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Regione, approvato bilancio da 16 miliardi

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Votazione nella notte con il M5S che abbandona l’Aula

LA VOTAZIONE IN AULA – Con 28 voti favorevoli e 8 contrari, Il Consiglio regionale del Lazio, presieduto da Daniele Leodori, ha approvato la Legge di stabilità regionale 2015 (proposta di legge 230) e il Bilancio di previsione 2015-2017. Il voto finale è arrivato poco dopo le 4 del mattino dopo l’approvazione di due maxisubemendamenti “tombali” con cui la Giunta ha blindato il provvedimento, facendo calare la scure sugli oltre 2600 emendamenti e subemendamenti presentati.

IL BILANCIO DELLA ‘SVOLTA’ – È il Presidente Zingaretti in una nota a dare notizia dell’approvazione del Bilancio: “Abbiamo approvato nei tempi previsti il Bilancio della ‘svolta’. Siamo riusciti, infatti, riducendo la spesa improduttiva, tagliando gli sprechi e razionalizzando la macchina regionale a pagare 8,5 miliardi di debiti arretrati e a scongiurare il fallimento. Ora abbiamo un bilancio vero e sostenibile ed abbiamo previsto un ulteriore stanziamento di 250 mln di euro per continuare a pagare i debiti residui – seguita – Stiamo inoltre raggiungendo tempi di pagamento che ci allineano con gli standard europei”. “Con l’approvazione del Bilancio ancora una volta confermiamo la massima attenzione ai cittadini, ai bisogni reali di imprese e famiglie, evitando l’aumento delle tasse per l’80% dei contribuenti. Un obiettivo – continua Zingaretti – importante che ci consente di proseguire sulla strada dello sviluppo puntando soprattutto sulla sinergia della nuova programmazione unitaria dei fondi europei con quella del Bilancio regionale”.

I NUMERI DEL BILANCIO – Il bilancio regionale di previsione, al netto delle partite finanziarie e di giro, si attesta a 16 miliardi di euro. La parte libera, escludendo la sanità (11,5 miliardi che arrivano a 12,170 con i mutui), la quota nazionale trasporti (575 milioni) e altre risorse vincolate, ammonta a 3,69 miliardi, di cui 1,25 miliardi per pagare gli oneri finanziari sul debito, 949 milioni per le spese fisse e obbligatorie (trasporto pubblico locale, spese per il personale, per gli organi costituzionali, per gli enti e per le società controllate), oltre a 1,23 miliardi per le altre politiche correnti e di investimento e circa 200 milioni per il fondo per la riduzione della pressione fiscale. Al lordo delle poste tecniche e delle partite di giro, entrate e uscite del Bilancio regionale sono quantificate in 38,6 miliardi di euro in termini di competenza e in circa 41,7 miliardi di euro in termini di cassa per l’esercizio 2015, e in 31,8 miliardi per ciascuno degli anni 2016 e 2017 in termini di competenza.

IL M5S ABBANDONA L’AULA – I consiglieri del Movimento 5 stelle, come avevano già minacciato durante la seduta, hanno abbandonato l’Aula. “Si tratta di una decisione molto grave, per chi, come noi, ha sempre sentito la responsabilità da due anni di rimanere qui in ogni discussione fino alla fine, anche in presenza di atti come questo – ha dichiarato il capogruppo M5s, Gianluca Perilli – Però, non possiamo più esercitare il ruolo di opposizione, per cui vi lasciamo volentieri a una discussione in cui l’opposizione non ha più un ruolo“. Sulla decisione dei consiglieri penta-stellati è intervenuto anche Zingaretti: “Sono rammaricato per la scelta dei consiglieri del Movimento 5 Stelle e spero che presto si possano ricostituire le condizioni per un confronto istituzionale corretto”

LA POSIZIONE DI FI – “La sinistra regala al Lazio l’ennesimo bilancio con zero lungimiranza che, peraltro, certifica un solo dato di fatto: la maggioranza di Zingaretti sa solamente di alzare le tasse e non pianificare nulla per i cittadini – afferma in una nota il Capogruppo di Fi Antonello Aurigemma – E sarebbe stato peggio se non fosse stato per le battaglie che abbiamo portato avanti con convinzione allo scopo di riportare quella equità che la sinistra aveva dimenticato”. Sempre da Fi è il Consigliere Mario Abbruzzese a rilanciare: “È un bilancio privo di coraggio quello di Zingaretti. E se non fosse stato per l’impegno del centrodestra, sarebbe stato anche solo un documento finanziario di tasse pesantissime e zero equità – seguita – È grazie all’opposizione infatti se è stato introdotto il calcolo dei ticket in base al reddito Isee della famiglia, garantendo così maggiore tutela e esenzioni per i cittadini meno fortunati; è grazie all’opposizione se è stato possibile pensare a nuove agevolazioni nei titoli di viaggio del Tpl per disoccupati o pensionati. Fosse stato per Zingaretti infatti la sinistra avrebbe approvato provvedimenti economici privi di anima ed equità. Per non parlare poi dell’ennesimo ricorso al maxi subemendamento, che si commenta davvero da solo”.