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Terremoto: Perché i dati sulla magnitudo variano con il passare dei minuti?

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Sismografo REPERTORIO

Gli esperti dell’INGV raccontano cosa avviene nei primi istanti dopo il sisma

LE PRIME INFORMAZIONI SUL SISMA – La mattina del 30 ottobre i cittadini del Centro Italia, e non solo, sono stati svegliati da una forte scossa di terremoto. Come avviene in questi casi in molti si sono affidati alle informazioni presentate in tempo reale sui canali televisivi di informazione, sui siti dei maggiori quotidiani e sui social network. In pochi minuti tutti sono venuti a conoscenza del luogo dell’epicentro e della magnitudo del sisma. Ma con il passare dei minuti i valori riportati dagli organi di informazione sono cambiati. In molti si sono chiesti perché questo avvenga e in che modo sono calcolati questi valori. Con il dibattito che si è concentrato sulla incapacità dei media di riportare notizie precise fino alle teorie del complotto per limitare i risarcimenti economici. 

PERCHÉ I DATI SUL SIMA POSSONO VARIARE? – Per la variazione di questi dati c’è una spiegazione scientifica, riportata con chiarezza dagli esperti dell’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia). “Il terremoto del 30 ottobre alle 7.40, ha avuto magnitudo Richter 6.1 e magnitudo momento Mw 6.5”. Due dati che senza le dovute spiegazioni possono lasciare perplessi. “L’INGV utilizza entrambe le magnitudo: la magnitudo Richter, perché è molto rapida da calcolare e abbastanza affidabile per i terremoti fino a magnitudo 6; la magnitudo momento Mw, perché fornisce una stima più accurata dell’energia rilasciata dal terremoto e, in particolare, per quelli più forti”.

I PRIMI MINUTI DOPO IL SISMA – Ma cosa succede nei primissimi momenti successivi ad un sisma? Come funzionano le comunicazioni tra le istituzioni scientifiche e quelle che devono prendere in mano la gestione dell’emergenza? “La magnitudo Richter si calcola in pochissimi minuti e si comunica al Dipartimento della Protezione Civile dopo 2 minuti e alla popolazione tramite web e social media entro 30 minuti (in media dopo 12 minuti) – spiegano dall’INGV – I valori preliminari di magnitudo, basati su dati incompleti ma disponibili già dopo pochi minuti dal terremoto, sebbene possano differire dalla magnitudo definitiva (fino a circa 0.5), sono comunque indispensabili per scopi di protezione civile. Nei minuti successivi vengono aggiornati con stime più accurate, non appena disponibili i nuovi dati”.

QUANDO IL SISMA SUPERA LA MAGNITUDO 6.0 – La comunicazione effettuata nei primi istanti è fondamentale per far partire immediatamente la macchina dei soccorsi, mettendo gli operatori in condizione di immaginare lo scenario in cui andranno ad operare. Ma i dati forniti a pochi minuti dal sisma possono variare in presenza di terremoti particolarmente violenti, con una magnitudo superiore al 6. “Per capirlo dobbiamo innanzitutto spiegare come si calcolano le due magnitudo – seguano dall’INGV – La magnitudo Richter è ottenuta a partire dall’ampiezza massima delle oscillazioni registrate da un sismometro standard, sensibile a onde sismiche con frequenza relativamente elevata di circa 0.8 Hz – un metodo che funziona abbastanza bene per i terremoti con magnitudo inferiore a 6.0 – I terremoti di magnitudo maggiore, invece, emettono una parte importante di energia a frequenze più basse rispetto a 0.8 Hz, per cui la massima ampiezza misurata sul sismografo non rappresenta tutta l’energia emessa dal sisma”.

LE ANALISI SUCCESSIVE – In questi casi si deve quindi far riferimento alla magnitudo momento, un procedimento di analisi dei dati molto più lungo che non può essere effettuato nei primi momenti dopo il sisma: “Per calcolarla si deve analizzare una porzione molto lunga dei sismogrammi a larga banda in modo da considerare tutta l’energia emessa e dare così un valore più realistico – spiegano dall’INGV – Per far questo si deve aspettare la registrazione di tutto il segnale sismico alle varie (tante) stazioni della Rete Sismica Nazionale e analizzarle. Questo comporta dei tempi più lunghi, non compatibili con gli scopi di Protezione Civile e con il desiderio del pubblico di avere una informazione immediata”.

I DATI DEL 30 OTTOBRE – Sempre dall’INGV spiegano quanto avvenuto la mattina del 30 ottobre, subito dopo la scossa delle 7,40: “Dopo 2 minuti è stata fornita, telefonicamente, al Dipartimento della Protezione Civile una prima stima del valore della magnitudo ML pari a 6.1, specificando subito che il valore corretto sarebbe stato più alto e comunicato a breve – poi la comunicazione ai cittadini Ndr – Questo valore è stato anche reso pubblico sul sito INGV 18 minuti dopo l’evento sismico”. Successivamente, man mano che arrivavano i dati, l’analisi si è fatta più precisa: “Nei minuti successivi al terremoto è stata poi calcolata una prima stima della magnitudo momento ottenendo un valore pari a 6.5 che è stato rivisto e confermato nelle due ore successive all’evento”.

LE CONFERME DEGLI ISTITUTI INTERNAZIONALI – Per quanto riguarda le ricostruzioni fantasiose su magnitudo e risarcimenti economici, l’INGV è chiaro: “Altro aspetto importante è il legame tra il valore della magnitudo e il risarcimento dei danni prodotti dai terremoti – scrivono dall’Istituto – La magnitudo non è utilizzata per il risarcimento dei danni prodotti dai terremoti; per questo scopo in passato sono stati utilizzati i valori di intensità calcolata sulla base della scala Mercalli”. Inoltre i dati forniti dagli esperti italiani, oltre ad essere disponibili online per curiosi o studiosi, vengono confermati da altri Istituti internazionali. Al momento sono diversi gli enti ad aver fornito le proprie stime. Tra questi l’USGC (United States Geological Survey) con 6.6, il GFZ (Germania) con 6.5 ed il CSEM con 6.5. In ogni caso come per qualsiasi misura di un parametro fisico, le stime sono affette da incertezze perché effettuate con diversi metodi, “con dati di stazioni sismiche diverse e con diversi modelli della crosta terrestre – concludono gli esperti – Questo spiega le differenze che talvolta caratterizzano le stime fornite dai diversi enti”.

Leonardo Mancini