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Sanità Laziale: al via il Piano di Riordino della rete ospedaliera

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Molte le novità che interesseranno i nosocomi della Capitale. Tra pareri favorevoli e contrari, ecco alcuni dettagli

Tratto da Urlo n.119 novembre 2014

LAZIO – Presentato il nuovo Piano di Riordino della rete ospedaliera per la Regione Lazio. Molte le trasformazioni in programma: i posti letto verranno ridistribuiti, si assisterà ad una riduzione di questi in alcuni nosocomi della Capitale in favore di ospedali delle altre province. Sono cinque gli ambiti sui quali interviene il decreto 368/14: la rete dell’emergenza, quella cardiologica, dell’ictus, del trauma e perinatale. L’intera manovra, spiegano dalla Regione, è volta all’obiettivo di dotare tutto il territorio regionale di punti di riferimento per la sanità e limitare l’esodo di pazienti verso Roma, tendenza questa che si è tradotta troppo spesso ormai negli anni in un sovraffollamento fuori controllo delle strutture ospedaliere. Saranno in totale 21.611 i posti letto su cui potrà contare la Regione di cui 17.581 per acuti e 4.030 post acuti.
Cinque i nosocomi individuati come Dea di II livello: il San Camillo, l’Umberto I, il San Giovanni e il Gemelli, a Roma, il S. Maria Goretti, a Latina. Punto di riferimento per l’emergenza pediatrica rimane il Bambino Gesù insieme a Gemelli, Umberto I e San Camillo. Altri 21 i Dea di I livello, 18 i pronto soccorso in tutta la regione. Lo scopo è arrivare alla fine del 2015 alla definizione di tre aree individuate come bacini territoriali della rete dell’emergenza: nord (provincie di Viterbo e Rieti), sud (Frosinone e Latina) e centro (area metropolitana di Roma). Sono quattro i centri individuati come riferimento per l’emergenza cardiochirurgica (Umberto I, Policlinico Tor Vergata, San Camillo e Gemelli). Passano da 5 a 6 i Trauma Center regionali (Policlinico Tor Vergata, Sant’Eugenio–CTO, S. Giovanni, S. Maria Goretti di Latina, Spaziani di Frosinone e Belcolle di Viterbo).
Questi sono solo alcuni dei molti interventi previsti dal piano di riordino regionale. “Finalmente il Lazio ha una visione nuova del proprio modello sanitario”, ha dichiarato il Presidente della Regione Nicola Zingaretti in occasione della presentazione delle novità contenute nel decreto. “Dopo 8 anni di tagli che avevano destrutturato la rete, noi oggi abbiamo presentato il ‘nuovo modello Lazio’ della sanità. Obiettivi finali – seguita Zingaretti – sono l’uscita dal commissariamento e raggiungere il disavanzo zero entro dicembre 2015”.
La ridistribuzione dei posti letto nel Lazio tocca da vicino alcuni ospedali romani, come riportato dalla testata “Il Tempo”: diminuiti i posti letto allo Spallanzani in favore del S. Camillo che conterà 29 posti letto in più e dove, a breve, secondo la denuncia di alcuni sindacati arrivata alla fine di ottobre, sembra verranno trasferiti tutti i reparti ancora in funzione al vicino Forlanini che invece sembrerebbe essere prossimo alla chiusura (questa volta sembra realmente). Aumentati i posti letto al San Giovanni. Interessato dal decreto anche l’Umberto I dove verranno trasferiti anche tutti i posti letto dell’Eastman. Stessa sorte di quest’ultimo toccherà al Nuovo Regina Margherita, trasformato a breve in Casa della Salute, e all’Ospedale Oftalmico di piazzale degli Eroi. Decurtati dei posti letto anche il Fatebenefratelli all’Isola Tiberina, ma il nosocomio in cima alla lista dei tagli è il San Filippo Neri a Trionfale che secondo il piano presentato da Zingaretti perderà ben 73 posti letto e verrà convertito in presidio della Asl RmE. Il suo pronto soccorso rimane comunque un Dea di I livello a cui tutti i cittadini potranno accedere in caso di necessità. Meno 5 posti letto al Santa Lucia, tagli all’Idi, al Santo Spirito, al Grassi di Ostia e al Pertini dove verrà disattivata l’Unità operativa di Neurochirurgia; la specializzazione verrà trasferita al San Giovanni. Il polo Sant’Eugenio–Cto, secondo il nuovo piano di riordino, dovrà diventare il punto di riferimento per la riabilitazione e assumerà rilevanza in quanto al suo interno verrà mantenuta l’Unità Spinale Unipolare, verrà creata un’area di Terapia intensiva dedicata al ricovero delle mielolesioni e realizzato un reparto di riabilitazione post acuzie.
Aumentati i posti letto al Campus Biomedico e a Tor Vergata.
In totale l’Area Metropolitana di Roma perde 237 posti letto. Ma, attraverso la ridistribuzione, l’incremento totale sul numero di posti letto regionali è di 257, si legge sul sito della Regione Lazio, in favore dei nosocomi delle altre province.
Fuori dall’area di Roma importanti novità interesseranno i nosocomi che vedono un aumento delle disponibilità per accogliere i pazienti: più 102 posti letto per Frosinone, 70 in più per Rieti; e ancora 19 posti letto in più per la provincia di Viterbo e 66 per quella di Latina.
Insomma, una riorganizzazione massiccia della rete ospedaliera e una nuova distribuzione dei posti letto necessaria, spiega Zingaretti, per “aggredire la migrazione dei territori verso Roma, frutto di una desertificazione dell’offerta”. Molti gli investimenti previsti nella Capitale, seguita il Presidente della Regione: “Confermiamo l’obiettivo di aprire in ogni municipio gli ambulatori dei medici di medicina generale, confermiamo venti Case della Salute. Non si riduce l’offerta, la si cambia per renderla più efficace”.
All’indomani della presentazione del decreto datato 31 ottobre 2014 non sono state poche le reazioni e le critiche di chi ha posto l’accento sui tagli che verranno effettuati ai nosocomi della Capitale. Dure sono le parole utilizzate dal Capogruppo Fi della Regione Lazio, Luca Gramazio per commentare la notizia: “La sanità del Lazio vive un momento di drammatica difficoltà. Dopo un anno e mezzo di governo, Zingaretti non è stato in grado di porre in essere nessuna azione che costituisse l’avvio di un percorso di risanamento del nostro servizio sanitario regionale. I problemi rimangono gli stessi, le condizioni addirittura peggiorano con il passare dei giorni. Ora, con questo piano, oltre a diminuire la qualità del servizio, diminuisce anche la quantità, senza che nessuno – tecnici o politici – abbia la benché minima idea di quale direzione intraprendere”.
Si dice, al contrario, molto soddisfatta dell’operato della Giunta e del nuovo Piano di Riordino della rete ospedaliera laziale il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin: “In questo anno abbiamo lavorato a stretto contatto con il Presidente Zingaretti e il Subcommissario Botti per raggiungere degli obiettivi. Per me, come Ministro e come romana, era assolutamente necessario riattivare un livello di qualità del servizio più alto e garantirlo sia a Roma che nelle altre province. Il Lazio sta facendo i compiti a casa ma c’è anche uno spirito di collaborazione in cui il Ministero è vigilante e proattivo”. Il Ministro ha poi posto l’accento sulla necessità di rendere sostenibile il sistema sanitario per questa e le future generazioni, sottolineando come l’obiettivo finale di ogni manovra sia sempre quello di aumentare la qualità dei servizi rivolti ai pazienti.
Critico nei confronti del decreto è anche Fabrizio Santori, Consigliere Regionale e membro della Commissione Salute, che accusa Zingaretti e la sua Giunta di aver concepito il piano di riordino “a tavolino senza consultare gli operatori sanitari né alcun addetto ai lavori e calpestando le prerogative del Consiglio regionale e della Commissione Salute. Il Presidente della Regione sta tentando di rivendere tale provvedimento come il tanto agognato rilancio della sanità laziale, ma disservizi, ritardi e sprechi delle risorse pubbliche a disposizione, che hanno caratterizzato la gestione di questa amministrazione parlano chiaro: non cambierà nulla e sulla pelle dei cittadini assisteremo ad un disastro senza precedenti, già evidente dalla drastica riduzione dei posti letto. Queste scelte, non condivise, verranno pagate come sempre dai cittadini del Lazio”, conclude Santori.

Anna Paola Tortora