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Malagrotta: la Valle Galeria di nuovo sul piede di guerra

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discarica malagrotta repertorio

Contro l’ipotesi del gassificatore si schierano cittadini e istituzioni

Tratto da Urlo n.133 marzo 2016

MALAGROTTA – A riportare la vicenda alla ribalta è bastata una lettera inviata a Zingaretti, all’Assessore Civita, al Commissario Tronca, al Prefetto Gabrielli e al Ministro Galletti. A scriverla, con l’intento di denunciare la situazione della raccolta dei rifiuti a Roma, è stato Candido Saioni, successore del patron CoLaRi Manlio Cerroni. Nel testo si segnala la necessità di una discarica di servizio e di un impianto di gassificazione. Annunciando che, in attesa dell’autorizzazione alla ristrutturazione del gassificatore di Malagrotta, “stiamo già organizzando ed avviando gli aggiornamenti tecnico-impiantistici necessari sulla linea dimostrativa sperimentale, per fare in modo che in tempi brevi questa possa entrare nel regolare e definitivo esercizio”.

I cittadini della Valle Galeria, che per oltre trent’anni hanno subito la Discarica di Malagrotta, sono così tornati sul piede di guerra, dopo aver creduto che le linee di gassificazione dell’impianto non si sarebbero più accese. Nelle proteste bipartisan nei confronti dell’operazione, è la Presidente del Municipio XII, Cristina Maltese, che chiede conto delle operazioni di bonifica dell’area: “I cittadini di Massimina e della Valle Galleria hanno subito abbastanza. No all’accensione dell’inceneritore di Cerroni, sì alla bonifica della discarica. Dopo la chiusura di Malagrotta aspettiamo ancora il piano di bonifica e il monitoraggio ambientale di tutta l’area – prosegue – La commissione MAGVA, istituita dall’ex provincia di Roma, con un finanziamento di 3.500.000 euro, che avrebbe dovuto lavorare per verificare lo stato di salute di aria, acqua e suolo, è ferma da sei anni. Comune e Regione ad oggi non ci danno certezze sul recupero della Valle Galeria”.

Poi il 5 febbraio scorso la notizia dell’approvazione nella Conferenza Stato-Regioni del decreto attuativo dell’articolo 35 dello Sblocca Italia, che dà il via libera all’accensione di 8 gassificatori, ha riacceso lo scontro. “Abbiamo raggiunto un buon risultato – ha detto il Ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti – L’applicazione rompe di fatto il principio dell’autosufficienza, dello smaltimento dei rifiuti a livello regionale e si crea una rete di smaltimento dei rifiuti a livello nazionale”. E ancora: “Questo piano parte dal presupposto che tutte le regioni arrivino al raggiungimento degli obiettivi fissati dall’Europa, quindi al 65% di raccolta differenziata e che tutte colgano gli obiettivi di produzione dei rifiuti del 10%; fatto questo conteggio – ha concluso – si individua ancora la necessità, del Paese in questo caso, di incenerimento, che equivale a 8 termovalorizzatori”. Una posizione contestata dagli esponenti delle amministrazioni locali e dalle istituzioni regionali. In primis è l’Assessore regionale all’Ambiente, Mauro Buschini, a parlare dei contatti avuti con il Ministro Galletti: “Ho ribadito il fatto che le valutazioni e i calcoli effettuati dal Ministero non coincidono con quelli indicati e inviati precedentemente dalla Regione. Tanto che a fronte di un aumento di 200mila t/anno di rifiuti da valorizzare energeticamente, nel solo 2014, in virtù delle politiche regionali di incremento della raccolta differenziata, la quantità di rifiuti da valorizzare energeticamente è già diminuita di 270mila t/anno”. Per la linea di Malagrotta l’Assessore ha chiarito che la Regione attiverà la procedura della VAS (Valutazione Ambientale Strategica), per definire l’utilità dell’impianto. L’Assessore Regionale ha poi indicato le linee guida per i prossimi mesi, spiegando che entro il 31 marzo intende aggiornare il Piano Rifiuti della Regione con i dati riferiti ad ogni Provincia: “L’orientamento che sta emergendo, dai primi riscontri, è infatti di una progressiva crescita della raccolta differenziata, dunque è prevedibile una diminuzione delle esigenze di impianti per la valorizzazione energetica”. Se questi dati venissero confermati si potrebbe andare verso la diminuzione complessiva dei rifiuti non differenziati, rendendo quindi inutili e anti-economici gli impianti di gassificazione.

Il 10 febbraio la vicenda è arrivata alla Camera dei deputati grazie all’interrogazione presentata dai deputati di Si-Sel Adriano Zaccagnini (primo firmatario) e Stefano Fassina, al Ministro dell’Ambiente Galletti. “Vi chiediamo in particolare per quale motivo viene previsto un impianto di incenerimento nel territorio laziale di Valle Galeria a Malagrotta dove il territorio è in attesa del piano di bonifica e del monitoraggio ambientale fermo da anni”, dice Zaccagnini. Galletti risponde: “Secondo gli elementi forniti dalla Regione, questo (impianto, ndr) è ricompreso nell’attuale vigente programmazione regionale in materia di gestione dei rifiuti, è provvisto di titolo autorizzativo valido ed è stato messo in funzione nell’estate del 2008 per la sola linea realizzata. Attualmente l’impianto risulta fermo e inattivo, nonché realizzato solo in parte rispetto al progetto approvato dalla Regione Lazio – conclude Galletti – In ordine alle attività di bonifica e risanamento ambientale dell’area di Malagrotta nel Comune di Roma, si tratta di un adempimento che spetta ex lege agli enti territoriali, Comune, Provincia e Regione”. Il commento alle parole del Ministro è immediato: “Ecco il vero volto del governo che intavola inutili discussioni programmatiche anti smog con gli enti locali – dichiarano i deputati del M5S della Commissione Ambiente – Otto nuovi inceneritori e la riaccensione di quello a Malagrotta. Una scelta scellerata che mostra i veri interessi di Galletti. Sono quelli degli industriali. Non avevamo dubbi, ma quanto ha detto oggi in Aula è l’ennesima conferma. Speriamo che le Regioni si oppongano fermamente”.

Un nulla di fatto, così, in attesa che la controversia raggiunga una composizione, i consigli dei due Municipi coinvolti nella vicenda di Malagrotta hanno votato dei documenti di assoluta contrarietà, richiamando le difficoltà cui sono stati soggetti per anni i cittadini della Valle Galeria: “Il quadrante di Malagrotta e la Valle Galeria hanno pagato per decenni la presenza della più grande discarica d’Europa e della più grande raffineria d’Italia – affermano i Presidenti Veloccia e Maltese – ora abbiamo bisogno di bonificare e rigenerare quel territorio per garantire la salute dei cittadini”. “Il contrasto alle discariche lo facciamo in modo convinto – ha infine dichiarato il Presidente di AMA, Daniele Fortini – Malagrotta è chiusa dal 2013 e cerchiamo di utilizzare quelle disponibili nel miglior modo possibile. Abbiamo adottato come AMA un piano industriale che esclude nel futuro il ricorso a discariche e inceneritori”.

Leonardo Mancini

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