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Stadio della Roma: la Regione non concede la proroga richiesta dai proponenti

Nessuna proroga di 30 giorni per la Conferenza di Servizi. La Richiesta arrivata dalla Eurnova sarebbe servita per rimodulare il progetto

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NESSUNA PROROGA – A quanto di apprende la Regione Lazio ha negato la proroga di 30 giorni richiesta dai proponenti dell’intervento di Tor di Valle. “La Regione avrà fino al 5 di aprile per decidere come andare avanti”, ha commentato Simone Contasta, di Parsitalia, dopo la mancata concessione della proroga. “La conferenza dei servizi non ha concesso la richiesta di proroga di un mese. La presidente si è presa il tempo necessario per scrivere la determina e chiederà al Comune di Roma e alle altre parti di capire cosa si intende fare, quando si è annunciato che si procede con una nuova delibera del Comune e quindi una nuova procedura”. Così Bruno Ceccarelli, del comitato Salviamo Tor di Valle, al termine della conferenza.

DALLA REGIONE – “È stata rigettata la richiesta di sospensiva del proponente. Già in precedenza era stata data una sospensiva richiesta da Roma Capitale e la legge ne prevede una sola per un massimo di 30 giorni – spiega l’assessore regionale Michele Cività al termine della conferenza dei servizi, così come riportato dall’Ansa – Né il Comune né la Città metropolitana hanno fatto propria la proposta di sospensiva. La Conferenza si è aperta leggendo una lettera inviata ieri dalla Raggi a Zingaretti in cui esprimeva un indirizzo per la sospensiva”. “La Regione Lazio ha differito il termine della propria determinazione al 5 aprile – seguita Civita – dando quindi la possibilità alle amministrazioni e quindi al proponente di formulare risposte alle prescrizioni contenute nei vari pareri, La richiesta che noi abbiamo fatto è far pervenire entro il 30 marzo questi materiali. La Regione Lazio – conclude – ha chiesto di definire entro il 30 marzo il procedimento avviato di verifica e ridefinizione del progetto presentato per la dichiarazione di interesse pubblico”.

LA NOTA DI ZINGARETTI – “Ora fino al 30 marzo ci sarà tempo per far pervenire alla Direzione competente atti, decisioni formali e delibere fino ad ora annunciate solo a mezzo stampa – scrive in una nota il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti – Anche in attesa di questi nuovi atti la Regione Lazio ha differito il termine della propria determinazione al 5 aprile”. Zingaretti prosegue poi sulle richieste di sospensiva mancate e sui parere negativi: “Gli uffici, tra l’altro, non hanno potuto che prendere atto dell’orientamento esplicitato in sede di Conferenza dal rappresentante unico di Roma Capitale, come del resto da quello della Città Metropolitana, che non hanno fatto propria la richiesta di sospensiva e confermato invece come definitivo il parere negativo di Roma Capitale sul progetto. Orientamento in pieno contrasto con la comunicazione ricevuta ieri da parte del Sindaco di Roma”.

LA RICHIESTA – La proroga era stata richiesta dalla Eurnova per far fronte alle necessità di progettazione dopo l’accordo raggiunto con il Comune di Roma per il taglio delle cubature. Nella lettera inviata dalla Eurnova, si apprende anche di un ulteriore parere ostativo ‘alla pronuncia favorevole di compatibilità ambientale’. In questo caso a chiedere ulteriore documentazione (già in parte fornita dalla società il 27 febbraio scorso) è proprio la Regione Lazio. Altro nodo da sciogliere al più presto è quello del vincolo attraverso il quale la Soprintendenza ha posto sotto tutela l’area dell’Ippodromo. L’iter di questo vincolo prevede 80 giorni nei quali i proponenti del progetto potranno porre le loro osservazioni.

IL LAVORO CON IL COMUNE – Intanto proseguono i lavori con il Comune per arrivare al ridimensionamento del progetto annunciato dalla Sindaca lo scorso venerdì. Nella richiesta di Eurnova si legge che nelle ultime ore il Campidoglio ha comunicato di voler procedere con la ‘ridefinizione dell’interesse pubblico’, così come approvato dalla Delibera del 2014, ‘con particolare riferimento all’individuazione delle opere pubbliche’ e per calibrare il taglio delle cubature.

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