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Nucleare, Conferenza delle Regioni dice NO al Governo

nucleareFareverde - La Conferenza delle Regioni ha approvato a maggioranza un parere negativo sul decreto legislativo che, tra l'altro, contiene le norme per l'individuazione dei siti che dovranno ospitare le future centrali nucleari.

"Abbiamoapprovato a maggioranza un parere negativo sul decreto legislativo: amaggioranza salvo la posizione, che verrà espressa in ConferenzaUnificata da Lombardia, Veneto e Friuli". Lo dice ilvicepresidente della Conferenza delle Regioni, Michele Iorio(presidente della Regione Molise) al termine della riunione odierna,da lui presieduta. Il parere era sullo schema di decreto legislativo'Attuazione dell'articolo 25 della legge 23 luglio 2009, n. 99 inmateria nucleare', licenziato dal Consiglio dei ministri del 22dicembre scorso e relativo, tra le altre cose, alle norme perl'individuazione dei siti che dovranno ospitare le future centralinucleari decise nell'ambito del 'piano atomico' del governo.

Perl'assessore regionale veneto Flavio Silvestrin ''dietro il No alnucleare c'e' l'assurdo No alla modernizzazione del Paese''.
Ilgoverno «intende andare avanti sul fronte del nucleare. Il parerenegativo, ma non vincolante, della Conferenza delle Regioni suldecreto legislativo per il rientro dell'Italia nel nucleare confermaun atteggiamento pregiudizialmente negativo nel confronto sul futuroenergetico del Paese»: questo il commento di Stefano Saglia,sottosegretario al ministero dello Sviluppo Economico con delegaall'energia.

Presidentedell'ANCI, Sergio Chiamparino, ha inviato una lettera ai MinistriClaudio Scajola (Sviluppo economico) e Giulio Tremonti (Economia). Nella missiva il Presidente chiede un incontro urgente “in vistadell'avvio delle procedure per la ripresa della produzione di energiada fonte nucleare”, avanzando istanze che, se non ascoltate,potrebbero portare ad “azioni clamorose che potrebbero minare lacredibilità delle istituzioni nei territori già oggetto di servitù,nonché in quelli che potrebbero esserne oggetto in futuro”. I temiancora aperti, specifica Chiamparino, riguardano la “dismissionedei vecchi siti nucleari, a partire dalla necessità liberare le areedai vincoli e individuare tutte le iniziative utili allariqualificazione e rivalutazione dei territori interessati”.

La quasi totalità delle Regioni sono quindi contrarie e non è un caso che ben undici Regioni abbiano già impugnato il provvedimentodavanti alla Consulta, che deciderà il prossimo 22 giugno.

FareVerde ribadisce il suo NO al nucleare e auspica che il governo tenga in considerazione il NO della Conferenza delle Regioni. Queste sono aloro volta espressione dei Comuni e di tutti i cittadini che devono già fare i conti con il problema dello smaltimento delle scorie e delle centrali spente, ancora presenti sul territorio.


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