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Lotta per la Casa: Occupata la sede regionale del Pd

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I Movimenti: “Da anni combattiamo modello Roma”

L’OCCUPAZIONE – Occupazione lampo questa mattina nella sede regionale del Pd in via delle Sette Chiese alla Garbatella. A mettere in atto l’azione un nutrito gruppo di attivisti dei Movimenti per il diritto all’abitare. I militanti del Pd presenti all’interno della struttura sono subito usciti senza opporre alcuna resistenza. 

I MOVIMENTI CONTRO IL ‘MODELLO ROMA’ – I Movimenti hanno dato notizia dell’occupazione attraverso i social network e in una nota che recita: “Da anni combattiamo con mobilitazioni e iniziative anche eclatanti il “modello Roma”, basato sugli interessi di lobby trasversali che tengono in ostaggio la città cementificando i territori e lucrando sui bisogni sociali attraverso il business dell’emergenza continua, da quella abitativa ai rifugiati e ai rom”.

MAFIA CAPITALE – Il riferimento dei Movimenti è al terremoto, giudiziario e politico, che in queste ore sta stravolgendo la Capitale: “Ora tutti parlano di terremoto, compreso il Pd, ma sanno benissimo che la situazione attuale è frutto di relazioni e modi di agire corrotti e consapevoli, della scelta precisa di non risolvere questioni strutturali ma di alimentarle nel tempo, premiando un circuito e una compagnia di giro consolidata”.

LA REPRESSIONE – La critica mossa dai Movimenti riguarda principalmente la repressione delle manifestazioni e gli arresti perpetrati negli ultimi masi ai danni degli attivisti: “Nel frattempo, sempre in maniera bipartisan si sono organizzati per diffamare e colpire chi si è opposto a questo sistema dentro pratiche di riappropriazione, con provvedimenti giudiziari e legislativi pesanti, come il cosiddetto Piano Casa di Lupi, che nega perfino la residenza e il diritto all’acqua e all’energia elettrica a chi ha deciso di sottrarsi a questo sistema consolidato di sfruttamento – seguitano nella nota – E per continuare i propri affari, attraverso una ripugnante retorica della legalità attaccano gli “abusivi” a Milano per mettere in vendita all’asta quel poco che resta di patrimonio pubblico in Italia, mentre costruiscono intorno alla figura del migrante il nemico comune”.