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Rifiuti: a Natale il sistema regge, ma non sono mancate le criticità

Secondo il Campidoglio disagi solo per il 2% dei cassonetti. L'assessorato rilancia il porta a porta

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ROMA – Per parlare di come il sistema di raccolta dei rifiuti abbia funzionato durante queste festività natalizie bisogna partire da alcuni punti fermi. La città non è più pulita di prima, ma nemmeno si sono verificati quei disservizi che in passato hanno riempito le pagine della cronaca romana per giorni. Questo non vuol dire che non ci siano criticità. Sono moltissime le immagini proposte dai cittadini con cassonetti gonfi e immondizia ammassata. Ma allo stesso tempo tante strade nei nostri quartieri sono state ben servite.

LE CIFRE – È stata la stessa Sindaca Raggi a parlare di cifre: “In base alle segnalazioni ricevute da Ama e ai controlli effettuati, risulta che soltanto il 2%, su un totale di circa 55mila cassonetti, ha palesato criticità”. Basta fare i calcoli per capire che 1.100 cassonetti non serviti, seppur segnalano un miglioramento, non possono comunque far cantare vittoria. Inoltre questo dato viene raggiunto con un piano straordinario. Domenica 25 dicembre, secondo i dati forniti dalla municipalizzata, sarebbero stati oltre 1.400 i lavoratori in servizio: “Il 20% in più rispetto a una domenica standard. Nella giornata di Santo Stefano sono stati operativi circa 2.500 addetti”, oltre ai presidi delle aree più frequentate del Centro Storico. Operazione “straordinaria” che, perlomeno nei buoni propositi del Campidoglio, si punta a rendere ordinaria, per “trasformare le emergenze in strategie e pianificazione”. Per far questo la Sindaca Raggi avrebbe predisposto un tavolo con gli Assessori all’Ambiente municipali e con i dirigenti Ama, da tenersi ogni due settimane per prendere “in esame le criticità più sentite e le specifiche peculiarità dei singoli territori. Questo ci consentirà di ottimizzare la gestione aziendale e di calibrare le risorse sulle esigenze dei cittadini di ogni quadrante della città”.

LA NUOVA ASSESSORA – Intanto, con le vicissitudini che hanno funestato il dicembre dell’Amministrazione capitolina, è arrivata anche la nuova Assessora all’Ambiente, Pinuccia Montanari, in sostituzione della dimissionaria Muraro, la quale, con il nuovo Codice Etico del M5S, forse sarebbe ancora al suo posto. La Montanari, laureata in filosofia e giurisprudenza, da anni si occupa di informazione e ambiente. Dal 2004 al 2009 ha già ricoperto il ruolo di Assessora all’Ambiente a Reggio Emilia, per poi passare a Parchi Storici e Decrescita a Genova fino al 2012. “È un grande onore accettare questa sfida per portare Roma, la Capitale d’Italia, verso la dimensione di una città sempre più ‘Zero Waste’ – ha riferito la neo Assessora al momento della sua nomina – Le principali linee di quest’azione saranno: l’applicazione della normativa europea e l’adozione di un grande piano comunale per la riduzione dei rifiuti. Mi piacerebbe – concludeva a fine dicembre – che i rifiuti venissero chiamati materiali post-consumo, per garantire un futuro sostenibile, soprattutto per le nuove generazioni“.

I RIFIUTI DELLA CAPITALE – E il 29 dicembre, sempre la Montanari, in un’intervista ha parlato dei rifiuti della Capitale, parlando di un sistema che nei giorni di Natale “ha tenuto bene”. Per lei il problema sta soprattutto nella riduzione dei rifiuti da mandare al conferimento: “Sono materiali che possono essere avviati al riutilizzo o al riciclo – ha detto a Radio Roma Capitale – Possono essere recuperate materie importantissime in un momento di carenza“. Un risparmio che secondo l’Assessora si sentirà soprattutto nel costo della gestione e del trattamento finale. Inoltre quello a cui si punta è l’ampliamento del sistema di raccolta porta a porta, verso la definitiva eliminazione dei cassonetti stradali: “Ogni porta a porta sarà contestualizzato alle condizioni oggettive del territorio – spiega in un’altra intervista a Repubblica – Per esempio, nei grandi condomini verranno allestiti bidoncini apribili soltanto con il badge“. Ma non solo: “Intendo riprodurre anche a Roma l’esperimento già effettuato a Genova: un sistema di raccolta capillare di rifiuti elettrici ed elettronici, posizionando furgoncini in diverse aree della città – inoltre – In ogni municipio verranno installate isole del riuso”. Dopo Genova l’esperienza di Reggio Emilia, perlomeno sulle sanzioni: “A fronte dei comportamenti scorretti, stiamo studiando un piano, basato anche sulle guardie ecologiche volontarie”. Cittadini che, una volta formati, potranno anche sanzionare: “in un anno a Reggio hanno elevato multe per 100mila euro”.

GLI IMPIANTI – Intanto il 3 gennaio la Commissione Ambiente Capitolina ha dato lo stop alla realizzazione dell’impianto di compostaggio del biodigestore anaerobico di Rocca Cencia. “Il testo, che approderà poi in Assemblea capitolina, rappresenta un nuovo step nella nostra visione dell’impiantistica ambientale a Roma – ha detto il Presidente della Commissione, il Consigliere pentastellato, Daniele Diaco – La nostra azione, insieme a quella dell’Assessore Montanari, non si limiterà a questo, ma comporterà una modifica del piano industriale e del relativo contratto di servizio con Ama”.
Il piano industriale di Ama, una volta bocciato quello dell’epoca Marino, resta una priorità: “Bisogna prima di tutto definire lo stato dell’arte, l’assetto tecnico amministrativo di Ama – ha detto l’Assessora – ottimizzare la logistica aziendale, ridurre l’impatto della flotta Ama nel traffico e sull’inquinamento atmosferico”. Sul tema degli impianti la Montanari ha invece affermato che sarà necessaria “una valutazione dello schema impiantistico di cui dispone Roma”, da realizzarsi in “massimo un mese”.

Leonardo Mancini