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Quei baci shock che fanno discutere il mondo

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La campagna pubblicitaria di Benetton ha sollevato polemiche in tutto il mondo, dal Papa al Presidente Obama, l’esortazione alla pace non piace a istituzioni politiche e religiose


La provocazione proprio non è piaciuta ad alcuni dei soggetti ritratti nella nuova campagna pubblicitaria della Benetton dal titolo “Unhate”, che li mostra mentre si scambiano un bacio sulle labbra grazie all’abile uso del fotomontaggio. I protagonisti, ovviamente, non sono persone qualunque ma personaggi di fama mondiale, come il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama e quello cinese Hu Jintao, il Papa Benedetto XVI e l’Imam del Cairo Ahmed Al-Tayyeb, il Presidente palestinese Mahmoud Abbas e il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu o ancora Nicolas Sarkozy e Angela Merkel.

Le immagini dell’iniziativa umanitaria contro l’odio, realizzata dal laboratorio creativo Fabrica, hanno fatto davvero il giro del mondo e ben presto hanno portato alle prime reazioni: dalla Casa Bianca alla Santa Sede, passando per la moschea di Al Azhar al Cairo, le polemiche non si sono fatte attendere e alcuni hanno già fatto sapere di disapprovare l’uso della propria immagine, minacciando azioni legali nei confronti degli autori.

Tutto purché se ne parli è vero, ma a storcere la bocca questa volta è stato anche il fotografo Oliviero Toscani, ideatore di storiche campagne con il marchio trevigiano tra le quali proprio quella che nel ‘91 ritraeva un bacio sulle labbra tra un prete e una suora, che in alcune dichiarazioni alla stampa ha definito l’idea della campagna poco credibile perché già vecchia, e ha anche aspramente criticato la scelta di ritornare a pubblicità provocatorie e trasgressive, definendola addirittura “patetica”.

La Santa Sede minaccia azioni legali anche contro i mezzi di informazione che mostreranno il fotomontaggio del bacio tra il Papa e l’Imam Ahmed Al-Tayyeb. e dalla Benetton hanno fatto sapere che ritireranno l’immagine dalla campagna, nonostante il senso dell’iniziativa resta quello di combattere ogni forma di cultura dell’odio attraverso l’uso di immagini simboliche di riconciliazione, che stimolano alla riflessione, al dialogo e alla mediazione.   

Michela Romoli