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Olimpiadi Roma 2024: Raggi “da irresponsabili dire sì alla candidatura”

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raggi repertorio

Roma lascia il posto, ma vicenda non sarebbe ancora conclusa

“È da irresponsabili dire sì a questa candidatura”. È in questo modo che nella giornata di ieri il Sindaco di Roma, Virginia Raggi, ha posto il veto alla candidatura di Roma ai Giochi Olimpici del 2024. “Non abbiamo mai cambiato idea ma abbiamo rafforzato la nostra idea sulla base degli ultimi dati – prosegue la Raggi – Vengono fatte tante promesse in occasione delle Olimpiadi. Ci ricordiamo bene come sono andati i Mondiali di Nuoto, ci siamo ritrovati con impianti abbandonati, inutilizzati che restano come scheletri e gusci vuoti. Non abbiamo nulla contro le Olimpiadi e lo sport però non vogliamo siano utilizzati come pretesto per ulteriori colate di cemento. No alle Olimpiadi del cemento”.

Il ‘no’ dell’amministrazione penta-stellata arriva in conferenza stampa, dopo che la Raggi ha disertato l’incontro programmato con il presidente del Coni, Giovanni Malagò. “Formalmente non è finita – ha detto Malagò intervistato quest’oggi su Radio1 – ma nella sostanza quando un’amministrazione comunale fa venire meno la candidatura è chiaro che questo non è visto bene dalla comunità internazionale”. E sulle possibilità di controllare l’intero iter di preparazione ai giochi Malagò aggiunge: “Oggi qualsiasi opera pubblica richiede un investimento, questa Amministrazione comunale aveva il diritto e il dovere di supervisionare, alla Raggi abbiamo detto ‘assumiti la governance e governa il processo'”.

Il prossimo passo del Campidoglio è una mozione da votare in Aula Giulio Cesare (probabilmente martedì) nella quale il M5S chiede alla Sindaca di ritirare la candidatura olimpica. Successivamente, a quanto si apprende in queste ore dalle agenzie, potrebbe essere la stessa Raggi a scrivere al CIO per spiegare la volontà del Campidoglio di uscire dai giochi. Una sequenza di atti che potrebbe essere interrotta soltanto da un voto negativo sulla mozione 5Stelle, scenario piuttosto fantasioso vista la schiacciante maggioranza in Assemblea Capitolina (29 consiglieri su 48).

Altro tema riguarda la possibilità che con l’uscita dai giochi della Capitale si possa configurare un danno erariale visti i fondi messi a disposizione dal Governo e utilizzati nella promozione della candidatura. “Noi siamo un ente pubblico – prosegue il presidente del Coni – tutte le spese sono online, e si tratta di fondi del Governo. Dico che se qualcuno chiede, e qualcuno potrebbe chiederlo, perchè questi soldi sono stati spesi è chiaro che dovremo rimandare la domanda a chi sta bloccando una candidatura, visto che tuttora siamo ufficialmente candidati con il sostegno formale di tutti”.

LeMa