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Termovalorizzatore di Malagrotta: dal Ministro nessuna rassicurazione

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discarica malagrotta repertorio

Il question time alla Camera tra inceneritore, differenziata e bonifiche ferme

MALAGROTTA FINISCE ALLA CAMERA – È il Ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, a parlare dell’inceneritore di Malagrotta durante il question time di oggi alla Camera dei Deputati. L’interrogazione sulla vicenda è stata presentata dai deputati di Si-SEL Adrinao Zaccagnini (primo firmatario) e Stefano Fassina. 

L’INTERROGAZIONE AL MINISTRO – È Zaccagnini a porre la domanda al Ministro sugli otto inceneritori previsti nel decreto attuativo dello ‘sblocca Italia’ tutti situati nelle regioni del centrosud: “È ovviamente una decisione che scavalca ancora una volta gli enti territoriali e le comunità interessate, non tenendo conto di una programmazione virtuosa della gestione dei rifiuti, della crescita della raccolta differenziata, del riciclaggio e del recupero dei rifiuti stessi – ha detto il deputato in Aula – Sostanzialmente vi conformate ad un modello di sviluppo in controtendenza agli impegni che avete preso a Parigi sulla Conferenza per il clima. Quindi, tenendo conto di questi impegni che disattendete e della normativa comunitaria relativa alla questione dei rifiuti, vi chiediamo in particolare per quale motivo viene previsto un impianto di incenerimento nel territorio laziale di Valle Galeria a Malagrotta dove il territorio è in attesa del piano di bonifica e del monitoraggio ambientale fermo da anni”.

MALAGROTTA TRA INCENERITORE E BONIFICA – Il Ministro ha risposto all’interrogazione spiegando che l’individuazione dei termovalorizzatori è strettamente legata al raggiungimento degli obiettivi sulla raccolta differenziata, “partendo dal presupposto che tutte le regioni arrivino al raggiungimento degli obiettivi fissati dall’Europa, quindi al 65 per cento di raccolta differenziata, da cui alcune regioni oggi, come sapete bene, sono molto lontane e che comunque tutti colgano anche gli obiettivi di riduzione dei rifiuti del 10 per cento”. Sulla localizzazione degli impianti il Ministro non rileva nessuna penalizzazione geografica: “La localizzazione discende non da una scelta arbitraria penalizzante nei confronti delle regioni indicate, bensì dal rapporto fra produzione di rifiuti e capacità di trattamento e smaltimento da parte delle singole regioni”. Infine si torna su Malagrotta e sull’impianto di incenerimento che “secondo gli elementi forniti dalla regione questo è ricompreso nell’attuale vigente programmazione regionale in materia di gestione dei rifiuti, è provvisto di titolo autorizzativo valido ed è stato messo in funzione nell’estate del 2008 per la sola linea realizzata. Attualmente, l’impianto risulta fermo e inattivo, nonché realizzato solo in parte rispetto al progetto approvato dalla regione Lazio – conclude – In ordine alle attività di bonifica e risanamento ambientale dell’area di Malagrotta nel comune di Roma, si tratta di un adempimento che spetta ex lege agli enti territoriali, comune, provincia e regione”.

RESTANO LE PREOCCUPAZIONI SUL SISTEMA REGIONALE – Ma le parole del Ministro non hanno certo dissipato le preoccupazioni. Infatti è Stefano Fassina a dirsi non soddisfatto, soprattutto a fronte del sistema regionale degli impianti: “Le prospettive di Malagrotta sono ancora più rilevanti per la connessione che ha con altri impianti nel territorio della regione, anzi, nel territorio di Roma. A Falcognana c’è una discarica che è soggetta oggi a una proroga che varie analisi, fatte anche da istituzioni regionali come l’ARPA, indicano, ancora una volta, oltre i limiti della sostenibilità. E poi c’è tutto il punto delle bonifiche – seguita – Auspichiamo che nel minor tempo possibile possiamo avere dal Governo delle risposte esaustive, sia in termini di definitiva chiusura di Malagrotta sia in termini di avvio delle bonifiche per un’area che oggi penalizza in modo così forte la città di Roma”.

LeMa

(Foto di repertorio)