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Olimpiadi: il Referendum è sulla ‘Maledizione del vincitore’

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Prende sempre più piede la richiesta dei Radicali per una consultazione su Roma2024

IL REFERENDUM DEI RADICALI – “Le spese effettive sostenute per i Giochi Olimpici negli ultimi 50 anni sono sempre levitate rispetto alle previsioni iniziali, in alcuni casi anche dell’800 per cento, con evidenti conseguenze sulle tasche dei cittadini”. È questo il primo degli elementi che ha portato i Radicali Italiani a far partire una campagna per l’indizione di un Referendum sulla candidatura olimpica della Capitale.

I COSTI DEI GIOCHI – Dati alla mano è difficile che non sorgano dubbi sui rischi derivanti dalla partecipazione alla selezione olimpica. In particolare se si guarda ai costi programmati e all’incremento che questi subiscono con le spese realmente sostenute: “Nelle olimpiadi i costi aumentano in media del 179% rispetto ai budget iniziali, mentre i costi supplementari che si riscontrano in altri tipi di megaprogetti variano dal 20% al 45%”, siano essi infrastrutture o ammodernamenti tecnologici. Esempio principale riportato dai Radicali sono i giochi di Londra 2012, costati ufficialmente 8,77 miliardi di sterline, a fronte di un budget iniziale di 2,4 miliardi.

LA MALEDIZIONE DEL VINCITORE – Proprio in questo consisterebbe la ‘Maledizione del vincitore’: “La città designata – si legge nel dossier dei Radicali – tenderebbe a sovrastimare i benefici associati all’organizzazione dei Giochi, trovandosi, al termine degli stessi, in una situazione economica peggiore rispetto a quella in cui si sarebbe trovata se avesse perso la gara”. Tant’è che l’ombra lunga di queste spese verrebbe percepita per anni a venire, soprattutto sotto il punto di vista dell’imposizione fiscale. Quelle che vengono riportate sono solo alcune delle misure fiscali resesi necessarie: a Grenoble una tassa speciale per 24 anni, a Montreal per 30 anni, a Barcellona 1,7 miliardi di tasse in più mentre ad Albertville l’aumento del 4% tassa sulla casa.

RITIRARE LA CANDIDATURA – La tornata referendaria proposta dai Radicali punta a mettere i cittadini italiani al corrente di questi dati e della possibilità di ritirare la candidatura di Roma. Un’eventualità questa già verificatasi in altre circostanze: Amburgo ha ritirato la candidatura per il 2024 dopo la vittoria del no al referendum; idem per Boston ma solo dopo le pressioni del movimento “No Boston Olympics”; Saint Moritz, Monaco e Cracovia (giochi invernali) hanno ritirato la candidatura per il 2022 dopo la vittoria del no al referendum; ed infine Oslo che, nonostante il referendum abbia visto la vittoria del sì, ha ritirato la sua candidatura ai giochi invernali del 2022. Senza dimenticare che lo stesso Presidente del Consiglio Mario Monti ritirò la candidatura per le Olimpiadi del 2020, proprio a causa dell’incertezza sulle stime economiche.

L’APPOGGIO DI SINISTRA ITALIANA – Nelle ultime ore alla posizione dei Radicali Italiani si è avvicinato anche Stefano Fassina, leader di Sinistra Italiana e candidato Sindaco alle elezioni amministrative della Capitale. Fassina ha infatti presentato una mozione alla Camera (in discussione il 25 gennaio prossimo), perché “sia indetto un referendum, regolato dallo statuto comunale, sullo svolgimento delle Olimpiadi del 2024 a Roma, informando adeguatamente circa la possibilità di scegliere tra l’Olimpiade per il 2024 e, a parità di risorse, impegnare analoghi sforzi pubblici su progetti alternativi legati allo sviluppo della capitale d’Italia; a portare avanti la proposta di candidatura ufficiale al Comitato olimpico internazionale solo dopo lo svolgimento del referendum”.

Leonardo Mancini