Home psicologicaMENTE

Crescere con “due mamme”

SHARE
due mamme

Argomento di grande attualità sulla rubrica PsicologicaMente

Buongiorno dottoressa, 

mia sorella, con un lungo passato omosessuale, si è poi, con nostra sorpresa e, direi “sollievo”, sposata con un uomo dal quale ha avuto una bambina. Purtroppo è rimasta vedova tre anni fa, quando mia nipote aveva appena sei mesi. Dopo poco tempo mia sorella ha iniziato a frequentare assiduamente colei che è diventata la sua compagna stabile. Devo dire che è una donna piacevole ed intelligente ma ora che hanno deciso di andare a vivere insieme, io, mio fratello ed i miei genitori siamo preoccupati per le conseguenze che ciò avrà sicuramente sullo sviluppo della bambina. Lei cosa ne pensa, cosa potremmo fare per convincerla a non fare questo passo?
Grazie e cordiali saluti, Gianna.

*****

Buongiorno Gianna,
la questione che mi pone è in questo periodo storico fonte di numerose controversie. Per molto tempo si è dato per certo che un figlio potesse crescere in modo sano solo dalla coppia di genitori: un papà ed una mamma. Di fatto poi si sono spesso verificate situazioni che hanno portato, in seguito a lutti o a separazioni drammatiche, una madre ad allevare i figli da sola, o aiutata da una sorella, o da una zia…O un padre a crescere da solo o con l’aiuto di familiari, i propri figli. E quello che il senso comune ci ha sempre suggerito è che, se allevati con amore, attenzione e cura, i figli sarebbero cresciuti sani. Oggi l’aumento della possibilità per le coppie omosessuali di poter vivere alla luce del sole, l’opportunità per le donne di poter andare nei paesi dove ciò è permesso ed effettuare una fecondazione eterologa, ha portato alla luce il quesito se i figli che cresceranno in famiglie dove i genitori sono dello stesso sesso, potranno avere uno sviluppo psicofisico ed un orientamento sessuale “nella norma”. Secondo l’Istituto superiore di Sanità, i bambini cresciuti da genitori omosessuali in Italia sono 100mila: alcuni sono nati da unioni eterosessuali che si sono poi concluse e il genitore ha formato una nuova famiglia con un partner dello stesso sesso; altri sono stati concepiti in famiglie gay grazie alla fecondazione assistita permessa all’estero.
A tale proposito, gli studi effettuati negli ultimi quarant’anni dimostrano che sul benessere dei bambini influisce la qualità delle relazioni che hanno con i genitori, la stabilità dei loro legami, siano essi una coppia eterosessuale o omosessuale.
Nel 2006, l’American Academy of Pediatrics ha dichiarato quanto segue: “I risultati delle ricerche dimostrano che bambini cresciuti da genitori dello stesso sesso si sviluppano come quelli cresciuti da genitori eterosessuali. Più di venticinque anni di ricerche documentano che non c’è una relazione tra l’orientamento sessuale dei genitori e qualsiasi tipo di misura dell’adattamento emotivo, psicosociale e comportamentale del bambino. Questi dati dimostrano che un bambino che cresce in una famiglia con uno o due genitori gay non corre alcun rischio specifico. Adulti coscienziosi e capaci di fornire cure, che siano uomini o donne, eterosessuali o omosessuali, possono essere ottimi genitori”.
Di fatto, quello che conta in una coppia di genitori non è il loro sesso biologico, ma la capacità di svolgere funzioni paterne (ciò che ha a che fare con le regole, la legge, l’ordine..) e funzioni materne (essere accoglienti, affettuosi). Queste funzioni possono essere tranquillamente svolte anche da una coppia omosessuale: a tal proposito le consiglio la visione del film “I ragazzi stanno bene” che affronta il tema di una famiglia “non tradizionale”, dove i figli sono cresciuti da una coppia di donne, impersonate dalle attrici Annette Bening e Julianne Moore; una commedia che riesce a coniugare perfettamente tematiche gay e valori tradizionali e nella quale si può osservare i ruoli ben distinti che le “due mamme” ricoprono nella crescita dei figli.
Per ciò che riguarda la realtà italiana, quello che posso supporre è che, dal momento che il nostro paese non è ancora libero da pregiudizi e siamo molto legati ai ruoli tradizionali, sua nipote potrebbe essere vittima di pregiudizi riguardo la sua situazione familiare particolare, per lo meno per questo momento storico. Spero che possiate aiutarla, con la vicinanza e l’affetto, a non soffrire per quella che è ancora una forma familiare nuova. Non affronto il tema della perdita del papà perché non è questo l’argomento della sua richiesta, ma sarà un tema che avrà certamente un peso importante per sua nipote.
Quindi, Gianna, pur comprendendo i suoi dubbi, mi sento di rassicurarla sul futuro di sua nipote, per lo meno per ciò che riguarda l’orientamento sessuale di chi la crescerà: non è quello che potrà avere una ripercussione sul suo sviluppo sano, ma l’amore, la dedizione e le cure con cui verrà cresciuta.

Distinti saluti.

Dott.ssa Silvia Sossi
Psicologa-Psicoterapeuta

Leggi gli altri articoli della rubrica PsicologicaMente