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Quando la Roma-Lido si riqualifica con un “tweet”

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romalido treno

Resta sul piatto l’alternativa privata francese, ma la Regione pensa anche a fare da sé. Intanto i disagi sulla linea sono continui

Tratto da Urlo n.132 febbraio 2016

ROMA-LIDO – Si parla di mobilità in Regione e con il consiglio tematico del 27 gennaio si sono aperte nuove prospettive per la linea Roma-Lido. Ad accendere l’attenzione sulla vicenda è stato il tweet del Governatore Zingaretti: “Trasformeremo la vecchia ferrovia Roma-Lido in metropolitana. Resterà pubblica e garantirà il diritto alla mobilità di migliaia di romani”. Un diritto che tanti cittadini pendolari vedono purtroppo garantito a giorni alterni, quando va bene. Nell’ultimo numero del nostro giornale non abbiamo esitato a mettere in collegamento le difficoltà dei cittadini del quadrante sud della Capitale, con le possibilità sui trasporti e la mobilità derivanti dai grandi interventi urbanistici. Abbiamo infatti collegato il progetto del Nuovo Stadio della Roma, e dell’annesso Business park, con la necessità che si preveda non l’inutile fioccamento (diramazione, ndr) della linea B, quanto la trasformazione della Roma-Lido in una metropolitana leggera.

Ora arriverebbero alcune rassicurazioni in merito a questa possibilità: “Credo sia necessario trovare le risorse per trasformare la Roma-Lido in una metropolitana. La nostra iniziativa va in due tipi di direzioni – ha detto l’Assessore regionale alla Mobilità, Michele Civita – La prima è aver rinnovato la richiesta al ministro Delrio di poter utilizzare una parte dei fondi Fas che sono a disposizione del Governo, e che deciderà come distribuirli nei prossimi mesi”. Si tratterebbe di circa 200 milioni per l’acquisto di nuovi treni per la linea “gestita ormai da oltre 16 anni da Atac, che ha avuto, in questo periodo di tempo, non solo la gestione ma anche la responsabilità della manutenzione straordinaria e ordinaria – continua Civita – Atac non aveva speso molti dei soldi, e noi li abbiamo trovati nei residui passivi”. Una notizia che, a fronte della situazione in cui versano i treni e delle condizioni in cui sono costretti a viaggiare ogni giorno migliaia di pendolari, non può che lasciare basiti e far sperare in un’opera di profonda pulizia sui livelli decisionali dell’azienda. Nonostante questo l’Assessore ci tiene a sottolineare che qualcosa si è pur fatto: “Abbiamo messo dunque in campo iniziative che, se si riescono a chiudere i cantieri in tempi ragionevoli, porteranno miglioramenti: 4 stazioni completamente rinnovate, 3 nuovi apparati elettrici, per oltre 35 milioni investiti in questi ultimi due anni”.
Ma da quanto si apprende resta ancora sul tavolo la prospettiva di una cessione della linea ai privati, con la richiesta di project financing avanzata dalla cordata imprenditoriale con in testa la francese Ratp assieme all’Ansaldo. Per la tratta sarebbero previsti 447 milioni, 219 dei quali pagati dalla Regione, che corrisponderebbe anche un canone annuo di 44 milioni per i primi 4 anni e di 78 milioni di euro per i successivi 21. Inoltre è prevista anche la messa a disposizione, gratuitamente, della linea ferroviaria, delle stazioni, dei fabbricati tecnologici, del deposito della Magliana, degli apparati tecnologici dell’Atac e la cessione gratuita per 4 anni di 14 treni. “Come prevede la legge – ha detto Civita – abbiamo voluto esaminare con una conferenza di servizi preliminare il progetto arrivato. Ci sono alcune condizioni poste dal progetto, come un investimento iniziale che dovrebbe fare la Regione, che per noi vanno superate altrimenti il project non avrà l’interesse pubblico. Se avessimo avuto già tutti i soldi, infatti, avremmo fatto subito la gara e non il project”.

Quindi, tra tweet e promesse a sorpresa, la linea che si sta seguendo sulla Roma-Lido sembra più legata agli slogan da campagna elettorale piuttosto che alla volontà di attuare una programmazione sul lungo periodo. Una sensazione che sembra essere percepita anche tra i banchi della maggioranza, dove il Capogruppo Pd, Massimiliano Valeriani, chiede attenzione sulla vicenda e un consiglio ad hoc: “Questo tema è importante ma rischia di diventare un argomento maneggiato con troppa superficialità per colpa delle campagne elettorali. Pertanto penso sia giusto fare un consiglio straordinario, depurando, in questo modo, la Roma-Lido da tante situazioni esterne che condizionano il modo di raccontarla”.

Una posizione condivisibile, ma che secondo il M5S in Regione Lazio arriva tardivamente. L’attacco è sulla poca attenzione data dalla maggioranza alla mobilità, con il consigliere Davide Barillari a ricordare che la richiesta di un Consiglio straordinario era stata fatta dal M5S già nel giugno del 2014: “La data prevista era il 17 settembre 2014. Fra rinvii, promesse e ritardi, il Pd ha convocato il consiglio straordinario sui trasporti il 25 gennaio scorso, quasi due anni dopo. Due anni di ritardo per discutere dei ritardi dei trasporti”. Ma in questo lasso di tempo sembra essere cambiato veramente poco, e a dimostrarlo sarebbe proprio l’intervento che aveva preparato il M5S per il Consiglio del 2014: “La Roma Lido tutte le mattine è un carro bestiame e non sembra avere alcuna prospettiva di miglioramento. Treni vecchi di decenni, vagoni sporchi e guasti, corse soppresse: si è fortunati se si riesce ad arrivare in tempo in ufficio”. Nulla di nuovo, quindi, rispetto alle scorse settimane. “Rendiamoci tutti conto – scriveva Barillari nel 2014 – che per i cittadini laziali è una guerra tutti i giorni arrivare in ufficio e a scuola”. Sembra un’analisi di questi giorni.

E sulle difficoltà nella mobilità del Lazio è intervenuto anche il Consigliere regionale, Fabrizio Santori, che ha voluto sottolineare l’assenza in Aula del Governatore Zingaretti: “Dopo tre anni di silenzio sul tema della mobilità, oggi in consiglio regionale è andata in scena una farsa senza precedenti – seguita Santori – Il trasporto pubblico è un diritto di tutti i cittadini e un dovere di ogni amministrazione. L’Atac è al collasso e i cittadini romani sono stanchi di aspettare un cambiamento sul trasporto pubblico che viene promesso da anni senza risultati. I treni regionali, e in particolare la Roma-Lido, sono diventati un calvario inaccettabile per tutti gli utenti ormai arrivati ad un livello insostenibile di sopportazione”.

Tutte le criticità elencate, dicevamo, persistono anche oggi, soprattutto in queste ultime settimane. Il 26 gennaio via Cristoforo Colombo è rimasta letteralmente bloccata con file interminabili a causa della chiusura della via del Mare. Con una Roma-Lido sempre più inaffidabile, i cittadini, nonostante il traffico a cui sapevano di andare incontro, hanno comunque deciso di affidarsi al mezzo privato, contribuendo a creare un ingorgo di dimensioni spaventose. Questo è ciò che accade quando non c’è fiducia nei trasporti pubblici, con tutte le conseguenze che ne discendono, dalla salute, al lavoro, al tempo perso. E per i prossimi mesi saranno molti gli interventi previsti sull’area. I lavori saranno portati avanti dal Consorzio di bonifica Tevere e Agro romano e dureranno 180 lunghissimi giorni. A ciò si aggiunge la chiusura del cavalcavia di inversione di marcia di via Ostiense, che permette a chi proviene da Ostia di prendere il GRA e a chi scende dall’anello di dirigersi verso Ostia. Una chiusura che sta portando disagi soprattutto per l’indisciplinatezza degli automobilisti, ma che si è resa necessaria per “accertamenti tecnici e strutturali sul manufatto”. Tutto si sarebbe potuta evitare qualora nella mobilità cittadina esistesse una programmazione lungimirante, indirizzata a disincentivare l’utilizzo dell’automobile privata, attraverso un miglioramento sostanziale della mobilità pubblica. Con una Roma-Lido funzionante, con tempi e attese da metropolitana, sarebbero molti di più i cittadini interessati a lasciare definitivamente a casa l’automobile. Così come sarebbero meno coloro che con la chiusura, per esempio, di via Ostiense o della via del Mare si riverserebbero sulla Colombo, aumentando il traffico e il rischio di incidenti.

Leonardo Mancini