo. Chi ha vinto le elezioni ha una responsabilità che deve essere dimostrata con fatti concreti per cercare di portare a soluzione i problemi della sanità”, ha dichiarato Santori, che seguita: “Ora serve un impegno forte di Zingaretti con il governo nazionale per rivedere il piano di rientro”. Anche Santori ha parlato di lotta agli sprechi e di Centrale Unica degli Acquisti: “Le risorse devono essere incentrate sul miglioramento della sanità e la tutela delle eccellenze; ridurre i costi della politica all’interno delle strutture. Di fondamentale importanza sono i presidi territoriali ma il ‘cervello’ deve risiedere in un’unica centrale operativa. Le decisioni dovranno essere prese da persone competenti in grado di razionalizzare la spesa sanitaria e provvedere al rilancio dell’intero sistema”.

Anna Paola Tortora

 

 

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