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È così difficile capirsi?

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comprendersi

Parlare, ascoltarsi e comprendersi nella coppia

Una nuova risposta dalla rubrica PsicologicaMente

Buongiorno,
mi chiamo Tiziana, ho 47 anni e sono sposata da 18 anni con Valerio, mio coetaneo. Siamo legati da sentimenti profondi ed abbiamo molte cose in comune, ma io mi sento profondamente incompresa da lui; ultimamente i litigi si sono fatti molto più frequenti e passiamo anche giorni senza rivolgerci la parola, ognuno arrabbiato per conto proprio.
Finchè dopo le liti io mi avvicinavo a lui come se nulla fosse successo, tutto andava bene, ora che non lo faccio più e mi aspetto che lui si preoccupi di sapere perché sto male, è un disastro. Ci scontriamo su ogni cosa. Lui mi accusa di criticarlo sempre e che non mi va bene mai niente, ma non è vero, io mi sento sempre più sola e stanca ed è evidente che si sta scavando una voragine tra noi. Cosa mi consigliate di fare? Possibile che sia così difficile capirsi?

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Buongiorno Tiziana,
effettivamente la difficoltà di comunicazione all’interno di una coppia è un problema sentito da molte persone: non è facile parlare, ascoltarsi, comprendersi.
Innanzitutto è diverso il “bagaglio” che ognuno porta con sé dalla propria famiglia di origine: ci sono famiglie nelle quali tutto viene sviscerato, dove si parla molto e ci si confronta. Altre nelle quali ci si rivolge spesso alzando il tono, si hanno discussioni accese ma ciò non mina il buon clima familiare. Altre ancora nelle quali, per mantenere la pace, si evita di affrontare apertamente temi che porterebbero al conflitto, e così via. Quindi i due partner hanno frequentemente visioni diverse su cosa si può dire e come va detto, e ciò è già di per sé motivo di scontro in quanto ognuno sente come “migliore” quello che ha imparato in famiglia o anche se non pensa sia di maggior valore, è comunque quello che ha imparato. Inoltre spesso non è semplicemente un problema di comunicazione, ma di come “ci si sente” quando il partner dice certe cose. A volte si viene colpiti proprio su tasti dolenti ed il risultato è che immediatamente si reagisce. Altre volte si innescano dei circoli viziosi dai quali sembra molto difficile uscire: sono certa, Tiziana, che come lei si sente incompresa, anche Valerio avrà la sua stessa sensazione.
Ci sono alcune piccole regole che possono aiutare a trovare un modo più utile di comunicare.
– Innanzitutto decidete un luogo e un momento ben preciso per confrontarvi: affrontare argomenti che vi riguardano mentre si prepara la cena, in macchina nel traffico o appena il partner solca l’ingresso di casa non porta quasi mai buoni risultati.
– Evitate poi l’idea, peraltro frequente, che se l’altro mi ama e tiene a me, deve capirmi e sapere ciò che penso senza dirlo: la lettura del pensiero non funziona e la convinzione che possa esistere lascia inevitabilmente delusi.
– Provate a non iniziare le frasi con l’accusatorio “perché tu”, che porta il partner a mettersi subito sulla difensiva, cercando di sostituirlo con “quando ti comporti così, io mi sento in questo modo”.
– Cercate di ascoltarvi: spesso si crede di non riuscire a parlare e comunicare mentre in realtà si fa fatica ad ascoltare ciò che l’altro dice.
– Affrontate un problema per volta e cercate di utilizzare le divergenze in modo utile, in maniera, cioè, da trovare un compromesso. “Lasciar perdere” o “far finta che niente sia successo”, come lei scrive, Tiziana, non è utile: si dovrebbe mediare e trovare un punto di accordo, in modo che ognuno senta di rinunciare a qualcosa e di ottenere qualcos’altro.
– Evitate di formulare giudizi sull’altro e di tirare fuori frasi del tipo “sei come tua madre” “sembri tuo padre”, che non portano mai nulla di buono.
– Infine cercate di rimanere sul presente e di non citare episodi e frasi dette anni prima, che spesso l’altro non ricorda, nega di aver fatto o detto o risponde con altri episodi del passato in un “ping pong” infinito.

Comunicare in modo utile richiede allenamento, ma se entrambi avete il desiderio di farlo, sicuramente ci riuscirete.
Con l’augurio che possiate trovare insieme il modo migliore per voi, di capirvi e di ascoltarvi, vi porgo i miei cordiali saluti.

Dott.ssa Silvia Sossi
Psicologa-Psicoterapeuta

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