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Regione Lazio: una proposta di legge per la Banca del latte materno

La proposta è stata presentata dal consigliere del Pd, Eugenio Patané, la volontà è quella di aprire una banca del latte donato in ogni punto nascita della Regione

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LA BANCA DEL LATTE – Il Consigliere del Pd in Regione, Eugenio Patané, ha presentato quest’oggi una proposta di legge per istituire nei punti nascita del Lazio la banca del latte umano donato (BLUD). “La proposta di legge, che accoglie le indicazioni dell’OMS, dell’Unicef e dell’Unione Europea, recepite dal nostro Ministero della Salute e dalla Regione Lazio – spiega Patané – nasce dal presupposto scientifico riguardante gli indiscussi benefici del latte materno, sia dal punto di vista nutrizionale che immunologico: la peculiarità dei nutrienti, le componenti enzimatiche e ormonali, i fattori di crescita e anti-infettivi lo rendono infatti un alimento unico, che protegge il neonato da molte malattie, anche a lungo termine, e stimola lo sviluppo di vari organi e apparati”.

LA BLUD NEL LAZIO – Al momento l’unico punto nascita in cui è attiva la Banca del Latte umano è presso il reparto di neonatologia dell’ospedale Bambin Gesù. L’utilizzo del latte donato si rende necessario per far fronte ad alcune situazioni cliniche in cui il latte materno non è disponibile, non può essere somministrato o non è sufficiente a coprire le necessità alimentari del neonato. Le Blud sono indispensabili per soddisfare le esigenze dei neonati pretermine e molto utili nei casi di neonati affetti da particolari patologie.

L’ITER DELLA PROPOSTA – La proposta di legge nei prossimi mesi seguirà il normale iter istituzionale, fino ad arrivare al voto della Pisana: “Con l’approvazione di questa proposta di legge – conclude Patané – la Regione Lazio si impegna inoltre a promuovere la cultura della donazione basata sulla protezione, promozione e sostegno dell’allattamento al seno, attraverso la diffusione di informazioni importanti sull’utilità del latte umano donato e sulle metodiche di trattamento per garantire la sicurezza e la qualità del prodotto finale secondo specifici protocolli”.

Red