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Che ansia, sono finite le vacanze!

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sindrome da rientro

Le vacanze estive volgono al termine. Ecco come affrontare il rientro dalle ferie

Sto facendo il conto alla rovescia da ormai una settimana. Sono così angosciata dal rientro a casa dopo le vacanze che sono quasi riuscita a rovinarmi questi ultimi giorni di relax. Vedo che anche mia figlia, che ha 8 anni, ogni tanto mi interroga su quanto manca alla ripresa della scuola. Il mio compagno, minimizza le mie proteste. Dice se sono la solita melodrammatica. Lui si fa scivolare tutto addosso e sarebbe capace di rientrare dalle vacanze e andare in ufficio nella stessa mattinata.

Teresa

Cara Teresa, non so se le tue reazioni siano melodrammatiche ma la sindrome da rientro dalle vacanze esiste. Soprattutto se lo spirito con il quale si parte è più quello di una fuga. Anzi, si può tranquillamente dire che il peso del rientro è indirettamente proporzionale al livello di soddisfazione della vita che abbiamo lasciato ad aspettarci. Se la soddisfazione che troviamo nella nostra vita di tutti i giorni è poca, allora tornarci ci farà sentire in trappola. Se invece siamo abbastanza soddisfatti, tornare a casa è più piacevole e porta con sé anche un senso di rassicurazione.
Ma, come dicevamo, la sindrome da rientro esiste e non è una rarità. Si stima che ne soffrano circa la metà dei vacanzieri, compresi i bambini. I sintomi più frequenti sono: nervosismo, svogliatezza, malinconia, inappetenza, difficoltà a dormire bene, incapacità di concentrarsi, affaticamento generale. Anche questa, come altre reazioni ansiose, nasce con le migliori intenzioni. L’ansia, infatti, è una reazione fisiologica e funzionale, utile per affrontare situazioni impreviste o di emergenza e di pericolo. Si tratta di una risposta endocrina attivata dal sistema nervoso, una volta che il cervello ha stabilito di trovarsi di fronte a una situazione stressante. Non si può certo negare che riprendere la routine dopo un periodo di svago non sia stressante. Il cervello, quindi, ci mette in uno stato di iperattivazione, di allerta, convinto di farci un favore. E’ fatto così, bisogna avere pazienza e rassicurarlo.
Il tuo compagno, ad esempio, ha trovato il suo sistema: farsi scivolare le cose addosso. A volte funziona. Anche condividere funziona bene, in realtà. Puoi farlo incontrando gli amici. E poi, il ritrovare gli amici è una delle cose belle del tornare, no?
Un altro consiglio che mi sento di darti è quello di abbassare le aspettative. Non è necessario rientrare in scena con un doppio salto mortale. Si può tranquillamente rimanere per un po’ sullo sfondo e concedersi del tempo per capire cosa è successo in nostra assenza. Questo vale sia al lavoro che a casa: le pratiche in sospeso verranno sbrigate un po’ alla volta, così come potranno tranquillamente aspettare il loro turno i panni da lavare o le valige da riporre.
Infine, di fronte allo stress, non sottovalutare gli effetti benefici di attività sportiva (va benissimo anche una passeggiata all’aria aperta), alimentazione sana e sonno. Se ci si riesce, sarà il corpo a convincere il cervello ad abbassare la guardia!
Ti abbraccio e bentornati!

Francesca Pezzali

Psicologa-psicoterapeuta

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