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Ci separiamo. Come dirlo ai figli?

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PsicologicaMente questa settimana si occupa di separazione

Cara dottoressa,

Le scrivo per una questione molto delicata. Io e mia moglie, dopo tanto riflettere, abbiamo deciso, per il bene di tutti, di separarci. Ma ogni volta che stiamo per dirlo ai nostri figli ci assalgono i sensi di colpa. Vorremmo un aiuto da lei per trovare le parole giuste e riuscire a comunicare nel modo meno traumatico possibile il fatto che mamma e papà non vivranno più sotto lo stesso tetto.
Ho le lacrime agli occhi mentre le scrivo, figuriamoci che succederà davanti a loro.
Attendo con ansia una sua cortese risposta.
Alessandro

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Caro Alessandro,

mi sembra che quella tra lei e sua moglie sia una di quelle separazioni nelle quali si arriva a scegliere, quasi di comune accordo, di lasciarsi. Certo questo non mitiga il senso di fallimento rispetto al progetto di vita che si stava coltivando, ma forse vi permette di affrontarla non come una contesa, ma come una scelta volta a tutelare l’esperienza di famiglia dei figli. Il fatto che i genitori vivano in case diverse, infatti, non deve privarli di nessuno dei due.
Riguardo a come comunicare ai figli la decisione di separarsi ci tengo subito a sciogliere un equivoco: non è traumatico il dirlo, ma il NON dirlo.
I genitori possono temporeggiare fin quando non sono certi della decisione presa, a quel punto è assolutamente necessario spiegarlo ai figli, di qualsiasi età siano. Bambini e ragazzi, se non hanno informazioni chiare su cosa stia succedendo, cominciano a fare ipotesi sulla base di discorsi, sguardi, toni di voce, gesti, clima emotivo e altro. E’ così che una fantasia costruita in solitudine si rivela molto più angosciante di una verità condivisa.
Quando e come dirlo? L’ideale è farlo insieme, madre e padre. Scegliere uno spazio ed un tempo tranquillo. Concordare i concetti principali che vogliamo esprimere, ad esempio: “avete visto anche voi che è da un po’ di tempo io e la mamma non andiamo più d’accordo. Questo ci fa soffrire molto e fa soffrire voi. Abbiamo deciso di separarci. Voi non siete responsabili in alcun modo di questa decisione. Continueremo ad essere i vostri genitori e la vostra famiglia.”
Non c’è bisogno di fare un discorso lungo e arzigogolato. Deve essere più un’occasione per ascoltare le loro domande, per accogliere le loro reazioni.
E’ importante parlare con chiarezza e rassicurarli su quanto succederà, senza lasciare spazio, però, a false illusioni o ambiguità. Non è necessario spiegare nel dettaglio le ragioni del conflitto e le responsabilità di ciascuno dei due, non fareste altro che costringere i figli a decidere con chi schierarsi. I motivi di una crisi coniugale e di una separazione sono una questione che riguarda gli adulti, non i bambini.
Permettete ai vostri figli di mostrarsi tristi o arrabbiati per quanto sta succedendo. Se lo fanno significa che vi sentono in grado di accogliere e sostenere i loro vissuti negativi e questo li protegge dal sentirsi soli e persi.
Vivere una separazione è un lutto a tutti gli effetti, ci vorrà del tempo per superarlo, sia per voi che per i vostri figli. I bambini possono tornare sull’argomento e chiedere spiegazioni anche dopo mesi. Può succedere che non mostrino particolari reazioni all’inizio e che poi esplodano in una crisi esagerata di fronte alla scena di un cartone animato che richiama loro il vissuto di perdita. Concedete tempo a voi ed a loro.
Ci sono molti libri sull’argomento, che vi possono essere utili: si va dagli albi illustrati, adatti anche a bambini di due anni, fino a romanzi per adolescenti. Sul sito officinagenitori.org, ad esempio, trova una bibliografia aggiornata e con i titolo divisi per età di lettura.
Si tratta di uno strumento efficace, soprattutto con i bambini, che sono quelli che vanno più sostenuti nel trovare le “parole per dirlo”. Questi libri si possono utilizzare sia nel momento in cui si annuncia la separazione, perché aiutano ad immaginare come sarà il futuro, sia nei mesi successivi per continuare a condividere e costruire insieme una narrazione su quanto vi è accadutto.

Francesca Pezzali
Psicologa-Psicoterapeuta

Per le vostre domande: psicologicamente@urloweb.com