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Sgombero Degage: i pugili sotto la Regione

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degage regione lazio

Continuano le azioni dimostrative degli attivisti sgomberati il 25 agosto scorso

L’AZIONE DIMOSTRATIVA – Dopo lo sgombero dello studentato Degage in via Musa avvenuto nella giornata del 25 agosto, e la mobilitazione organizzata dagli attivisti nei pressi del Campidoglio, questa mattina una nuova azione dimostrativa sotto la Regione Lazio in via Cristoforo Colombo. Alcuni attivisti della Palestra Popolare hanno deciso di portare in strada una lezione di pugilato.

LO SGOMBERO – In una nota diramata in mattinata raccontano quanto avvenuto nella giornata del 25 agosto scorso: “Alle 6.30 di mattina un ingente schieramento di forze dell’ordine, in particolare polizia e carabinieri, ha sgomberato lo studentato Degage. La nostra casa dove con fatica e passione avevamo costruito e animato una palestra popolare – seguitano – Un progetto che si prefiggeva di offrire un’alternativa reale agli studenti e ai precari che non possono permettersi di pagare un affitto in una città cara come Roma (seconda soltanto a Milano) in cui una camera costa 500 Euro al mese”. La palazzina di via Musa, occupata da due anni, era originariamente di proprietà della Provincia di Roma, poi successivamente venne ipotecata presso la BNP Paribas.

LA PALESTRA POPOLARE – “Quelli che vedete sono un gruppo di giovani atleti di una Palestra Popolare, la Palestra Antifascista Degage – hanno spiegato gli attivisti – Oggi abbiamo deciso di farci vedere di nuovo nella strada per quello che siamo: un gruppo di ragazzi/e che attraverso lo sport prova a condurre un vita sana, grazie all’arte del pugilato impara a difendersi ed a sfogare le frustrazioni di una vita con poche possibilità. Abbiamo scelto la Regione Lazio come sede di questa nostra azione dimostrativa poiché consideriamo la giunta regionale una dei responsabili del nostro sgombero”.

LA PROTESTA IN REGIONE – Il motivo di questo collegamento con la Regione è presto detto. Infatti gli attivisti hanno spiegato che il progetto di Dagage era stato inserito nella Delibera Regionale del gennaio 2014, volta proprio a garantire la legittimazione di quelle occupazioni sorte come soluzioni all’emergenza abitativa della Capitale. Il fine della delibera era quello di dare vita ad esperienze di auto-recupero: “Ciononostante – proseguono da Degage – il Prefetto Gabrielli ha considerato la delibera carta straccia e la Regione Lazio di certo non si è prodigata per far valere le ragioni di chi non può permettersi un affitto ed è costretto ad occupare uno dei migliaia di stabili vuoti della Capitale. La Regione – aggiungono – è l’istituzione preposta alla tutela del diritto allo studio che, tra tagli e malaffare, risulta di anno in anno più carente. Lo studentato Degage è stato anche frutto dell’attivazione di idonei non vincitori di un alloggio in una residenza universitaria. Quale soluzione se non occupare dal momento in cui la LAZIODISU riesce a soddisfare solo mille richieste su novantamila?”.

LA MOBILITAZIONE CONTINUA – Gli attivisti non hanno intenzione di fermare la mobilitazione. Infatti annunciano: “Ieri eravamo in una palestra, oggi siamo qui, domani chissà dove. L’unica certezza è che non ci arrenderemo”.

LeMa

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