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Macchia di Capocotta: RomaNatura torna ad affittare l’area

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Interviene la Regione, sembra essere scampato il taglio delle querce

L’AREA TORNA IN AFFITTO – Torna in affitto la Macchia di Capocotta. L’intervento potrebbe così scongiurare i tagli in atto da alcuni giorni. A comunicare l’intenzione è la Regione in una nota: “In merito alla riserva naturale di Decima-Malafede, ed in particolare alla foresta di Capocotta, la Regione Lazio si è impegnata attraverso l’Assessore all’Ambiente, Fabio Refrigeri, ad impedire in tempi rapidissimi il taglio degli alberi attraverso Roma Natura che affitterà quello spazio salvaguardando e mantenendo intatta, in questa maniera, una delle zone di maggiore pregio naturalistico ed ambientale del Lazio”. Anche il Presidente della Regione, Nicola Zingaretti, ha manifestato il suo interesse per l’area e la volontà di preservarla da ulteriori tagli: “Stop al taglio degli alberi a Capocotta – scrive Zingaretti su Twitter – RomaNatura riaffitterà questa area privata. Difendiamo le bellezze del Lazio”.

ROMANATURA – Poco dopo è lo stesso ente a confermare la notizia, ricordando che la Macchia di Capocotta, tutelata da una legge regionale già nel 1974, è per RomaNatura “una eredità che va salvaguardata in ogni caso – dichiara Maurizio Gubbiotti, Commissario straordinario di RomaNatura – Auspicando l’approvazione del Piano di assetto in tempi brevi, lunedì in accordo con la Regione Lazio sarà ripristinato l’affitto del bosco”.

I LIMITI – Dall’ente precisano che nessun quercia sarà abbattuta e che l’area interessata dal taglio è composta da due particelle distinte e che i lavori sono iniziati solo su una di queste estesa 3 ettari, mentre sull’altra sono fermi. “Il taglio inoltre non interesserebbe alberi secolari ma solo le piante giovani, che hanno una età media di 20 anni – scrivono – inoltre le piante non verrebbero abbattute o rase al suolo, ma verrebbero tagliati solo i polloni, una sorta di potatura conservativa che consente alla pianta di preservare la sua vitalità. Sono state date prescrizioni – prosegue Gubbiotti – che sono più restrittive rispetto al regolamento forestale regionale e prevedono tra l’altro il rilascio delle piante più vecchie, quelle da frutto e quelle con siti di nidificazione, nonché il divieto di spostare o rimuovere il legno morto che ospita fauna saproxilica. È stato inoltre vietato durante le operazioni di esbosco il trascinamento consentendo esclusivamente l’impiego di animali da soma o avvallamento manuale”.

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