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Regione Lazio: su Zingaretti avanza l’ombra della sfiducia

Il centro destra è unito nel voler sfiduciare il presidente Zingaretti che non ha ottenuto la maggioranza alla Pisana

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REGIONE LAZIO – Nella giornata di ieri l’Ufficio Centrale Regionale della Corte d’Appello di Roma ha proclamato, come stabilito dalla legge regionale n.2/2005, Nicola Zingaretti Presidente della Regione Lazio in quanto candidato che ha conseguito il miglior risultato elettorale. Il Presidente ha voluto immediatamente voluto rendere omaggio alle vittime delle Fosse Ardeatine, subito dopo essere stato all’Altare della Patria. Alla notizia della proclamazione sono immediatamente seguite le prime avvisaglie di un’apertura difficile per il secondo mandato del presidente Zingaretti.

LA MAGGIORANZA MANCATA – Alla Pisana il governatore Zingaretti sarà affiancato da 25 consiglieri. Uno di meno rispetto ai 26 necessari per raggiungere la maggioranza assoluta. Alla base di questa situazione c’è il numero di voti ottenuti dalle liste che hanno sostenuto il Presidente Zingaretti: troppo pochi rispetto alla performance di quelle di centro destra a favore di Parisi. Infatti le liste del centro-sinistra hanno raccolto il 34,64% dei voti, mentre quelle collegate al candidato Parisi il 36,81%.

LA SFIDUCIA – Le prime dichiarazioni che fanno pensare ad un avvio difficile per i lavori alla Pisana, arrivano da Fdi, con la leader Giorgia Meloni che annuncia la sfiducia al presidente Zingaretti: “Il primo atto del gruppo di Fdi alla Pisana sarà presentare la mozione di sfiducia al presidente – ha commentato Giorgia Meloni – Il testo verrà sottoposto prima alla condivisione di tutta la coalizione di centrodestra e successivamente al resto dell’opposizione. Una volta firmata, la mozione di sfiducia metterebbe fine all’esperienza di un Zingaretti bis che non ha nemmeno i numeri per iniziare e su questo ci auguriamo di trovare la piena disponibilità di tutte le forze alternative al Pd”. Nel centrodestra anche Parisi appoggia l’iniziativa di Fdi, che trova “coerente con le proposte del centrodestra in campagna elettorale e con gli esiti delle consultazioni del 4 marzo. Zingaretti non ha la maggioranza e come forze di opposizione abbiamo il dovere di fare rispettare la volontà degli elettori riproponendo in consiglio le nostre politiche e in quella sede sarà naturale sottoporre a tutti i consiglieri di opposizione la mozione di sfiducia per tornare presto al voto e ridare la parola ai cittadini del Lazio”. Anche la Lega di Matteo Salvini guarda al ritorno alle urne: “Invito tutta l’opposizione a un atto di coerenza e conseguenza per fare in modo che la parola torni ai cittadini. Per quanto riguarda la lega – afferma Salvini – siamo pronti alle dimissioni o a presentare e votare la sfiducia a Zingaretti”. Sergio Pirozzi si dice pronto a dialogare con Lega e Fdi: “Prendo atto con piacere delle parole di Matteo Salvini che sposa pubblicamente l’ipotesi da me proposta delle dimissioni dei consiglieri di opposizione alla Regione Lazio. Per Salvini, la mia proposta è da discutere come quella di Giorgia Meloni di sfiduciare immediatamente Zingaretti in aula”.

LeMa