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A proposito del giardinetto di via Blaserna

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viablaserna

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato dell’Associazione Comitato di Quartiere Marconi sulla vicenda di via Blaserna

Abbiamo appreso, tramite facebook, dell’impegno del presidente del nostro Municipio, Maurizio Veloccia a procedere alla risistemazione del giardino di V. Blaserna con un impegno straordinario del Municipio e del Comune e alla gara alla partecipazione che ne è nata, da parte dei cittadini.
Ovviamente anche noi del CdQ Marconi siamo disponibili a tale gara di generosità e di impegno.
Prima, però, ci chiediamo anche: è mai possibile che i privati all’origine di tale misfatto debbano cavarsela così a buon mercato ?
Perché la comunità deve accollarsi un onere che doveva essere delle imprese ?
Non ci stupiamo certo che l’interesse privato in Italia domini su quello pubblico, ma qui pare che si sia proprio esagerato.
Secondo la Convenzione tra il Consorzio di imprese Ostiense – Marconi e il Comune di Roma del 4 marzo 2005, la proprietà doveva consegnare, come compensazione, per aver realizzato un bel po’ di metri cubi di cemento a proprio tornaconto, un giardino attrezzato…(sic) quello di V. Blaserna !
Il giardino è quello che è, ma d’altronde chi può essere tanto ingenuo da sperare che crescano alberi sopra al cemento della volta dei parcheggi interrati ? Non si poteva almeno mettere un sistema di irrigazione, o, appunto, come dice qualcuno, dei grandi basamenti di terra per ospitare le radici ed avere qualche albero di almeno 5 metri ? invece niente.
Ma qualcuno ha firmato il collaudo, quindi ha fatto prendere in carico il giardino al Comune e al Municipio in quelle condizioni, che non erano certo molto diverse da quelle attuali. Il Comune se lo è preso liberando i privati dall’incombenza.
I costruttori ringraziano, i cittadini piangono.
Ma non è finita. La convenzione prevedeva anche altri 11.435 metri quadrati di verde attrezzato, che sarebbe tutta l’area dietro all’Hotel H 10, che è, bontà loro rimasta verde, ma non è stato speso un euro per attrezzarla a verde pubblico fruibile.
Niente viali con la ghiaia, niente alberi, né panchine, niente impianti di irrigazione e di illuminazione, eppure, anche in questo caso, qualche funzionario comunale ha firmato il collaudo, malgrado lo stato dei luoghi non fosse certo quello imposto dalla convenzione. Il collaudatore sembra che non si sia neanche accorto che su quell’area opera da anni, un parcheggio abusivo . Sull’area del verde attrezzato e pubblico! Però i funzionari del Comune e del Municipio sembra che non abbiano guardato per il sottile. Hanno preso tutto, liberando ancora una volta di fastidiose incombenze le imprese.
Anche in questo caso a rimetterci sono sempre i soliti.
Ma non è finita. Tutta la fretta sembra essere stata dettata dalla necessità di mettere a disposizione i due parcheggi di V. Blaserna e V. Tirone, costruiti, anch’essi a compensazione ed oggetto della convenzione già citata.
Due parcheggi pubblici, che dovevano essere gestiti dall’ATAC, per agevolare i residenti sul prezzo, una compensazione certificata e resa esigibile da un’apposita delibera. Tutto scritto nella Convenzione, basta andarsela a leggere.
Ad ogni modo i due parcheggi di V. Blaserna e V. Tirone, una volta costruiti, sono rimasti abbandonati, si dice perché l’ATAC si sarebbe rifiutata a gestirli, e siccome non si procedeva alla consegna da parte dei privati, intanto Comune e Municipio, con un bel gioco delle tre carte, tentavano di forzare la mano sul PUP Fermi.
Poi, sull’onda della protesta dei cittadini contro il PUP Fermi, i due parcheggi a compensazione, previsti dalla convenzione Ostiense – Marconi sono stati messi a bando in tutta fretta per darli in gestione ai privati. Ovviamente, meglio questi che il PUP Fermi, ma la presa in giro resta.
D’altronde, non c’ è traccia di nessuna rinuncia dell’ATAC in atti ufficiali , e non poteva farlo, visto che una delibera del comune le imponeva la gestione. A tal proposito, interpellata dal CdQ Marconi, l’ATAC nega di avere avuto mai offerte di gestione dei due parcheggi.
Sappiamo che il neo Presidente Veloccia e il Sindaco Marino sono estranei ai precedenti intercorsi tra istituzioni e privati, ma proprio per questo chiediamo il rispetto della Convenzione stipulata tra il Comune di Roma e il Consorzio Papareschi.

Associazione Comitato di Quartiere Marconi