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Picco influenzale: i Pronto Soccorso vanno in tilt

Per ridurre la pressione sulle strutture ospedaliere, la Regione sigla un accordo per limitare i disagi

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SANITÀ – Come ogni anno, in corrispondenza del picco influenzale, i Pronto Soccorso della Capitale sono andati in tilt. A riportare la notizia sono varie fonti che hanno denunciato una situazione drammatica in molti ospedali romani. In sei di questi, alla fine del mese di dicembre, si è raggiunto il picco di oltre 100 pazienti in attesa di essere visitati e in altri nosocomi si è sfiorato il medesimo dato.

PRONTO SOCCORSO IN DIFFICOLTÀ – Tutto ciò ha fatto riaffiorare la polemica relativa ad alcune tematiche note da tempo, come il funzionamento delle Case della Salute e i tagli che hanno riguardato il settore Sanità negli ultimi anni. A parlarne è stato il Consigliere regionale Fabrizio Santori (Fdi) che in una dichiarazione, alla fine dello scorso mese, ha detto: “La situazione dei Pronto Soccorso negli ospedali di Roma è drammatica e rischia definitivamente di esplodere se non si interverrà subito. Nonostante le continue e assurde rassicurazioni del Presidente Zingaretti, siamo di fronte al fallimento delle politiche sanitarie regionali e al disastro delle Case della Salute e della medicina del territorio, che avrebbe dovuto assorbire questa emergenza. Il taglio dei posti letto e l’assenza di una programmazione efficace hanno dato questo risultato allarmante”. Santori si è poi rivolto al Prefetto di Roma per un intervento urgente, “con la convocazione di un tavolo sulla Sanità per scongiurare danni irreparabili all’intero sistema e ai cittadini, le cui cure e salute sono messe a serio rischio soprattutto durante le festività”. Stessa preoccupazione è stata manifestata anche dalla Nursind (Sindacato degli Infermieri, ndr), che in una nota, sempre negli ultimi giorni di dicembre, diceva: “Non c’è pace per i Pronto Soccorso romani”, mettendo in evidenza i dati allarmanti degli accessi ai PS della Capitale, gli stessi che Santori ha definito “cifre indegne di una sanità che possa definirsi civile e vicina al cittadino”. Questa situazione – aggiunge il consigliere – comporta un alto tasso di promiscuità, senza distinzione di genere, violazione o assenza della giusta privacy medica per i pazienti e gravi difficoltà per il personale sanitario”. “Il sistema è al collasso come gli operatori che ci lavorano”, ha commentato la Nursind, che ha ricordato come questa condizione vada a incidere fortemente sul lavoro del personale sanitario: “È logico pensare che lavorare con questa situazione, con letti messi dove ci sia uno spazio libero, non sia il massimo in termini di efficacia ed efficienza dal punto di vista assistenziale”.

LE AZIONI DELLA REGIONE – Nel frattempo, la Regione Lazio, a ridosso di questi fatti, ha diffuso una nota con la quale ha annunciato l’avvio di un protocollo che servirà a migliorare l’assistenza dei pazienti. L’obiettivo, si legge nella nota pubblicata sul sito della Regione, “è quello di limitare i disagi dei cittadini nei Pronto Soccorso, rispetto al particolare afflusso che si è registrato” a fine dicembre negli ospedali. Il protocollo d’intesa, firmato con alcune associazioni, nello specifico l’Aiop (Associazione Italiana Ospedalità Privata), l’Aris (Associazione Religiosa Istituti Socio-sanitari) e Unindustria, disciplina “le modalità di trasferimento, per i ricoveri dei pazienti provenienti dal Pronto Soccorso, presso strutture private accreditate”. L’operazione è volta a ridurre la pressione sui vari PS capitolini, intasati anche a causa della carenza di posti letto nei reparti degli ospedali: “Il protocollo – seguita la nota – consente la messa a disposizione di un congruo numero di posti letto, modulabile secondo i bisogni, attraverso la programmazione delle aziende territoriali”.

Anna Paola Tortora